Essere una comedy in un panorama seriale così variegato ed implacabile ‒ si pensi alla prepotente ascesa delle dramedy, che ne minano le fondamenta ‒ è difficile. Ma essere una comedy conosciuta, apprezzata ed amata come Parks and Recreation, ormai alla sua settima stagione, è enormemente difficile.
I difetti che erano in germe nelle precedenti stagioni (quinta e sesta in particolar modo), divertenti ma prive di quel guizzo speciale che ce ne aveva fatto innamorare, sono ben visibili anche nella première “2017”, che tenta in ogni modo, vedremo se con successo o meno, di rimescolare le carte in gioco in maniera nuova ed impensabile. Al contrario “Ron & Jammy” non riesce a decollare , risultando solo la brutta copia dei diversi episodi dedicati a Tammy: un esperimento mal riuscito, che può, al massimo, generare qualche risata dovuta alla comicità quasi spicciola delle situazioni proposte.
“Who’s in there?” “The guy whose name you forbid me from saying out loud because it fills you with rage.”
La sostanziale differenza osservabile rispetto alle passate stagioni riguarda il rapporto tra Ron e Leslie: i due personaggi, seppur contraddistinti da differenze caratteriali talvolta fin troppo evidenti, erano riusciti a creare un legame solido e duraturo, fino a diventare i due pilastri morali della serie, nonché i personaggi meglio scritti.
Ma qualcosa è andato storto, ed è fin da subito evidente l’intento degli autori di giocare su quel qualcosa, la tragedia del “Morning Star”, nel corso di tutta la stagione; è apprezzabile la volontà di inserire un elemento così diverso e snaturato in una serie che aveva fatto dei personaggi e e delle loro relazioni la garanzia del suo successo.
Questi primi due episodi non ci dicono molto sull’avvenire, ma hanno la funzione fondamentale di far entrare lo spettatore in questo 2017 tanto diverso dagli anni passati, capace di scardinare quelle poche certezze che potevamo nutrire sui nostri personaggi.
Being responsible adults sucks butts.
Questa settimana Parks & Recreation sottolinea prepotentemente quanto tempo sia passato e come abbia cambiato i nostri protagonisti, rendendoli talvolta molto diversi da ciò che ci aspettavamo: è il caso dei coniugi Andy ed April, che si trovano ad affrontare la monotonia e la noia di una vita fin troppo perfetta e tranquilla, in cui si inizia a programmare la settimana e a pagare l’assicurazione per l’affitto. Nonostante il cambio di rotta sia stato ben accetto, la storyline non sembra poi dire molto in più sul futuro dei protagonisti: mentre l’acquisto della casa maledetta sembra un ritorno al passato, la prospettiva di avere un approfondimento, seppur minimo e nei limiti di una comedy, nei riguardi del personaggio di April, non può che essere positiva.
Wow, Jamm and Tammy. Jammy.
Se il primo episodio riusciva nell’intento di far sentire lo spettatore a casa nella nuova, e non più famosa per l’alto tasso di obesità, Pawnee, questo “Ron & Jammy” fallisce nell’intento di essere una rilettura delle vecchie dinamiche dei due ora nemici; la terapia d’urto contro Tammy non sortisce le risate sperate, proprio a causa del riutilizzo programmatico di un personaggio che non ha più nulla da dire.
Le risate, o almeno qualche sorriso, sono assicurati, ma comincia a farsi sentire la profonda differenza rispetto alle prime freschissime stagioni.
Nonostante i comprensibili errori, questi due episodi ci aiutano a comprendere la Pawnee dopo il salto temporale, e soprattutto il modo in cui tutti i personaggi hanno affrontato la propria vita e le proprie carriere dopo la conclusione, più che positiva, della scorsa annata. Tra storie fin troppo scontate (basti pensare alla storyline di Tom o al suo stesso personaggio) e risate assicurate (Leslie e la terapia d’urto, il programma televisivo di Andy, Gary e l’identità nuovamente modificata) Parks and Recreation costruisce due episodi che hanno il sapore dell’ultimo viaggio, l’ultimo progetto di Leslie (quantomai ironica la sottolineatura della sua pensione), l’ultimo incontro di quel gruppo di amici che, nonostante le differenze, è cresciuto ed ha imparato ad amarsi, insieme.
La conclusione del primo episodio promette guerra tra i due schieramenti opposti; l’aria che si percepisce trasuda nostalgia e commozione per un addio che, lo sappiamo, sta per arrivare.
Voto 7×01: 7,5 Voto 7×02: 6,5
Note sparse:
‒ Nonostante il cameo sia stato quasi inutile, Jon Hamm è incredibilmente adorabile nei panni del timido Ed. (Get out of here, Ed. I fired you!)
‒ “Okay, she thinks she’s in Batman.”
Tristissima per la fine di Parks&Rec. Doppia premiere inferiore ma li amo tutti talmente tanto da non farmi caso, inoltre noto che gli episodi di Parks sono sempre migliori in una visione d’insieme della stagione.
Jon Hamm è sempre un piacere da vedere.
A me rivedere Tammy non è dispiaciuto: sì, non è una novità, ma mi ha divertito molto la parte sulla terapia. Sarà che Parks and Rec mi era mancato un sacco, ma non riesco a vederci grossi difetti. L’unica cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso è stata la sequenza con la torta nella prima puntata, troppo telefonata e troppo vecchio stile. Ma per il resto sono contenta e triste allo stesso tempo 🙁
Quoto tutto! Ho trovato anch’io divertentissima la parte sulla terapia, in particolar modo perché rivedere Ron Swanson dichiarare qualunque cosa con quell’espressione non può che spaccarmi in quattro. Geniale anche il cameo di Jon Hamm, come nella scorsa stagione volutamente “insulso”; continuo a sostenere la mia campagna a favore di un suo ruolo come regular in una comedy, ha un talento comico che non può essere ignorato 😀
Da sottolineare il brillante cameo del sommo Werner Herzog nei panni del proprietario della casa ‘infestata’
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Tristissima per la fine di Parks&Rec. Doppia premiere inferiore ma li amo tutti talmente tanto da non farmi caso, inoltre noto che gli episodi di Parks sono sempre migliori in una visione d’insieme della stagione.
Jon Hamm è sempre un piacere da vedere.
Non condivido per nulla su quanto detto riguardo alla terapia di disintossicazione di Jamm, guarderei Leslie che imita Tammy 24/7!
A me rivedere Tammy non è dispiaciuto: sì, non è una novità, ma mi ha divertito molto la parte sulla terapia. Sarà che Parks and Rec mi era mancato un sacco, ma non riesco a vederci grossi difetti. L’unica cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso è stata la sequenza con la torta nella prima puntata, troppo telefonata e troppo vecchio stile. Ma per il resto sono contenta e triste allo stesso tempo 🙁
Quoto tutto! Ho trovato anch’io divertentissima la parte sulla terapia, in particolar modo perché rivedere Ron Swanson dichiarare qualunque cosa con quell’espressione non può che spaccarmi in quattro. Geniale anche il cameo di Jon Hamm, come nella scorsa stagione volutamente “insulso”; continuo a sostenere la mia campagna a favore di un suo ruolo come regular in una comedy, ha un talento comico che non può essere ignorato 😀
Da sottolineare il brillante cameo del sommo Werner Herzog nei panni del proprietario della casa ‘infestata’