The Pitt – 2×01 7:00 AM


The Pitt – 2x01 7:00 AMLo scorso anno The Pitt ha rappresentato una fortunata eccezione alla direzione generale della televisione americana in quanto serie TV in apparenza generalista e procedurale capace però di conquistare sia pubblico che critica.

Torna con una seconda stagione (anche questa di ben 15 episodi) la serie Max incentrata sul pronto soccorso di un ospedale di Pittsburgh, il Pittsburgh Trauma Medical Center. Mantenendo lo stesso stile che aveva caratterizzato la precedente annata – ovvero ogni episodio copre un’ora del turno di giorno all’ospedale – anche questa premiere ci riporta in corsia dalle prime ore del mattino (la scelta del 4 luglio, giorno dell’Indipendenza Americana, non sarà certo casuale, anche se nel primo episodio non ci sono riferimenti di rilievo). La struttura funziona molto bene sia perché dà l’illusione di presa diretta, una qualità di realismo molto tipico del sistema televisivo contemporaneo, sia perché riesce a contenere meglio il ritmo: ogni episodio ha un perfetto equilibrio di adrenalinica velocità, necessaria in un luogo complesso come il pronto soccorso, e momenti di respiro, quasi come se lo spettatore stesso si prendesse, come i medici e gli infermieri, un momento per rimettere a posto idee e reazioni prima di tuffarsi nuovamente nel caos che un ambiente del genere ci trasmette.

The Pitt – 2x01 7:00 AMLa serie si ripresenta nella sua apparente semplicità, ovvero seguendo vari casi medici quotidiani, alcuni di brevissima durata e altri che si estenderanno per varie ore/puntate con un aumento di complessità e umanità. La particolarità di questa serie è poi tutta nell’assenza di una vera trama intorno alla quale si muovono gli episodi. In uno stile che si pensava abbandonato, The Pitt è ancora a tutti gli effetti un procedurale, sebbene vi siano continuità importanti tra le varie puntate, più di quanto altri procedurali della TV generalista ammettessero. Questo sistema fornisce una visione d’insieme che ha una grande coerenza, ma che permette anche di godersi i singoli casi che talvolta vengono risolti nel giro di una puntata. Sin da questo primo episodio vediamo come gli autori siano interessati a due livelli narrativi: da un lato ci sono le vite e le reazioni dei molti membri del cast, alle prese sia con questioni professionali che problemi personali; dall’altro dalle vicende dei pazienti, che dovranno affrontare tematiche anche delicatissime. Se lo scorso anno abbiamo visto affrontare tematiche come depressione, perdita di fiducia nella medicina ed elaborazione del lutto, già in questo “7:00 AM” si intravedono questioni dolorose come abusi su minori, abbandoni di neonati e problemi di droga. Sono temi di rilievo sociale e contemporanei e che gli autori hanno saputo affrontare, nella prima stagione, con grande coraggio senza un’esplicita volontà educativa che avrebbe invalidato l’intera struttura narrativa. Questo fa ben sperare, dunque, sul come gestiranno le nuove  tematiche che quest’anno hanno cominciato ad affiorare in questa premiere.

Ritornano un po’ tutti i personaggi dello scorso anno: c’è ovviamente Noah Wyle, il dottor Robbie protagonista della serie, attraverso cui gli spettatori hanno potuto vivere (indirettamente) un ritorno catartico del Covid e l’impatto violentissimo che aveva avuto sui sanitari. A un solo giorno da un periodo sabbatico di tre mesi, Robbie torna a guidare il pronto soccorso mentre la sua sostituita Baran Al-Hashimi (interpretata da Sepideh Moafi) si presenta con un approccio molto più rigido alla gestione caotica dell’attuale titolare e un interesse verso l’uso dell’intelligenza artificiale in medicina (argomento che darà sicuramente moltissimi spunti). È chiaro sin da subito che tra i due ci saranno tensioni e che non necessariamente sarà il nostro protagonista ad avere tutte le risposte giuste. Già il finale, per quanto non esplicito, ci permette di intravedere delle complessità nel personaggio di Al-Hashimi che potrebbero tenerci lontani dallo stereotipo del nuovo capo odiato da tutti perché in opposizione al protagonista carismatico e sopra le righe.

The Pitt – 2x01 7:00 AMMa Robbie dovrà anche trovare un equilibrio nel rapporto con Langdon. Dopo l’allontanamento in seguito alla scoperta del furto di medicinali, il medico può tornare al Pitt, in un percorso di potenziale redenzione che verrà sicuramente messo alla prova. Nonostante l’intenzione di fermarsi, anche Dana si ripresenta sul posto di lavoro per dirimere le questioni organizzative del pronto soccorso. Abbiamo poi alcuni suggerimenti su come siano cambiate le vite dei vari personaggi in questi mesi: Mel deve affrontare un caso legale che la distrae, Santos non ha certo intenzione di smettere d’essere competitiva e ambiziosa. Whitaker, nel frattempo, sembra più sicuro di sé ora che ha maggiori responsabilità rispetto al passato, al punto da guidare personalmente i nuovi studenti che si uniscono al team.

Insomma, The Pitt ritorna con un primo episodio che non perde tempo e ci riporta rapidamente in corsia. C’è da subito una sensazione di familiarità con questo mondo creato nella serie e che ce lo fa sentire immediatamente vivo e realistico. In un formato un po’ meno drammatico (nello stile) di quello usato da The Bear, anche The Pitt trasmette la sensazione di trovarsi effettivamente a guardare dietro le quinte di un pronto soccorso. Non c’è – o meglio, non si percepisce – l’ovvia artificiosità della serie, adattando così uno stile e un formato ritenuto passato a un modello più contemporaneo che non puzza di stantio. Per quanto si possa dire dopo un solo episodio di questa seconda stagione, per ora non si colgono differenze rilevanti con lo stile di successo che aveva caratterizzato The Pitt nella sua prima annata lasciandoci intravedere un’altra solida stagione.

Voto: 8


Informazioni su Mario Sassi

Ormai da anni ho capito che il modo migliore per trascorrere le ore in aereo è il binge watching di serie TV. Poche cose battono guardare LOST mentre si è sull'oceano.

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