
In questa seconda annata, è venuta progressivamente meno quella linearità narrativa che riusciva a legare armoniosamente i vari rimandi tra un mondo e l’altro, con parallelismi ben costruiti ed espedienti che, arricchendo la caratterizzazione dei singoli personaggi fiabeschi, riuscivano a consegnarceli illuminati da una prospettiva nuova. All’interno di questo percorso, il lungo arco narrativo sul conflitto tra bene e male che dilania il personaggio di Regina è stato diluito così tanto che ha cominciato a perdere la sua forza tematica: a meno due dalla conclusione l’ennesima esplorazione che questa puntata ci offre risulta un po’ superflua.
The Queen is dead. Long live The Evil Queen.

Una vendetta vista come una via d’uscita che potrebbe riportarla verso se stessa, verso quel suo lato buono che la stessa Biancaneve ha conosciuto; ma come fa notare Hook, anni e secoli dopo nella moderna Storybrooke potrebbe essere proprio la vendetta il motivo dell’odio verso di loro – the reason we have no one who cares us. Dopo aver vagato inutilmente verso la redenzione per tutta la prima parte della seconda stagione, forte del coinvolgimento di Mary Margaret nella perdita della madre e nell’allontanamento da Henry, Regina è tornata al suo primordiale scopo vendicativo. Con un espediente narrativo a mio parere debole e un po’ forzato (quel dialogo con Henry poi cancellato magicamente dai ricordi del ragazzo) il Sindaco Mills ci svela il suo piano: distruggere Storybrooke. Dopo aver rubato i fagioli magici e distrutto il campo, tutto è pronto per tornare nella Enchanted forest insieme ad Henry, l’unica persona che ancora potrebbe amarla. Occorre solo riprendere l’innesco e l’arrivo di Hook cade, come si suol dire, a fagiolo. Questa volta però, nella volontà di beffare il nostro Capitan Uncino, è proprio Regina ad essere ingannata e privata dei suoi stessi poteri grazie ad un esperimento scientifico della nuova coppia bad: Tamara & Greg/Owen.
It’s not magic. Actually, this is something much better: science.

Nel frattempo, Emma seguendo il suo “potere” investiga su Tamara con l’aiuto di Henry: così come l’Operazione Cobra ha spezzato la maledizione, l’operazione Mantide religiosa salverà la città dalla sua distruzione? Per quanto questa ipotesi di finale possa essere in linea con la circolarità narrativa che ha contraddistinto la migliore tradizione di OUAT, ciò che più mi auguro per il prossimo season finale è la creazione di un vero punto di rottura con ciò che abbiamo visto finora. Che vi sia una distruzione metaforica o reale non importa, ma sarebbe auspicabile che gli ultimi stilemi spariscano a favore di un’eventuale (la ABC non ne ha ancora ufficializzato il rinnovo) terza stagione di rinascita. The Evil Queen, nonostante tutto, raggiunge una stentata sufficienza quasi interamente grazie all’ingente minutaggio affidato al personaggio interpretato da una Lana Parrilla come sempre da encomio, soprattutto nel tessuto narrativo riguardante i flashback nella foresta incantata.
Voto: 6-
