È possibile creare qualcosa di interessante mettendo insieme del materiale ordinario ed ormai abusato? Scorpion è la risposta a questa domanda.
Come ogni anno la fine di settembre ci sta regalando una buona quantità di nuove serie e, nonostante sia divertente cercare di indovinare quali di queste riusciranno a conquistarsi almeno una stagione completa, si spera sempre che proprio quella che ti ha colpito possa avere la possibilità di crescere e dimostrare che per una volta avevi ragione. È questo il caso di Scorpion, drama di casa CBS che ci farà compagnia ogni lunedì sera. Lo show, ispirato ad una storia vera, vede protagonista Walter O’Brien, un eccentrico genio del computer (che già da bambino si divertiva a hackerare la NASA), ed il suo team di outsider cervelloni, che vengono reclutati dall’agente federale Cabe Gallo per lavorare al dipartimento di sicurezza nazionale americano. A questo gruppo, che viene chiamato in codice Scorpion, si unisce, durante il pilot, Paige Dineen, cameriera che li aiuterà a capire e migliorare i loro rapporti umani con il mondo esterno.
La serie appare come un procedurale molto aderente al modello tradizionale, che si avvicina al recente Agents of SHIELD sia per la propensione all’avventura rispetto alla parte crime, sia per la quantità di azione. È ancora presto per fare ipotesi sul lungo periodo, ma dopo aver visto il pilot è plausibile pensare che lo show sceglierà di sviluppare inizialmente trame verticali, per poi allargarne l’universo narrativo e raccontare una storia che possa collegare tra di loro le puntate, visto che la prima non va oltre il presentare i protagonisti ed il tono della serie.
La caratterizzazione dei personaggi è forse il punto debole del pilot, che ci dà poche informazioni sui personaggi e li mette subito all’opera: Walter ci viene presentato, non senza contraddizioni, come il solito cervellone incapace di comunicare con le persone, lo Sherlock Holmes della situazione, che risolve una crisi nazionale ma non è capace di tenersi la fidanzata. Sembra strano quindi il feeling immediato con Paige, che, catapultata nel bel mezzo di un’emergenza aerea, instaura con lui un rapporto troppo confidenziale. La loro conoscenza, uno dei centri narrativi più importanti, sarebbe dovuta essere scritta con maggiore attenzione e verosimiglianza, visto che i rapporti umani sono una delle poche cose che Scorpion dovrebbe indagare senza alterare la realtà. Anche il resto del gruppo è appena abbozzato: ci viene detto lo stretto indispensabile per capire i loro ruoli all’interno del gruppo, anche se, da quello che si è visto, sembra che gli autori non abbiano fatto un gran lavoro di cesello sulla loro psicologia.
Nonostante lo show non brilli per originalità o per la sua analisi introspettiva, altri elementi hanno reso il pilot divertente e perfetto per l’intrattenimento: l’azione ed il ritmo. Diverse sono le scene d’azione e nessuna di queste coinvolge combattimenti, sparatorie o situazioni simili. Questo è assolutamente un pregio e permette a Scorpion almeno di allontanarsi da questo tipo di violenza fine a se stessa, optando per una soluzione molto più interessante in quanto poco comune. La trama della puntata aiuta in questo senso: un antagonista non c’è, un cattivo manca, ma non manca la minaccia, che deve essere risolta e non uccisa. Non c’è nessuno da mettere in prigione, ma ci sono vite da salvare; (per ora) ci sono solo i buoni e proprio la mancanza dei cattivi potrebbe essere una bella novità, sempre che venga mantenuta in futuro.
Tutti questi pregi e difetti sono ben mixati durante la premiere che si sviluppa con un ritmo molto serrato, che scandisce bene le varie fasi risolutive, verso il finale. Diverse sono le scene ad alto tasso adrenalinico, come quella sulla pista di atterraggio, con una Ferrari che sfreccia sotto ad un aereo di linea che viaggia ad altezza uomo. In questo caso il problema della sospensione dell’incredulità non ci sfiora nemmeno e ci godiamo solo Paige che sta per rimanere attaccata all’aereo che decolla. Anche durante la prima parte della puntata il ritmo sostiene segmenti meno forti e convincenti, che comunque intrattengono, sfortunatamente a discapito di una ricercatezza sia narrativa che estetica.
Scorpion è senza dubbio interessante ed è un chiaro esempio di quanto a volte il totale sia maggiore della somma delle sue parti. Anche gli ascolti hanno premiato questo pilot, che ha registrato 13.83 milioni di spettatori. Chissà se le prossime puntate potranno essere altrettanto sorprendenti e seguite dal pubblico, visto che sarà difficile utilizzare gli stessi strumenti in fase produttiva (almeno quelli economici, visto il buon lavoro fatto con gli effetti speciali e le scene d’azione), ma è bene tenere d’occhio questo show, che dopo il giusto tempo di maturazione potrebbe riservarci delle interessanti sorprese.
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