
Questo è evidente dalle somiglianze che si notano subito tra questo speciale e il primissimo episodio del New Who, “Rose”, con il quale sempre Davies trasportò il personaggio nel ventunesimo secolo nell’ormai lontano 2005. Come in quel caso, infatti, assistiamo al primo incontro tra il Doctor e la nuova companion a partire dalla storia di quest’ultima, che ha un ruolo centrale nella narrazione; non sembra nemmeno una coincidenza la scelta di inserirne nuovamente il nome proprio all’interno del titolo della puntata. Un altro punto di incontro tra i due episodi è la giovane età della co-protagonista: Millie Gibson, l’attrice che interpreta Ruby Sunday, è infatti diciannovenne come lo era Rose Tyler nella serie – l’attrice Billie Piper aveva solo qualche anno in più – e se si pensa che la differenza di età tra le due interpreti è di ben ventidue anni non si può non rimanere affascinati da come Doctor Who sia una serie in grado di trascendere le generazioni, capace di cambiare, evolversi ma rimanere sempre e comunque se stessa.

Parlando della nuova rigenerazione del Signore del Tempo, invece, è evidente come Gatwa si senta subito a suo agio nelle vesti del personaggio, mostrando attraverso un’ottima prova attoriale tutte le sue qualità. Stravaganza, fascino e queerness sembrano le caratteristiche principali di questa nuova incarnazione che ruba la scena fin dall’inizio dell’episodio, con la sorpresa inaspettata del breve quanto formidabile momento musicale sulla nave dei goblin. Fifteen si presenta come un Doctor molto intraprendente e più atletico rispetto al passato – salta sui tetti, si arrampica su scale sospese nel vuoto – e, con il senno di poi, questo è stato in qualche modo “annunciato” dal fatto che nella sua prima scena in “The Giggle” partecipa ad una partita a palla contro il Toymaker. Anche il modo in cui Davies lo fa interagire con i propri attrezzi – il cacciavite sonico e i guanti – sembra innovativo, vedremo fin dove si spingerà e se anche questa sarà una caratteristica di questa rigenerazione.
Un dubbio che si poteva avere su questa nuova incarnazione è se si sarebbe distanziata in modo netto da tutti gli avvenimenti del suo passato – in ottica di rilanciare lo show come fosse quasi un reboot – o se ci sarebbe stata continuità con la mitologia del personaggio: da pochi ma significativi dialoghi di questo speciale si scopre che Davies sceglie la seconda via, ovvero non rinnega nulla della sua evoluzione e del lavoro fatto dai suoi colleghi – viene per esempio ricordata la scoperta del “timeless child”, segno che la backstory del personaggio è ormai cambiata per sempre.

Il primo è, sicuramente, quello che riguarda l’identità della madre di Ruby, che difficilmente rimarrà un segreto per sempre dato che viene inquadrata sempre di spalle e incappucciata più e più volte nel corso dell’episodio. Inoltre è desiderio della stessa ragazza scoprire i propri genitori biologici e capire il motivo che li ha spinti ad abbandonarla.
Il secondo grosso punto interrogativo che ci lascia questo speciale è l’identità di Mrs Flood, interpretata da Anita Dobson, l’ormai già iconica vicina di casa di Ruby che alla fine dell’episodio rompe la quarta parete e fa capire di aver già visto un TARDIS. Alcune teorie ipotizzano che si tratti di una semplice strizzatina d’occhio di Davies al fandom, altri che possa trattarsi di un’incarnazione del Master o di qualche altro personaggio appartenente al vastissimo universo dello show – molto gettonata per esempio l’ipotesi River Song.

“The Church on Ruby Road”, in definitiva, è il miglior inizio possibile per il nuovo ciclo di Russell T Davies alla guida della serie inglese più amata al mondo. Ncuti Gatwa e Millie Gibson sono una coppia potenzialmente stellare e la loro prima apparizione sullo schermo è stata decisamente convincente: la chimica tra i due sembra buona e, supportati da un’ottima scrittura, mantengono un ritmo altissimo dall’inizio alla fine. Non resta che attendere l’arrivo della prossima stagione – la quattordicesima – che arriverà a maggio 2024.
Voto: 8½
