
“The Cold Winds are Rising”

Gli autori durante il primo anno ci hanno accompagnato nelle varie tappe di questa caduta che ha conosciuto il suo punto di non ritorno con la decapitazione di Eddard Stark.
L’uccisione del lord di Winterfell, avvenuta in Baelor, è stato il colpo di grazia per la fragile pace che regnava sui sette regni da diversi anni, inaugurando una nuova era caratterizzata dalla confusione, dalla frammentazione e dalla guerra civile, in cui, citando Catelyn Stark, “c’è un re ad ogni angolo”.

Gli autori decidono di illustrarci una panoramica veloce, ma approfondita, del mondo ideato da Martin, planando dall’alto e atterrando via via sui vari luoghi focali della mappa dove avvengono le vicende: dal profondo Nord al di là della Barriera, alla landa rossa e desertica di Essos, passando ovviamente per le città più importanti dei Seven Kingdoms, in un percorso circolare che parte e si conclude nella capitale del regno, King’s Landing.
“They are too weak to fight, as are your people. You must be their strength”.

Le difficoltà per l’ultima rimasta della stirpe dei Targaryen, però, non sono finite, anzi sono appena cominciate: la ritroviamo, infatti, completamente alla deriva in mezzo alla Red Weste, un enorme deserto situato nel continente orientale di Essos, in una situazione molto rischiosa. I suoi draghi sono ancora piccoli e indifesi e il suo khalasar, formato prevalentemente da ex-schiavi insieme a donne e bambini, sarebbe incapace di fronteggiare una qualsiasi minaccia che potrebbe presentarsi durante la loro arida traversata. Con le risorse e il cibo sempre più scarso, alla Khaleesi non rimane altra scelta di mandare quattro esploratori in ogni direzione sperando che trovino un luogo sicuro e fertile (una città, un’oasi) dover potersi fermare e sopravvivere.
“The Real North”

Jeor Mormont, comandante dei Guardiani della Notte, decide, allo scopo di raccogliere informazioni sulla collocazione attuale dei bruti ed indagare sul perché molti loro villaggi sono stati abbandonati in massa, decide di rivolgersi ad certo Craster, un signore locale che vive oltre la barriera e che è solito dedicarsi alla poligamia e all’incesto. L’uomo sposa le proprie figlie per poter ottenere da loro altre figlie con cui poi consumare altri rapporti carnali (“What happens to the boys”?). Insomma i Lannister e i Targaryen al suo confronto sono dei poveri dilettanti.

Jon Snow, da buon figliastro di Eddard Stark, non riesce a digerire molto la collaborazione fra i guardiani della notte e questo individuo depravato, guadagnandosi le antipatie di questo signorotto del Nord. Tocca a Mormont rimettere in riga il ragazzo: “You want to lead one day? Then learn how to follow”. Il vecchio comandante vede in Snow un possibile suo successore, e con questa sfuriata cerca di far capire al giovane non solo che deve rigare dritto, ma anche che non sempre si può agire seguendo l’onore e la morale, e che a volte bisogna scendere a compromessi se si vuole sopravvivere, specie nelle lunghe distese innevate del “Real North”.
“Three victories don’t make you a conqueror”. “It’s better than three defeats”.


Quella che era iniziata come una guerra, che aveva come obiettivo la salvezza delle due Stark e la vendetta per la morte di Lord Eddard, è andata gradualmente a trasformarsi in un’altra cosa sotto l’incidenza di altri fattori. Trarre in salvo Arya e Sansa non è più la priorità (“It’s more complicated than that!”), i lord suoi alleati non si accontenteranno più solo di questo: lo scopo principale sembra adesso diventato l’indipendenza del “Regno del nord”.
Pertanto il primogenito di casa Stark si trova costretto a ricercare nuovi alleati in Renly Baratheon, altro pretendente al trono di spade, e in Balon Greyjoy, signore delle Iron Islands e protagonista di una ribellione avvenuta 9 anni prima, a cui manda come emissari rispettivamente la madre Catelyn e il fidato Theon, unico figlio rimasto in vita di Balon.
Vedremo se queste alleanze andranno a buon fine e quale sarà il prezzo che esigeranno eventualmente i due lord.
“The night is dark and full of terrors”.

A lungo nominato durante la prima stagione, ecco che finalmente fa la sua entrata in scena il maggiore dei fratelli del defunto re Robert, in tutta la sua severità, durezza d’animo e pignoleria, evidenziata alla perfezione nella scena dove contesta il testo della lettera.
Impossibile non notare quanto i tre fratelli siano totalmente diversi dal punto di vista caratteriale e di come fra loro non scorra buon sangue; Stannis considera un fratello un usurpatore proprio come gli altri pretendenti al trono (ed in effetti non ha tutti i torti), mentre per quanto riguarda Robert le sue parole durante la stesura della missiva da mandare al regno sono più che eloquenti: “He wasn’t my beloved brother. I didn’t love him. He didn’t love me“.

Il septon della roccia del Drago, il maestro Cressen, cerca in tutti i modi di fermare l’influenza che questa sacerdotessa ha sul suo lord, ma finisce per cadere vittima del suo stesso veleno proprio sotto lo sguardo quasi divertito della donna. Una sequenza che non fa che aumentare l’aura di mistero intorno a questa inquietante sacerdotessa, interpretata dalla sensuale Carice Van Houten.
Un altro personaggio che viene introdotto è Davos Seaworth: di lui ci viene detto ben poco, ma ne sapremo sicuramente di più nei prossimi episodi – in “A Clash of Kings” è un personaggio POV.
“You love your children. It’s your one redeeming quality. That and your cheekbones“.

Nella recensione della scorsa season finale avevo sottolineato quanto il potere di influenza di Cersei su suo figlio si fosse presto rivelata solo un’illusione dei Lannister. La donna, infatti, non si sta dimostrando capace di adempiere con efficacia al suo ruolo reggente, non riuscendo ad arginare il delirio di onnipotenza di Joffrey.
Tyrion Lannister non ci mette molto tempo a capire quanto sia grave la situazione nella capitale: dalla morte di Eddard Stark allo smarrimento della più che mai preziosa Arya, l’elenco di fallimenti della sorella è sempre più evidente.
Cersei è ormai “la pecora nera” della famiglia, e lo stesso fatto che il padre abbia mandato il fratello Tyrion, da sempre disprezzato, a sistemare le cose in sua vece rappresenta di per sé un’umiliazione enorme – spettacolare la frase dell’Imp quando la sorella pensa ad un raggiro: “If I were capable of tricking father, I’d be emperor of the world by now”.

Riuscirà l’astuto e pungente Tyrion a contenere lo strapotere del Reuccio e a riuscire dove la sorella Cersei ha fallito? Oppure anche il folletto sarà vittima della sete di sangue del giovane usurpatore?
“He’s got a bull’s head helmet”.

Mentre imperversa la strage nella capitale, Arya e Gendry, il bastardo di Robert trovato da Stark nella 1×04, percorrono la strada del Re ignari che presto gli uomini di Joffrey saranno addosso a loro.
The North Remembers è una premiere che non delude le altissime aspettative, confermando quanto di meraviglioso si era visto durante la precedente stagione. Un episodio preparatorio di ampio respiro, che però non trascura i vari intrecci della trama che rimangono sempre articolati ed entusiasmanti, mentre lo spettatore resta rapito dal susseguirsi di scene sempre più splendide. La scrittura accurata di David Benioff e D.B. Weiss è accompagnata come sempre da un aspetto tecnico dalla qualità elevatissima: dalla regia magistrale e accurata di Alan Tylor (che ha diretto già gli ultimi 2 episodi della scorsa stagione) alla fotografia sempre magnifica e sontuosa, per non parlare delle scenografie e dei costumi perfetti fino all’ultimo particolare, tutto concorre a creare una delle produzioni televisive migliori del panorama mondiale (ricordiamo che la serie è girata in diversi paesi come Irlanda del Nord, Marocco e Croazia). Il punto di forza, però, rimane sempre la caratterizzazione dei personaggi, molto spesso lasciata ai gesti o a pochi dettagli attraverso i quali si riesce a ricavare un affresco delle loro sfaccettature. Merito soprattutto di un cast eccezionale di calibro internazionale che contribuisce alla maestosità della serie.
Voto 9,5
Note
- Così come per la prima stagione, l’Hbo ha messo a disposizione a questo link una pratica guida aggiornata ai luoghi e alle casate presenti nella serie. Molto utile per chi come me non ha finito ancora i libri.
- Questa 2×01 ha realizzato il record a livello di ascolti, totalizzando la bellezza di 3,85 milioni di spettatori (+74% rispetto alla premiere dell’anno scorso “Winter is coming”)
- Sky Italia ha annunciato che la seconda stagione de Il Trono di Spade (il titolo italiano) andrà in onda in italiano su Sky Cinema a partire già dal mese di maggio, anziché in autunno come fu per la prima stagione. A questo link trovate il trailer.

ottima recensione, condivido ogni concetto 🙂 l’unica nota è che c’è qualche imprecisione con i nomi, come Jeor Mormont, Davos Seaworth, Gendry e il maestro Cressen
Era inevitabile che ne sbagliassi qualcuno XD. Ho corretto. Ti ringrazio per la segnalazione. 😉
Bella recensione, davvero. Solo un dettaglio, il vecchio che muore con il suo veleno non è il septon di Dragonstone, ma un Maestro (ogni lord ha diritto a un maestro inviatogli dalla Cittadella, Maestro Cressen era il maestro personale di Stannis).
Grande la prima stagione e questa seconda parte benissimo con una prima puntata bellissima, in meno di un ora riescono a parlare di tante situazioni, grande serie, tra le migliori degli ultimi anni, speriamo non deluda.
Un pò troppo generosa a mio avviso come recensione. L’episodio è stato gradevole, ma purtroppo ha rispolverato alcuni dei vecchi difetti che nella prima parte della S1 hanno un pò flagellato la serie, come la mancata (o l’uso errato) di transizioni che facessero intuire lo scorrere del tempo, ed è anche stata un pò troppo didascalica, con il ritorno della sexposition praticamente dietro l’angolo.
GOT per quanto mi riguarda è Zeus nell’Olimpo dei serial tv, noto soltanto qualche modifica di troppo rispetto ai libri. Quelli che nella prima serie erano dettagli, stanno diventando cambiamenti molto più significativi in questa seconda stagione (non cito per non spoilerare troppo a chi non si fosse ancora accostato alla lettura…), ma si potrebbe giustificare la scelta con la solita, vecchia motivazione: esigenze (tele)filmiche. Non posso essere ugualmente comprensivo per quel che concerne l’abuso di scene di sesso… non sono un moralista né un bigotto, sia chiaro. È che talvolta accennare all’erotismo può risultare molto più incisivo che sbatterlo lì quasi gratuitamente. L’abuso (di qualsiasi aspetto, non solo dell’Eros) non è mai un bene. A volte mi sembra di star guardando un episodio dei Tudors, e la cosa non mi rassicura molto… per il resto ineccepibile, like ever! 🙂