
I videogiocatori più attempati ricorderanno l’universo fantasy del gioco di strategia Warcraft che dava la possibilità di personalizzare l’esperienza di gioco con appositi editor. Da questa costola di Warcraft nasce Defense of the Ancients (o DotA), inaugurando il genere MOBA. E dal genere MOBA nasce il fenomeno noto come League of Legends, un franchise dall’immane quantità di giocatori in tutto il mondo, che vanta prodotti variegati ben oltre il mondo dei videogiochi. Un esempio sono le K/DA, un gruppo k-pop digitale composto da alcune eroine del gioco alle cui voci si prestano cantanti in carne e ossa, e i cui singoli contano su YouTube centinaia di milioni di visualizzazioni.
Già da qualche anno la casa di produzione Riot Games si diceva interessata nell’affrontare la sfida dell’adattamento videoludico per League of Legends e, in occasione del decimo anniversario del videogioco che ha iniziato tutto, la serie animata Arcane si presenta su Netflix. I tre episodi d’inizio sono il primo atto di una storia ambientata in uno dei molti scenari del mondo di Runeterra: Piltover, una splendente città governata da una tecnocrazia e collegata da un ponte al malfamato distretto industriale di Zaun, dove sono relegati gli ultimi, costretti a una vita di crimine. I nostri protagonisti fanno parte di questi, in particolare le sorelle Vi e Powder, i compari Mylo e Claggor, e il loro padre putativo, Vander.

Arcane ha saputo costruire con il suo primo episodio un’ambientazione ancor più accattivante che nel gioco originario, dove gli attanti sono presentati in maniera prevedibile ma estremamente efficace e alle volte potente. Il sopracitato lavoro di fino nell’animazione ritrae perfettamente la rabbia di Vi, l’innocenza di Powder, la stanchezza di un Vander anziano che doppiatori e doppiatrici hanno impreziosito con interpretazioni decisamente all’altezza, fra i cui nomi ricordiamo Hailee Steinfeld di Dickinson o Kevin Alejandro di True Blood. In particolare, il rapporto fra Vi e Powder cattura la scena e segna anche il loro modo di relazionarsi con i compagni di avventure, nonché con la figura paterna. Se ci sono personaggi in cui investire emozionalmente, si investe nell’intera trama ed è un elemento su cui Arcane sviluppa tanto e bene.
Su questa trama si incentrerà “Some Mysteries Are Better Left Unsolved”, che si regge sulle spalle dell’ottima introduzione in “Welcome to The Playground”. Il secondo episodio focalizza l’attenzione sugli intrighi politici di Piltover che hanno come centro un importante aspetto del worldbuilding: il rapporto fra la scienza e la magia del mondo di Runeterra. Questa indagine riflette inoltre su una delle più importanti tematiche di questo primo arco narrativo: come una persona affronta i propri limiti, che sia l’inadeguatezza della giovane Powder o le difficoltà nel comprendere forze inafferrabili attraverso la razionalità.

Il cuore del terzo episodio è invece nel suo titolo “The Base Violence Necessary for Change”. Questa prima parte di Arcane si conclude con un tragico epilogo momentaneo, mostrando la non scontata efficacia del dividere una stagione in atti. Il finale di questo arco narrativo contiene diversi colpi di scena e nella sua crudezza si nota come Netflix abbia consentito a questa serie una certa misura di libertà, non concessa altre produzioni. La storia di Vi, Powder e Vander conosce una rottura traumatica, travolti da una guerra che non hanno chiesto di combattere. Le atmosfere, gli intrecci della trama e la caratterizzazione di queste vite al limite si amalgamano al ragguardevole culmine del primo atto, che chiude un capitolo per aprirne un altro in vista dei tre successivi episodi che vedranno la luce il 13 novembre.
Arcane non è perfetto. Powder meritava più spazio per l’evoluzione del suo personaggio e alle volte le situazioni e i dialoghi sanno un po’ di già visto, ma ciò non toglie nulla ad un prodotto dove il peso dei pregi supera grandemente i difetti che si possono trovare. Arcane può essere goduto da tutti – fan di League of Legends o meno – grazie alle ottime alchimie fra i personaggi, una storia in grado di intrattenere e delle atmosfere supportate da un’animazione di prim’ordine. Dopotutto, siamo di fronte a uno dei migliori adattamenti videoludici mai creati, che fa ben sperare per il futuro di queste operazioni.
Voto 1×01: 8
Voto 1×02: 7½
Voto 1×03: 8
