
Nine Perfect Strangers è una nuova serie Hulu in otto episodi diretta da Jonathan Levine e tratta dai romanzi di Liane Moriarty, autrice anche di quel Big Little Lies che ha incantato qualche anno fa. La trama è in apparenza molto semplice: nove (ricche) persone si ritrovano a Tranquillum House, un luogo di ritiro emotivo e spirituale in mezzo al verde, con la promessa che al termine dei dieci giorni saranno totalmente cambiati. Tutto questo sarà possibile grazie a Masha (Nicole Kidman), una ex-manager russa diventata una sorta di guru dopo un’esperienza di premorte, e ai suoi collaboratori Yao (Manny Jacinto) e Delilah (Tiffany Boone). Dietro la facciata di un mondo perfetto, però, si nascondono insicurezze, segreti, e minacce.
Nine Perfect Strangers imposta il proprio discorso su ben tre piani paralleli (anche se con un diverso peso in questi primi episodi): le vicende personali dei partecipanti, i metodi discutibili di Masha, e il mistero riguardante un possibile nemico della donna, nell’ombra.

I partecipanti al percorso di guarigione di Tranquillum House hanno, però, tutti una storia molto dura alle spalle, sebbene per alcuni di loro questa sia solamente accennata, per ora. Luke Evans, per esempio, interpreta un recalcitrante Lars, il quale viene da un matrimonio fallito e che sembra partecipare al ritiro per motivi ancora non del tutto chiari; per mantenere probabilmente il segreto sul suo personaggio, sappiamo decisamente troppo poco su di lui per apprezzarne la partecipazione. Ancora tutta da scoprire è anche Carmel (Regina Hall), quella che più d’ogni altra persona in questo gruppo desidera che il ritiro funzioni e possa darle quella stabilità emotiva e quella sicurezza di cui ha assoluto bisogno. E se Jessica e Ben (Samara Weaving e Melvin Gregg) hanno problemi coniugali da affrontare, altrettanto può dirsi della famiglia Marconi, i cui tre membri Heather (Asher Keddie), Napoleon (Michael Shannon), e Zoe (Grace Van Patten) faticano a riprendersi dalla morte di Zach, figlio e fratello suicidatosi anni prima e la cui assenza ha creato una ferita in apparenza insanabile tra i vari membri. La loro storia è, necessariamente, quella che brucia con più lentezza, che si avvicina al cuore del discorso con delicatezza espressiva ma altrettanta violenza emotiva. Il modo in cui i tre personaggi hanno reagito a questo lutto è molto diverso ma viene rappresentato sulla scena in maniera mai banale.

Tre episodi su otto non sono pochi per giudicare, e quel che Nine Perfect Strangers vuole offrire per ora è un modesto thriller in una cornice soap/drama decisamente più interessante e potenzialmente ricca. I vari misteri sono solo accennati e non è dunque possibile capirne i risvolti fino in fondo. La serie, però, intrattiene molto bene e al netto di qualche dialogo non sempre riuscito, promette di lasciare ancora più spazio ai propri protagonisti, l’unica scelta davvero vincente.
Voto 1×01: 7
Voto 1×02: 7
Voto 1×03: 7 ½
