
Iniziamo dal lato tecnico: l’episodio è puramente introduttivo e ci porta a conoscere quattro protagoniste piuttosto diverse tra loro tramite flashback, per favorire una caratterizzazione facile e immediata. La fotografia patinatissima si associa perfettamente al tono leggero e all’ambientazione fascinosa, dove tutto è nuovo e colmo di speranze, mostrando un gusto quasi lezioso mentre l’accattivante colonna sonora anni ’60 saltella allegramente tra sequenze ben serrate, alternata in maniera quasi straniante a musiche originali un po’ troppo pompose.

Questa nuova “razza” di donne, spinte dall’impulso di prendere il volo, non si approccia alla tematica con drammaticità esasperante, ma lo fa con delicatezza e con un’overdose di sorrisi di benvenuto (sarà deformazione professionale!). Forse è troppo presto parlare di retorica, ma per gli standard familiari ABC mi è sembrata quasi trattenuta.
Non manca il contraltare maschile, il biondone e il simpaticone, ma questa è una serie decisamente più al femminile. La differenziazione tra le protagoniste vede confluire in una sola serie quattro spiriti umani e seriali diversi, tra intraprendenza, caparbietà e voglia di liberarsi dalle catene dell’oppressione casalinga.
Colette è coinvolta in dramma sentimentali, mentre Maggie (una splendente e per nulla oppressiva Christina Ricci) è una ragazza socialmente impegnata, che tenta di tenere a bada i suoi spiriti combattivi. Laura fugge dal suo matrimonio verso opzioni di vita più esaltanti, che possano aiutarla a crescere e a scoprire se stessa e il mondo come in un racconto di formazione.
Infine abbiamo Kate, coinvolta in una spy story. La divisa, quindi, oltre a rappresentare la novità di uno status quo totalmente femminile e rafforzante, permette a questa giovane hostess di partecipare al lavoro di spionaggio per gli Stati Uniti: quella stessa divisa che segna l’inizio dell’emancipazione femminile si presta anche alla copertura per i servizi segreti durante la guerra fredda. E’ prematuro definire intrigante o stantia la venatura spy, per ora sappiamo che c’è, quindi la degenerazione in soap opera dei prodotti ABC potrebbe non affacciarsi troppo presto in questa serie.
Le prospettive per Pan Am sono quindi quelle di un Period drama frizzante e corale, sicuramente gradevole e leggero, con un tocco spionistico per il quale è troppo presto azzardare apprezzamenti.
Questa presentazione del pilot è piuttosto obiettiva, da parte mia: ho cercato di trattenermi il più possibile in soggettività perché il pilot mi è sembrato compatto e con un bel ritmo, nonostante non sia il mio genere e senta già un vago sentore di retorica e leggerezza sempliciotta tipica dell’ABC.
VOTO: 7
