
Su questo tema possiamo leggere tutto l’evento televisivo che è stato Friends: The Reunion, anche denominato “The One Where They Get Back Together”, che possiamo considerare più che un episodio effettivo dello show una grande festa nella quale si celebra il successo di una delle serie comedy più importanti e famose di tutti i tempi. Sì perché Friends, pur essendo temporalmente definito dagli anni in cui è andato in onda – dal 1994 al 2004 –, porta in sé alcune caratteristiche di universalità che ne hanno caratterizzato la sua popolarità trasversale, ancora oggi a quasi trent’anni dal suo primo episodio. Non per nulla sui servizi di streaming continua imperterrito ad essere una delle cose più viste, una gallina delle uova d’oro per chiunque ne detenga i diritti di distribuzione. Anche questo spiega perché HBO abbia investito così tanto sulla realizzazione di uno speciale; per dare qualche numero che faccia capire la portata dell’investimento, basti pensare che ognuno dei sei attori protagonisti ha ricevuto un cachet di circa 2 milioni e mezzo di dollari per l’episodio.

Al partire della sigla la sensazione di tornare in un luogo rassicurante e nel quale ci si ritrova come a casa propria raggiunge l’apice: l’intro alterna scene del passato a spezzoni dello stesso episodio speciale, dunque con gli attori invecchiati, creando un cortocircuito temporale che sottolinea l’esperienza “Friends” come un oggetto fuori dal tempo, potremmo dire eterno. L’atemporalità della serie è uno degli elementi meglio raccontati da questa Reunion che, ricordiamolo, si configura pur sempre come un’autocelebrazione della serie, un segmento nostalgico che farà la gioia di tutti i fan ma che, riducendolo all’osso, non aggiunge nulla alla mitologia della serie in sé.

In tal senso nell’episodio si racconta anche dell’importanza culturale di Friends, non tanto in quanto pezzo importante dell’industria televisiva o come precursore delle comedy degli anni successivi, ma più della sua potenza emozionale sulla vita delle persone nel mondo. Le interviste alle persone di vari paesi che raccontano l’esperienza del “loro” Friends certificano quella caratteristica importante della serie già citata che emerge in modo lampante in questo speciale: la sua universalità. Ognuno associa alla visione di Friends un momento ben preciso della propria vita: chi l’ha visto da adulto l’ha vissuto in un certo modo, chi era nella fase della crescita si può essere identificato in uno o più personaggi e magari questo l’ha aiutato a superare alcuni momenti difficili della propria vita. Basti pensare che ad un certo punto i personaggi dello show erano talmente conosciuti ed entrati nella cultura popolare che nel gergo colloquiale si sono cominciati a sovrapporre i loro nomi alle caratteristiche umane (es. essere una “Monica” vuol dire essere iper-competitiva e maniaca dell’ordine e della pulizia, un “Chandler” è una persona poco popolare che cerca di essere simpatico con battute sagaci, e così via).

In definitiva possiamo dire che questo episodio speciale è stato tutto quello che ci aspettavamo e che non ci aspettavamo: è stato un momento emozionante che ripercorre la storia di uno degli show più iconici che ha contribuito a creare la televisione di oggi, una grande celebrazione nostalgica e ricca di aneddoti e dietro le quinte; non è stato però quell’episodio ambientato quasi vent’anni dopo il finale che i fan avrebbero voluto. In tal senso gli autori sono stati chiari – e viene esplicitato anche nello speciale – sul fatto che il finale dello show funzionava già benissimo così; è tuttavia commovente sentire da parte degli attori come pensano che stiano vivendo oggi i loro personaggi, con il racconto delle diverse vite che hanno intrapreso dopo lo straziante “The Last One” – che poi non dimentichiamoci che la serie all’epoca ebbe un dignitoso seppur non eccezionale spin-off sequel incentrato sul personaggio di Joey andato in onda per due stagioni.
Insomma, Friends: The Reunion in fin dei conti è un prodotto costruito a tavolino per riuscire nel suo intento, ovvero fare un costosissimo e articolato omaggio ad una serie che, ancora oggi dopo quasi trent’anni, è sulla cresta dell’onda. Si può discutere sulla necessità di questo grande evento, su quanto sia palesemente artefatto per generare emozioni e reazioni dal pubblico più nostalgico; ogni critica di questo tipo è assolutamente legittima e calzante, ma è anche impossibile per un appassionato della serie guardare all’episodio senza sentirsi in qualche modo a casa, in compagnia di quelli che per lui, in fin dei conti, sono degli amici.
Voto: 7

Quell’insensata voglia di rivedersi la serie tutto d’un fiato!..
Ma quindi secondo te anche anche le interviste erano abbastanza artefatte..per suscitare emozioni e reazioni nel pubblico nostalgico (mi riferisco ad es. alla rivelazione della Aniston e Schwimmer che avevano una cotta reciproca il primo anno mai concretizzata)..cmq con me ha funzionato! 🙂
Ciao Artax!
Per artefatte non intendo che fossero studiate a tavolino o che le reazioni e gli aneddoti non fossero spontanei, intendo piuttosto che gli attori sapevano benissimo la natura di questo speciale e quello che gli autori si aspettavano quindi erano in qualche modo “guidati” per arrivare proprio all’obiettivo di aggiungere delle note di colore alla loro esperienza sul set. Poi ovvio che anche loro devono essere stati super emozionati nel raccontare e ricordare quei momenti, ma non dimentichiamoci che comunque si tratta di un evento registrato, non in diretta, quello che hanno voluto farci sentire è stato preparato e montato da delle persone con una chiara intenzione, come per i documentari, nei quali il punto di vista di chi lo realizza conta eccome.
Poi, ovvio, anche con me ha funzionato, ci mancherebbe!
Ho lasciato trascorrere qualche giorno per capire meglio se questa Reunion fosse davvero necessaria (per me) oppure no. Friends fu a suo tempo considerata la madre di tutte le sitcom passate e future, oggi, a posteriori, accusata di essere troppo “bianca”, ma comunque onnipresente nei nostri palinsesti personali e rivedere i sei amici a distanza di quasi 20 anni invecchiati, ingrassati, rifatti, riabilitati, dopo l’emozione iniziale mi ha fatto male…
28 Ottobre 2023
Ciao Chandler Bing! ?