
Infatti, rinnovata per una seconda stagione prima ancora dell’uscita della prima, Feud avrebbe dovuto raccontare, dopo la faida fra le attrici Bette Davis e Joan Crawford, la vita e gli intrighi che hanno circondato Carlo e Diana d’Inghilterra, ma nel 2018 la stagione fu annullata. Solo nel 2022 il progetto fu ripreso da FX, riducendo il numero di episodi da 10 a 8, cambiando la sceneggiatura e introducendo Jon Robin Baitz come showrunner e scrittore, Naomi Watts come attrice protagonista e Gus Van Sant come regista (vincitore della Palma d’oro a Cannes 2003 per Elephant e candidato Oscar come miglior regista per Will Hunting – Genio Ribelle e Milk).
La storia, tratta dal libro di Laurence Leamer Capote’s Women: A True Story of Love, Betrayal, and a Swan Song for an Era, mette in mostra lo scandalo creato dal racconto di Truman Capote, La Côte Basque, pubblicato su Esquire nel 1975. Attraverso il suo racconto, il famoso autore statunitense (fra le cui opere ricordiamo Colazione da Tiffany e A sangue freddo, diventati classici della letteratura americana) mette in mostra i segreti e gli scandali delle donne dell’alta società dell’epoca, i suoi cigni – come le definisce nel primo episodio – camuffando a mala pena con nomi immaginari quelle che a tutte gli effetti sono le sue amiche e confidenti. Fra le donne coinvolte nel racconto di Capote vi sono la sua più cara amica Babe Paley, moglie del capo della CBS, Slim Keith, Pamela Churchill Harriman, ex-moglie del figlio di Winston Churchill, Lee Radziwill, sorella di Jackie Kennedy, Gloria Guinness, Ann Woodward e C.Z. Guest.
Come per ogni opera di Ryan Murphy, anche in questa seconda stagione di Feud troviamo a dar vita alla faida fra Capote e i suoi Cigni un cast d’eccezione, fra i quali annoveriamo Tom Hollander, che interpreta Truman Capote, la già citata Naomi Watts nei panni della cara Babe Paley, Diane Lane (Slim Keith), Chloë Sevigny (C.Z. Guest), Demi Moore (Ann Woodward), Calista Flockart (Lee Radziwill) Treat Williams (Bill Paley) e Russel Tovey (John O’Shea). Nonostante, però, la loro presenza, la serie sembra non riuscire a sfruttare a pieno il potenziale di questi attori, costringendoli in ruoli stereotipati e abbozzati che smorzano la loro recitazione, rendendola dimenticabile.

Se, però, il primo episodio cattura l’attenzione dello spettatore attraverso un ritmo incalzante, fatto di salti temporali, feste, drammi e cene, nel secondo assistiamo ad un cambio di ritmo e prospettiva. La narrazione frenetica della vita di Truman lascia spazio ad un passo più lento, che cerca di far trapelare ciò che si nasconde dietro al bisogno di vendetta manifestato dalle donne protagoniste del racconto.

Si tratta, tuttavia, di una forza raccontata allo spettatore, soprattutto attraverso il personaggio di Slim, e mai davvero mostrata nelle azioni. Ciò che manca a queste prime ore di Capote vs. The Swans è proprio la capacità di accompagnare i propri dialoghi con immagini che rendano l’agire dei personaggi credibile. Ogni dialogo o commento, fatto ad esempio per indagare le ragioni che hanno spinto Truman a scrivere un tale racconto, cade dalle bocche degli attori senza lasciare un segno nello spettatore e sulla sua curiosità di scoprire se effettivamente ciò che si dice è la verità.
Con questi primi due episodi Murphy pone nuovamente l’enfasi su come ciò che caratterizza tutte le faide, ma soprattutto quelle che decide di portare sul grande schermo, non è la portata del tradimento, i litigi o la vendetta, ma è il dolore e come si reagisce a questo. Ciò che resta ai cigni di Truman del suo racconto non è il bisogno di vendicare la vergogna del vedere i propri segreti più intimi pubblicati per il godimento di tutta l’America – e non solo – ma il dolore dovuto alla perdita di un’amicizia che si riteneva fondamentale, sofferenza che spesso supera anche quella di un tradimento amoroso.
Questi primi episodi della seconda stagione di Feud hanno un forte sapore introduttivo, che lascia sperare che un ritorno al ritmo incalzante del pilot e l’avanzamento della faida possano dare mordente a questa narrazione, il cui unico punto forte al momento sono solo le parole risolute con cui Slim conclude il primo episodio: “He will have no door open to him, he will have no oxygen. And he will die, but it will be much slower”.
Voto 2×01: 7
Voto 2×02: 6
