American Crime Story: Impeachment – 3×04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?


American Crime Story: Impeachment - 3x04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?Impeachment, la terza stagione di American Crime Story, arriva alla sua prima metà mettendo sempre più in chiaro quanto il centro di questa narrazione non sia affatto l’ex presidente degli Stati Uniti d’America. Questa annata, per citare il presidente di FX John Landgraf, è un thriller politico basato su persone prive di potere politico, e questo dovrebbe farci riflettere su quanto lo squilibrio di potere sia qualcosa che non solo guida le vicende reali del mondo, ma anche la loro restituzione all’interno delle narrazioni collettive. Non si tratta di mettere in scena “le voci innocenti” – nessuno si sognerebbe di vedere Linda Tripp come una persona senza macchia –, bensì di raccontare una storia che raccolga più punti di vista possibili, e che dunque solo in questo modo possa avvicinarsi a essere considerata anche solo vagamente completa. 

“The Telephone Hour” e “Do You Hear What I Hear?” sono due episodi molto diversi per impostazione: se il primo si sviluppa quasi interamente tra una telefonata e l’altra, il secondo è quello in cui, come conseguenza, le cose si mettono in movimento. La rappresentazione è diversa – il primo preparatorio, il secondo quello che tira le fila –, ma a ben guardare sono solo due facce della stessa medaglia, e a sottolinearlo è il ritmo che sottende entrambe le puntate.

3×04 – “The Telephone Hour”

Ad un primo, superficiale sguardo, questo quarto episodio potrebbe sembrare solo un’infinita sequela di telefonate – come sottolineato in modo eloquente dal titolo. La realtà è che proprio attraverso il telefono, lo strumento che alla fine degli anni ’90 permetteva le comunicazioni più immediate, tutte le persone coinvolte riescono a mostrare parte di se stessi nascondendo i propri obiettivi, e al contempo a vedere della persona dall’altra parte del filo solo quello che vogliono vedere. A farla da padrona nell’episodio è certamente la sezione di chiamate dedicata a Monica Lewinski e Linda Tripp, dal momento in cui quest’ultima viene convinta da Lucianne Goldberg a registrare le telefonate per raccogliere delle prove concrete; ma non sono le uniche telefonate, e ciascuna di queste ha effettivamente avuto luogo nella realtà (anche se in alcuni casi in date diverse).

American Crime Story: Impeachment - 3x04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?Attraverso il telefono è più facile confidarsi, ma allo stesso tempo anche mentire e questo per la medesima ragione – non vedere l’altra persona in faccia può portare a un rapporto più confidenziale, ma anche a un tradimento più facile da gestire proprio perché non bisogna guardare l’altra persona negli occhi. È un episodio in cui assistiamo a entrambi i tipi di comportamenti, soprattutto per quanto riguarda il trio di donne al centro di questa situazione – Monica, Linda e Lucianne. Il rapporto tra le ultime due è sicuramente emblematico dell’ambiguità e dell’ambizione che guida entrambe: Lucianne consiglia Linda, ma è al contempo la prima a registrare le loro telefonate; la supporta nella decisione di rivelare tutto mostrando una qualche forma di empatia nei confronti di Monica, esattamente come Linda sembra davvero in alcuni momenti avere a cuore la situazione di profondo disagio in cui la ragazza è finita a causa di Clinton – ma in nessuno dei due casi possiamo dire di trovarci davanti a donne che abbiano altri obiettivi se non il successo personale e lo smascheramento di un uomo come l’allora Presidente degli Stati Uniti.

È paradossale tuttavia che proprio da queste due donne arrivi una visione decisamente più contemporanea di ciò che sta alla base della violenza e delle molestie sessuali, ossia uno sbilanciamento di potere. Risulta evidente nell’incontro tra Linda, Lucianne e Michael Isikoff, quando quest’ultimo si rifiuta di collaborare con loro perché nella relazione-scandalo “non c’è il quid pro quo”: nella visione di allora, infatti, parlare di molestia sessuale e di sfruttamento equivaleva obbligatoriamente alla presenza di un ricatto, o di una qualche forma di pagamento (soldi, lavoro) pur di mettere a tacere la donna coinvolta. Sono Linda e Lucianne a vedere molto più lungo, a osservare quello che oggi per noi (anche se purtroppo non per tutti) è chiaro: non si può parlare di rapporto paritario solo perché “lei accetta di stare con lui”, dal momento che il rapporto di potere risulta troppo sbilanciato. Ed ecco che quindi ritorna il concetto di potere politico da cui queste donne sono così lontane ma che subiscono come se non avessero altra scelta, come se il gioco prevedesse di mangiare o essere mangiate.

American Crime Story: Impeachment - 3x04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?La titubanza che Linda Tripp mostra in questo episodio, in cui la sua missione di ottenere delle prove si trasforma presto in condanna, non è da intendersi come un modo per alleggerire il suo comportamento deprecabile, ma al contrario come un mezzo attraverso cui guardare a questa donna – che rimane una traditrice – in modo tridimensionale (anche grazie a una eccezionale Sarah Paulson). Certo, ha come obiettivo un libro che potrebbe in un colpo solo darle successo e fama, affossare un presidente mai apprezzato e anche liberare la sua amica da una relazione tossica; ma la strada per il successo è lastricata d’inferno, ed è così che il piano si trasforma in ossessione, rappresentato dal montaggio frenetico che dispone una dopo l’altra le conversazioni, le registrazioni, le cassette che si accumulano come le sue sigarette. Ma poi anche Linda arriva a un punto di rottura, e anche questo è di gran rilevanza.
Ascoltare costantemente Monica – una giovane donna la cui instabilità emotiva dà i brividi, soprattutto grazie a una strepitosa Beanie Feldstein – con i suoi alti e bassi, che poi sono altissimi e bassissimi alternati senza soluzione di continuità e dipendenti da quell’uomo che ha su di lei un potere indescrivibile, porta Linda a esplodere, a discapito persino del suo piano. Il suo sfogo contro Monica può risultare una scena di cattiveria gratuita, ma forse quello che dovremmo chiederci è questo: se una donna adulta, più stabile e meno vulnerabile di Monica, è esplosa sotto il peso di quanto stava accadendo alla ragazza e dei suoi cambi d’umore; se è esplosa rischiando di sabotare il suo stesso piano, cioè continuare ad acquisire prove; ecco, se persino una donna ferrea come Linda Tripp a un certo punto ha urlato il suo “basta”, come doveva sentirsi l’allora 24enne Monica Lewinski, nel mezzo di questa bufera emotiva?

American Crime Story: Impeachment - 3x04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?Ciò che probabilmente sta riuscendo meglio in questo Impeachment è proprio la rappresentazione di Monica – e il fatto che la vera Lewinski abbia partecipato anche come consulente aiuta a capire quanto questa sia certamente una visione soggettiva, ma proprio per questo l’unica a raccontarci le vicende da un punto di vista interno. Feldstein mette in scena una ragazza solare ed entusiasta, capace però di passare dalla felicità più estrema a un “I don’t want to exist” nel giro di una telefonata – una donna, insomma, la cui emotività e il cui equilibrio psichico è nelle mani di un uomo, perfettamente consapevole di questo livello di dipendenza.
La svolta avviene proprio in questa puntata, quando in una delle poche conversazioni vis à vis tra Linda e Monica – che avviene nella stessa occasione della scoperta del famoso vestito – veniamo a conoscenza del passato della giovane Lewinski, segnato dalla violenza e dalla molestia sessuale subite sin da ragazzina. Monica è laureata in psicologia, non è priva degli strumenti per capire che quelli che l’hanno circondata erano predatori e lo dice chiaramente; ma allo stesso tempo è una donna che questi traumi li ha subiti, e che nonostante tale consapevolezza si convince che questo genere di uomini (Andy, Clinton) siano esattamente ciò che si merita.

La parte più triste dell’episodio è ciò che ne consegue, perfettamente rappresentato come in un effetto domino: le rivelazioni di Monica fanno scattare Linda, che rinuncia al libro pur di far saltare la sedia di Clinton il prima possibile, e in un modo che mostri a Monica quanto sia stata costretta a dire tutta la verità; rinuncia ai tabloid e va dritta sul caso Paula Jones, riuscendo a far mettere se stessa (e di conseguenza Monica) nella lista dei testimoni. È un peccato che questo accada proprio quando Revlon finalmente risponde a Monica con un’offerta di lavoro da cui la sua vita sarebbe ripartita; sappiamo invece che è proprio da qui che le cose andranno sempre peggio.

3×05 – “Do You Hear What I Hear?”

È l’episodio del giro di boa quello da cui non si torna più indietro: è il momento in cui tutte le persone coinvolte si ritrovano sul bordo di una situazione che all’improvviso cambierà per sempre, e non secondo le loro aspettative.
Abbiamo il giudice Kenneth Starr e il suo team, pronti a chiudere la procedura che avrebbe portato Clinton sulla strada dell’impeachment per il caso Whitewater perché manca la prova delle prove, un testimone; c’è Monica, pronta a trasferirsi a New York per il suo nuovo lavoro; c’è Linda, convinta di essersi tutelata con le registrazioni e di avere in mano tutto quello che le serve per incastrare Clinton, illudersi di farlo per salvare la sua amica e acquisire notorietà nel frattempo; infine c’è Paula Jones, che ha appena rinunciato a una cifra enorme (soprattutto se consideriamo che era il 1997) per delle scuse che spera di ricevere.
American Crime Story: Impeachment - 3x04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?È un Natale che sembra più la notte di Halloween: è una festività che non porta doni, ma ribalta la realtà generando mostri, che nel caso delle donne della nostra storia (Monica, Linda, Paula) nascono proprio dopo aver seguito le indicazioni di qualcuno di cui si fidavano. Paula Jones ha rifiutato i soldi ed è sua madre a metterla in guardia da una persona come Susan Carpenter-McMillan, ma ormai è troppo tardi. Quando Paula entra in quella stanza non ha la minima idea di quello che la aspetta, che è poi quella che tocca a tutte le donne che hanno l’ardire di denunciare un uomo potente: la macchina del fango che si attiva per screditare le parole della vittima attraverso l’attacco alla sua vita privata (e passata) – una tecnica che davvero sembra non passare mai di moda.

Monica è convinta di essere ad una firma di distanza dal rifarsi una vita; ed è una firma importante, intendiamoci, perché comporta uno spergiuro gravissimo. Ma abbiamo capito che tipo di persona sia Monica, quale peso abbiano su di lei le figure maschili, in particolare quelle che sanno manipolarla e nei confronti dei quali lei si pone sempre un gradino sotto (perché forse “se lo merita”, come diceva nella quarta puntata, la stessa in cui Vernon Jordan, nel momento in cui si proponeva di aiutarla, non si esimeva dal darle una palpata al sedere, come a ristabilire l’ordine delle cose, come a dirle: “Tu potrai avere successo, ma ricordati grazie a chi e soprattutto non ritenerti mai speciale o diversa dalle altre”). Monica è convinta che le cose per lei stiano davvero per cambiare, che “andrà tutto bene”, perché gliel’ha detto Vernon e anche Bill; ma non sa che dietro a tutto questo c’è la sua amica Linda che ormai da mesi muove i fili della sua vita senza che lei ne sia minimamente consapevole. Una donna che si spaccia come sua amica, ma che non ha la minima remora a colpirla dove è più vulnerabile (la questione del suo peso) pur di non farle indossare il famoso abito blu e conservare la prova schiacciante contro il Presidente.

American Crime Story: Impeachment - 3x04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?E poi c’è Linda, che è tutto fuorché una persona da considerare vittima o allo stesso livello di Monica e Paula, ma che è comunque a sua volta manipolata da un’altra persona: è Lucianne la sua burattinaia, quella che le ha dato suggerimenti errati (e con ogni probabilità sapendolo benissimo) sulla registrazione delle telefonate – negli Stati Uniti molte leggi sono statali: se a New York la registrazione è legittima a patto che una delle due persone lo sappia, il Maryland è uno stato “two-party consent”, per cui entrambe le persone devono sapere della registrazione, pena il carcere. Linda ha registrato Monica per mesi e la cosa le si è rivoltata contro: ma invece di seguire il consiglio dell’avvocato – far arrivare la notizia ai legali di Clinton per spingerlo a patteggiare e chiudere velocemente il caso Jones –, di nuovo viene influenzata da Lucianne, il cui obiettivo non è mai stato difendere Monica e non sarà quello di tutelare Linda. L’effetto domino è spaventoso se visto tutto insieme, perché è proprio quando il team del giudice Starr sta per gettare la spugna che arriva il tassello mancante per portare Clinton all’impeachment.

Tutte queste donne hanno al massimo un po’ di potere una sulle altre, ma non sono altro che persone senza alcun contatto col vero Potere, quello con la P maiuscola, e non sono altro che pedine in un gioco molto più grande di loro. Questo non le esenta dalle loro colpe: Monica stava comunque commettendo un reato mentendo nell’affidavit e chiedendo anche a Linda di farlo; Linda ha tradito la fiducia della sua amica dal momento stesso in cui ha intravisto un possibile obiettivo, e si è anche a tratti illusa di farlo per il suo bene.
American Crime Story: Impeachment - 3x04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?Eppure ciò che rimane dopo questo episodio è una sensazione di inevitabilità agghiacciante: il potere sarà sempre in mano a chi ce l’ha, a chi ne abusa per sfruttare chi vuole salvo poi dire che “nessuno supporta le donne più di lui” – mentre elenca quelle da lui nominate nel suo gabinetto, non certo quelle di cui si è servito. Ed è agghiacciante perché parte da Clinton, come un filo rosso impossibile da ignorare, tutta quella serie di eventi che porta alla scena finale, a Monica che cammina da sola, accerchiata dall’FBI senza saperlo; una pedina in un piano più grande che la condurrà a diventare, di lì a breve, una delle donne più conosciute – e insultate – al mondo.

Si arriva a metà stagione di Impeachment con due episodi che in modi molto diversi fanno percepire come la macchina del potere politico si muova con un meccanismo quasi a orologeria, certamente visibile grazie al famoso “senno di poi” che ci permette di unire tutti i puntini e anche dal punto di vista che ci interessa. Eppure i conti non tornerebbero se non ci fosse della verità in questo punto di vista: e quello che emerge da questi episodi di American Crime Story è che sì, c’era tutto un altro modo per raccontare questa vicenda, eppure non è stato quello scelto allora perché la narrazione immediata è in mano a chi ha il potere, e queste persone non ce l’avevano – nemmeno Linda Tripp.
American Crime Story: Impeachment - 3x04/05 The Telephone Hour & Do You Hear What I Hear?Il lavoro del team di Ryan Murphy, con il prezioso contributo di Monica Lewinsky, non vuole affatto indorare la pillola e condonare gli errori delle parti coinvolte: ma sta cercando – riuscendoci – di mostrare come la vicenda, se vista da un’altra prospettiva, assuma tutti i caratteri inquietanti dell’inevitabilità, quell’inevitabilità che si percepisce solo quando si capisce di essere stati incastrati in un gioco molto più grande di noi. Abbiamo sentito questa storia in tutte le salse, eppure questa era quella che mancava: e, pur essendo a metà stagione, possiamo azzardarci a dire che, tra tutte, era questa la versione a cui bisognava dar voce subito (per le persone coinvolte, per la Storia, per un pubblico che ha giudicato e si è riempito la bocca di parole su una situazione di cui non sapeva praticamente nulla).

Voto 3×04: 7½
Voto 3×05: 8

Condividi l'articolo
 

Informazioni su Federica Barbera

La sua passione per le serie tv inizia quando, non ancora compiuti i 7 anni, guarda Twin Peaks e comincia a porsi le prime domande esistenziali: riuscirò mai a non avere paura di Bob, a non sentire più i brividi quando vedo il nanetto, a disinnamorarmi di Dale Cooper? A distanza di vent’anni, le risposte sono ancora No, No e No. Inizia a scrivere di serie tv quando si ritrova a commentare puntate di Lost tra un capitolo e l’altro della tesi e capisce che ormai è troppo tardi per rinsavire quando il duo Lindelof-Cuse vince a mani basse contro la squadra capitanata da Giuseppe Verdi e Luchino Visconti. Ama le serie complicate, i lunghi silenzi e tutto ciò che è capace di tirarle un metaforico pugno in pancia, ma prova un’insana attrazione per le serie trash, senza le quali non riesce più a vivere. La chiamano “recensora seriale” perché sì, è un nome fighissimo e l’ha inventato lei, ma anche “la giustificatrice pazza”, perché gli articoli devono presentarsi sempre bene e guai a voi se allineate tutto su un lato - come questo form costringe a fare. Si dice che non abbia più una vita sociale, ma il suo migliore amico Dexter Morgan, il suo amante Don Draper e i suoi colleghi di lavoro Walter White e Jesse Pinkman smentiscono categoricamente queste affermazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.