
Questa “forgiving jeff”, inoltre, per come è strutturata, non aiuta a fare mente locale sul momento narrativo nel quale avevamo lasciato il protagonista Barry Berkman/Block, nonostante si ponga in diretta continuità con gli ultimi avvenimenti della serie. La potente immagine con la quale gli autori ci avevano salutato era un Barry che spariva lentamente nell’ombra, come a simboleggiare che il suo tentativo di redenzione e cambiamento fosse fallito, lasciando che l’uomo tornasse al suo lato oscuro e abbandonando la possibilità di essere – diventare – una persona migliore. Il cold open di questo atteso ritorno vede lo stesso Barry in preda ad una crisi esistenziale, che assiste – visibilmente confuso – a uno scambio tanto divertente quanto surreale tra un uomo che sta per essere ucciso e la persona che ha assoldato un assassino per ucciderlo. Da questa prima esilarante scena emerge a chiare lettere quello che probabilmente sarà il filo conduttore della stagione, oltre a dare il titolo all’episodio: il tema del perdono.
Forgiveness has to be earned.

Non è tuttavia una premiere tutta Barry-centrica, anzi: come già siamo stati abituati, la serie HBO ha saputo costruire intorno al protagonista tanti altri personaggi molto interessanti, da quelli che ottengono più facilmente le linee comiche – come Noho Hank che in questa premiere dà il meglio di sé nel suo agognato interrogatorio con la polizia – a quelli che ne incarnano lo spirito più drammatico – come Sally. In fin dei conti la grandezza di Barry sta proprio nel saper bilanciare queste sue due anime e all’occasione nel saper fonderle in un mix molto personale e difficile da imitare; questo avviene per esempio attraverso l’accostamento di ambienti e personaggi totalmente opposti, situazioni al limite del grottesco o battute taglienti al momento giusto. Per esempio non si può rimanere indifferenti di fronte alla divertente tristezza di un Fuches nascosto in una catapecchia in Cecenia che vuole vedere la partita o a Barry quando chiede consigli su quali fiori regalare a Sally ad una donna che lo ha chiamato per discutere dell’assassinio del marito fedifrago.
The key to stage acting is doing, whereas when you’re on camera, you really just want to be.

Menzione d’onore alla regia di Bill Hader che, come sempre, è capace di coordinare i movimenti dei personaggi in scena in modo sublime, oltre che di optare per scelte visive molto azzeccate che riflettono esternamente lo stato d’animo dei personaggi. In “forgiving jeff” questo si traduce per esempio nel fatto che Barry veda le persone che ama ricevere dei proiettili in fronte, come se lui stesso le avesse – metaforicamente – uccise, con l’accompagnamento di una claustrofobica e improvvisa assenza di suono, ma anche nel già citato piano sequenza che accompagna Sally sul set, intervallato dai suoi momenti di “pace” nel buio prima di tuffarsi nell’orgia di rumori che è il luogo delle riprese.
Non possiamo, quindi, che essere contenti del ritorno di una delle migliori dramedy di questa era televisiva, uno show che continua a spiazzare e ad alzare l’asticella delle aspettative grazie al grande talento dei suoi due creatori, e nel caso di Bill Hader anche regista e interprete. Barry si conferma come una serie davvero completa, capace di giostrare perfettamente il suo tono tra la commedia e la tragedia senza dimenticare di far affrontare ai suoi personaggi un percorso di trasformazione ed evoluzione caratteriale: in questo senso “forgiving jeff” è una premiere perfetta poiché con il suo finale apre a un nuovo percorso narrativo per il suo protagonista.
Voto: 9
