Uscito con la prima edizione nel 2016, The U
L’adattamento a serie viene annunciato da Amazon nel marzo 2017 ed è il primo progetto televisivo per Barry Jenkins, regista di Moonlight – film vincitore di tre premi Oscar – e di If Beale Street Could Talk. Jenkins si affaccia alla serialità riuscendo a non snaturare il suo stile inconfondibile per scendere a patti con un formato che per lui ha il solo scopo di permettere ai suoi personaggi e alle sue scene di essere distese e, probabilmente, più comprensibili. La tematica di cui tratta non avrebbe la possibilità di essere approfondita durante il minutaggio di un film, basti solo pensare che il pilot che introduce la storia ha una durata di 108 minuti e si interrompe poco più avanti del primo grande incidente scatenante.
Ma quale tematica? La serie, composta da 10 episodi, racconta dal punto di vista della giovane schiava Cora un viaggio che parte dalla Georgia dei campi di cotone e attraversa numerosi stati del Sud degli USA. Il genere viene chiamato ucronico perché rappresenta una storia alternativa; la serie, infatti, parte dal fatto storico della ‘ferrovia sotterranea’, una rete di sentieri, nascondigli, case sicure e persone che aiutavano gli schiavi d’America a fuggire verso il Canada o oltreoceano e la rende una vera ferrovia, che affiancherà Cora nello stesso intento. Una libertà che si prende l’autore, quella di plasmare la realtà, che viene resa una metafora ancora più potente attraverso la macchina da presa di Jenkins.

È n
Questa lentezza data dallo stile è un tratto distintivo che può essere a lungo andare una delle piccole imperfezioni che le prossime nove puntate possono farci scoprire, perché se nel tempo cinematografico e nel pilot queste immagini rendono la visione più intensa e leggibile, nell’arco di più puntate potrebbe diventare faticosa. Altro aspetto da considerare, infatti, è l’esperienza delle singole puntate: la scelta di Amazon Prime di distribuire gli episodi tutti insieme può essere discutibile per il fatto che questa sembra essere molto lontata da una serie che si presta al binge watching. La prima puntata ha necessità di essere assimilata prima di poter passare a quella successiva, o il rischio è quello di distaccarsi dalla forza delle immagini per amor di curiosità narrativa e di trama.
A parte questo accorgimento, comunque, il primo episodio pone tutte le basi per una serie brillante, forte, interessante non solo per una stagione televisiva ma soprattutto per la riappropriazione della trasposizione cinematografica e televisiva della storia degli afroamericani. Il regista Barry Jenkins, a questo proposito, ha affermato “Quello che mi è piaciuto di più è stato avere l’occasione di ricontestualizzare la storia dei nostri antenati”.
Voto: 8
