
I don’t know what terrible things you have done in your life up to this point. […] I’m professor Annalise Keating and this is criminal law 100, or, as I prefer to call it, “How to get away with murder”.
Shonda Rhimes si appresta a diventare la regina della ABC (“Thank God It’s Thursday“), protagonista sulla rete della Disney con ben tre serie televisive: Grey’s Anatomy, Scandal e, appunto, How to Get Away with Murder. In una proiezione blindatissima per evitare la diffusione di immagini o spezzoni non autorizzati, il Roma Fiction Fest segna un importante punto accaparrandosi un’anteprima mondiale di una serie che non passa sicuramente inosservata.

Viola Davis (due volte nominata agli Oscar per Doubt e The Help) è Annalise Keating, avvocato difensore e professoressa alla Middleton Law School; è caparbia, decisa ed estremamente esigente, gioia e terrore dei propri studenti. Ciò nonostante, la donna ha delle difficoltà matrimoniali che sembra vivere con particolare tormento; gestisce la sua classe con il pugno di ferro tipico di quegli insegnanti fuori dagli schemi, disposta a dare spazio solo a coloro che sono naturalmente portati per la giurisprudenza. Non è una paladina, beninteso, e quello che realmente persegue è la difesa degli interessi dei propri assistiti, costi quel che costi. Ogni anno è disposta ad assumere nel proprio studio legale solo i quattro migliori studenti del proprio corso. Per questo porta i suoi allievi a seguire con lei un caso reale, pretendendo da loro intuizioni brillanti o espedienti che possano funzionare in aula.

Ciò su cui ci si concentra non sono tanto i personaggi – tranne quello di Viola Davis, indubbiamente carismatico e divertente, più ironico di Olivia Pope – ma le due storie che si svolgono in contemporanea, l’una di chiara evoluzione verticale riguardante un misterioso crimine, l’altra legata invece al caso “legale” della settimana su cui la Rhimes sembra essere meno ferrata o a suo agio. Ciò nonostante il ritmo frenetico e la scrittura sempre ricca di guizzi e colpi di scena lasciano poco spazio alla noia, riuscendo a catturare ed avviluppare lo spettatore in una frenesia di parole che da sempre caratterizza le opere dell’autrice.

L’impressione generale quindi è sostanzialmente positiva: questo pilot interesserà i fan della Rhimes e soprattutto di Scandal, con cui i punti di contatto, ripeto, sono molteplici e a volte persino eccessivi. Bisognerà vedere se sarà in grado di attirare un pubblico diverso dal proprio solito, perché le premesse per storie romantiche e/o sessuali potrebbero comunque fare riferimento ad un pubblico prettamente femminile, nonostante il lato crime della serie provi a comportarsi da faro d’attrazione.
Voto: 7
Intanto vi lasciamo con il trailer del pilot, ricordandovi che la serie inizierà ufficialmente il prossimo 25 settembre sulla ABC.
