
La Appian Way Production di Leonardo di Caprio si era aggiudicata i diritti per una trasposizione di The Shining Girls già nell’anno di pubblicazione e Apple ne ha ordinato la produzione nel 2020, coinvolgendo Elisabeth Moss (The Handmaid’s Tale) per vestire i panni di protagonista della serie e in qualità di produttrice esecutiva, affiancando Di Caprio e Lauren Beukes stessa. La scrittura è stata affidata alla relativamente giovane Silka Luisa, e la regia a Michelle MacLaren (Breaking Bad, Game of Thrones); nel cast figurano anche nomi come Wagner Moura (Narcos) e Jamie Bell (protagonista della pellicola Billie Elliot).
La storia di Shining Girls è fermamente ancorata al presente, ma la tragedia dei suoi personaggi si perde nel passato in un affascinante gioco di specchi tra ciò che è e ciò che avrebbe potuto essere. La protagonista è Kirby Mazrachi, un’archivista presso un quotidiano di Chicago, vittima di un’aggressione che le ha lasciato ferite peculiari, nel corpo e nella mente. Sulla sua pelle le cicatrici si intrecciano in strani simboli, mentre la sua percezione del tempo è sfalsata, tanto da ingerire nella realtà che la circonda imponendole vuoti di memoria lunghi mesi fra il suo presente e quello che crede sia il suo futuro. Attraverso una introduzione sommessa ma intensa, siamo partecipi dei suoi tentativi di convivere con la sua condizione, finché viene incaricata di trovare materiale d’archivio per il giornalista Dan Velasquez, alle prese con un caso di cronaca nera. Kirby scopre le foto dell’autopsia della vittima: una donna il cui corpo martoriato reca i suoi stessi segni. Da quel momento, l’archivista si offre per dar manforte nelle indagini.

Il primo trittico di episodi è uscito il 29 aprile sulla piattaforma AppleTV+ e segue la trama da tre punti di vista diversi: l’archivista Kirby Mazrach, il giornalista Dan Velasquez e l’Assassino. “Cutline”, il pilot, ce li presenta nel momento in cui i loro destini si intrecciano a causa della scoperta di un cadavere. Il ritmo della narrazione è spesso lento, soprattutto nelle parti più poliziesche, ma l’originalità è in agguato sotto un intreccio narrativo lineare solo in apparenza. Le atmosfere sono importanti in questo riuscito debutto, ma la sua vera forza sono i personaggi. Per Kirby, la realtà è una promessa che continua a infrangersi e siamo partecipi al suo silenzioso e sommesso dolore, grazie ad un’ottima interpretazione della Moss e a dialoghi mai banali o artificiosi; la bravura degli attori sta nel non detto, mostrando l’espressività di una protagonista che trattiene le sue emozioni, la quieta e minacciosa presenza-assenza dell’Assassino o Velasquez e nei suoi goffi tentativi di essere ciò che il mondo si aspetta da lui.
In “Evergreen” il mistero si infittisce, così come la rete di interazioni fra i protagonisti. Questa seconda puntata è più canonica e prevedibile, ma non meno intensa: molti sono i paralleli che si possono tracciare fra scene che vedono Kirby alle prese con le stesse persone, ma in tempi diversi, scoprendo memorie che i viaggi temporali le hanno negato. Le scene con la madre fra primo e secondo episodio sono particolarmente incisive in questo senso. Questa difficoltà nel mettere assieme i pezzi della propria vita, in un disagio che spesso è incompreso da chi ci sta attorno, è uno dei pregi dell’accorata rappresentazione del trauma in Shining Girls. Si crea un vivido e coinvolgente contrasto con la sottotrama che vede protagonista l’Assassino, il quale vive le medesime alterazioni temporali di Kirby, ma è in grado di esercitare un controllo quasi irritante sul mondo attorno a lui, che sfoga anche sugli innocenti che non sceglie come vittime, ma bersagli di una prepotenza erratica, dalla misteriosa natura.

Shining Girls convince appieno nei suoi primi episodi, buca lo schermo con le sue atmosfere e i suoi personaggi, che hanno le potenzialità giuste per essere davvero memorabili e promettono di raccontare una storia umana attraverso eventi inspiegabili.
Voto 1×01: 8
Voto 1×02: 7
Voto 1×03: 8
