
Scritto dalla francese Virginie Brac e diretto dal premio Emmy Stephen Hopkins (24, House of Lies), Liaison è la prima produzione anglo-francese della piattaforma, in cui due agenti (ed ex amanti) si ritrovano improvvisamente in conflitto sullo sfondo di una serie di attacchi informatici che compromettono la sicurezza nazionale di entrambi i paesi.
L’aspetto più interessante dello show è sicuramente la premessa di ambientare la storia in un mondo post-Brexit, in cui quindi Francia e Regno Unito, un tempo parte dell’asse più importante dell’Unione Europea insieme alla Germania, sono ormai due nazioni in aperto conflitto non dichiarato, entrambe indebolite e ridotte ad essere due potenze straniere che si muovono in un’area grigia fatta di leggi internazionali non ancora delineate e di continui attriti. Il senso di spaesamento in uno scenario europeo nuovo e ancora così poco definito, così come l’isolamento del Regno Unito rispetto al resto del continente emerge in maniera imponente in questo pilot.
Sfortunatamente, però, questo è l’unico elemento di rilievo in una serie che si presenta con una scrittura stanca e poco ispirata. Lo spy-thriller è infatti un genere che sembra ormai appartenere forse ad un’altra epoca televisiva, difficile da riportare in auge senza offrire un qualche elemento di originalità in grado di farlo spiccare nel folto panorama televisivo che ci circonda. Qui, Apple TV+ sembra volersi affidare completamente ai due nomi di richiamo, ma è inutile dire che questo forse basta solo sulla carta.
Nella sostanza, infatti, questo pilot è il manuale dei cliché: immagini patinate, ambienti governativi, frasi fatte, musica imponente, riprese aeree, intrigo internazionale che si snoda tra paesi e lingue diverse (con l’immancabile Medio Oriente ad offrirci un commento sociale di cui non si sentiva il bisogno). Tutti i luoghi comuni possibili sono inseriti come in un compitino svolto in maniera approssimativa e forse anche svogliata.

Eva Green è magnetica come sempre, ma non sembra molto a suo agio nel ruolo. Riesce a fare intuire come il suo personaggio sia animato da sani principi, ma allo stesso tempo nasconda qualcosa nel suo misterioso passato. A Vincent Cassel è affidata la parte più action della serie, ma l’attore sembra più preoccupato di mostrare muscoli e ammiccare allo schermo piuttosto che dare un minimo di spessore al personaggio che interpreta. Questo è tutto ciò che sessanta minuti di puntata riescono a costruire, per cui il loro incontro finale risulta vuoto, inconsistente, senza un minimo di tensione.
L’intreccio, poi, non porta a nulla di concreto. Un twist interessante è l’eventualità di un evento catastrofico a Londra causato da un attacco informatico. Si tratta di un assaggio di ciò che potrebbe venire dopo e che sottolinea l’entità dei disastri che potrebbe generare un attacco di questo tipo. Peccato che, nonostante il budget così ampio (speso probabilmente in droni e riprese aeree), non ci venga mostrato nulla di questo evento, e non si riesca nemmeno lontanamente a percepire il pericolo, la morte e le conseguenze disastrose di una tale tragedia.

In una serie che si basa principalmente sulla contrapposizione tra interesse personale (la passione tra i due protagonisti) e interesse nazionale, bisogna dire che in questo pilot non c’è nessuna traccia del primo, mentre il secondo non sorprende davvero mai. Il risultato è un prodotto assolutamente standard e dimenticabile, al momento senza né capo né coda, con uno spreco di attori che serve soltanto a far aumentare i rimpianti.
Se non altro, questa serie è una conferma che il genere ha bisogno di essere rinnovato e di qualcuno che rompa un po’ quei luoghi comuni che fanno sembrare un tipo di produzione come Liaison qualcosa che poteva forse andar bene venti anni fa. Decisamente un passo indietro per Apple TV+, che inserisce nel suo listino una serie vecchia già nelle intenzioni e di cui non sentivamo proprio bisogno.
Voto: 4
