MondiaLost – I 10 migliori personaggi di Lost

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostCon i quarti di finale del MondiaLost ormai alle spalle, è tempo di un nuovo redazionale sulla serie che, tra sole tre settimane, compirà il suo 10° compleanno.

Dopo aver visto i 10 migliori misteri, i 10 migliori momenti e i 10 migliori ricordi, è ora il momento di concentrarci sull’elemento più importante di Lost, quello che ne ha fatto la fortuna e che l’ha consacrata tra le serie più belle di sempre: i suoi personaggi.

Ecco, dunque, a parere della redazione, i 10 migliori personaggi di Lost.

10. Kate Austen

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostKate Austen è chiaramente uno dei personaggi più importanti nella narrazione della serie, soprattutto nelle prime stagioni (al punto che in origine Jack sarebbe dovuto morire e lei sarebbe dovuta subentrare come leader dei superstiti). Kate è, a tutti gli effetti, una sopravvissuta: è lei il personaggio con le manette ai polsi, che arriva sull’isola come una criminale e che ha familiarità con le armi. A partire dal quell’iconico incontro con Jack nel pilot e la conseguente sutura con ago e filo della sua ferita, Kate si infila man mano in un triangolo romantico (diventato poi un quadrato) con Jack e Sawyer che terrà banco quasi fino alla fine della serie. Ma non è solo questo: è la donna che prova con tutta se stessa e con tutte le sue debolezze a cambiare vita, decidendo di crescere lei stessa Aaron, il figlio di Claire, fino al ritorno sull’isola. Fin troppo bistrattata dalla critica, più di una volta Kate rappresenta la coscienza di Jack e di Sawyer ed è sempre in prima fila quando si tratta di aiutare qualcuno dell’isola.

Mario Sassi

 

9. Juliet Burke

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostNella sua freddezza e nella sua sensibilità, Juliet Burke ha fin dall’inizio incarnato uno dei personaggi più ambigui e sfaccettati di Lost, tanto determinata e volitiva nelle sue azioni quanto schiacciata dalle sue fragilità e da un destino che l’ha sempre voluta come “the other woman” (come il titolo di uno degli episodi a lei dedicato): moglie sottomessa, amante di Goodwin, oggetto del desiderio di Ben, sostituta di Kate prima per Jack e poi per Sawyer. Introdotta come un personaggio che non riesce a imporre le sue scelte nemmeno sui libri da leggere, il suo percorso è stato quello di una donna in cerca della propria individualità, per smettere di essere un'”Altra” e trovare se stessa. Come un’ostetrica che non riesce a dare la vita ai neonati, Juliet non è però mai riuscita a trovare la propria indipendenza, intrappolata non solo sull’isola (come dimostra uno degli episodi più sottoestimati di Lost, One of Us), ma anche dal bisogno di affiancarsi ed essere rassicurata da un altro uomo per uscire dalla propria solitudine. In quell’ultimo battere sulla bomba nel finale della quinta stagione, c’è tutta la frustrazione per essere stata delusa, per l’ennesima volta, dalla vita. È lei il personaggio femminile drammatico di Lost, l’eroina tragica interpretata egregiamente da un Elizabeth Mitchell bravissima a ricrearne tutte le mille sfumature della personalità.

Diego Scerrati

 

8. Daniel Faraday

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostC’è chi dice che con la morte di Daniel Faraday sia morto anche l’aspetto scientifico di Lost. Forse è vero, forse no, ma è indubbio che il personaggio del fisico, introdotto nella quarta stagione, abbia sempre un po’ incarnato tutto ciò che ha a che fare con la parte più “razionale” della serie. Smarritosi con la sua stessa mente in un mare caotico di equazioni, costanti e viaggi temporali, Daniel è stato l’uomo dalle grandi risposte, ma anche dalle piccolissime e tantissime fragilità, un disadattato romantico in grado di spiegare le ragioni dell’Universo ma di perdersi poi nelle sue insicurezze. Schiacciato da un destino che non ammette variabili (una madre che, consapevolmente, lo ha sempre spinto verso la morte), di lui ci hanno convinto lo sguardo dolce, malinconico e spaventato con cui si affaccia agli altri, e il fatto che le sue grandi capacità da scienziato esaltino, per contrasto, le altrettanto grandi qualità umane, dalla sua purezza e bontà di fondo alla profonda paura delle relazioni umane. La sua passione per il pianoforte e la musica, il suo amore per Charlotte e la ricerca dell’approvazione della madre sono tutti aspetti di un uomo che nella scienza ha trovato le risposte all’Universo, ma non quelle ai turbamenti dell’animo umano.

Diego Scerrati

 

7. Hugo “Hurley” Reyes

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di Lost“Hurley” ha rappresentato sin dall’inizio il vero personaggio positivo, incapace di mentire e sempre disposto – come in una sorta di missione – ad ascoltare e spronare. Incarnazione di Piggy de “Il Signore delle Mosche”, Hurley è il vero erede del compito di Jacob perché, come gli viene ricordato dal numero due Ben, ciò in cui egli è davvero portato è aiutare gli altri, essere sempre lì quando hanno bisogno di lui. È il primo ad avere un legame preciso con i “numeri”, prima ancora della scoperta della botola e, nonostante i suoi problemi mentali, non viene mai visto come un elemento problematico. Hurley è stato molte cose per LOST, dall’alleggerimento comico al protagonista di una delle migliori amicizie sull’isola – quella con Charlie – fino alla tenera e tragica storia con Libby. In poche parole, Hurley ha rappresentato davvero l’anima dei sopravvissuti e, se anche si è generalmente tenuto in disparte dalla grande trama e dagli intrighi, è indubbio che non ne avremmo potuto fare a meno.

Mario Sassi

 

6. Sayid Jarrah

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostAll’interno del gruppo dei Losties, ogni sopravvissuto ricopriva un ruolo più o meno definito: Jack era il leader, Locke il cacciatore e il capo spirituale, Sawyer l’antieroe solitario dal cuore tenero, Hugo si assicurava che tutti stessero bene. E poi c’era lui, che all’occorrenza era un po’ tutto: uomo d’azione, braccio armato, stratega, torturatore, esploratore dell’isola (la Rousseau e Bakunin sono stati trovati da lui), detective svela-segreti, responsabile delle comunicazioni dall’incredibile capacità di calcolo e, non ultimo, riparatore tutto-fare. Sawyer l’ha definito con appellativi come Berretto Rosso e Captain Arabia, ma il suo nome è Sayid Jarrah. Un po’ MacGyver, un po’ Jack Bauer, Sayid è innanzitutto una persona pratica; non si perde in chiacchiere e agisce – è uno che dorme con le scarpe per essere sempre pronto all’azione -, e in sei stagioni ha fatto di tutto: dal costruire occhiali da vista per Sawyer, a uccidere un uomo armato con le mani legate dietro la schiena, usando solo le gambe; una stagione ripara il telefono che permette la Telefonata tra Desmond e Penny, mentre in quella successiva prima tenta un infanticidio per cambiare il continuum spazio-tempo, poi costruisce una versione portatile di una bomba nucleare – senza dimenticare che è anche resuscitato.
Sayid, oltre ad essere stato un uomo pieno di risorse, ma anche, e soprattutto, un personaggio estremamente tragico, con una storia costellata di lutti (Shannon e Nadia), e tormentato da un lato oscuro in cui ricadeva periodicamente. Dopo una sesta stagione da “reclamato” (con una caratterizzazione non buona da parte degli autori), la parabola redentiva di Jarrah non poteva che chiudersi con il suo sacrificio. Per tutte le scene esaltanti, adrenaliniche e emozionanti che ci ha regalato, Sayid merita il nostro 6° posto.

Joy Black

 

5. James “Sawyer” Ford

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostSawyer si è rivelato fin da subito un personaggio particolare: prima reietto dalla comunità – anche per scelta sua – poi diventato sempre più importante per i suoi compagni di sventura.
La sua storia personale è stata costruita molto bene, fino alla resa dei conti finale con il truffatore che gli ha rovinato la vita; celebri anche le sue battute al vetriolo, che lo hanno reso simpatico anche a chi, tra gli spettatori, nutriva dei dubbi su di lui.
Sawyer ha avuto un percorso scritto molto bene: dall’essere la “nemesi” di Jack è passato, nel corso degli anni, a prenderne il posto, diventando LaFleur e reinventandosi una vita con Juliet nel 1977. Proprio il suo rapporto con Juliet l’ha fatto entrare definitivamente nel cuore di tutti: un percorso culminato con la sequenza alla macchinetta del caffè che ha fatto sciogliere anche i cuori più duri.
Tuttavia la scena più intensa che lo vede protagonista è quella con Kate al molo durante l’ultima stagione, in cui ripercorre le orme delle sue scelte e di quella ineluttabile fine che contraddistingue il cammino di chi è destinato a stare da solo.

Ste Porta

 

4. Jack Shephard

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostNella nostra Top 10 rientra anche Jack, primo e ultimo personaggio a comparire in questa incredibile saga.
Già a partire dal cognome (ha un’estrema assonanza con “pastore” in italiano) si può capirne l’importanza, in primis per il gruppo, in seconda istanza per la serie stessa. Jack è stato infatti un leader per il gruppo di sopravvissuti, avendo però quella fragilità che gli ha permesso di rimanere “umano” nel senso più stretto del termine.
Jack è un personaggio che ha diviso il pubblico per tutti gli anni di messa in onda: c’è chi lo ha amato per tutto il suo tormentato percorso e chi invece l’ha mal sopportato per una certa propensione al piangersi addosso. È innegabile però che il dramma che si porta dietro per tutte le stagioni – compreso il sacrificio finale – lo abbia reso uno dei character più riusciti della serie.
Indimenticabili alcune sequenze che lo vedono protagonista: la prima è senza dubbio lo scontro “uomo di scienza, uomo di fede” nel finale della prima stagione; la seconda – passata ormai alla storia – è quella di Through The Looking Glass, con quel “We have to go back!” urlato ad un’incredula Kate che racchiudeva mille sfaccettature di uno stesso messaggio e che è forse uno dei momenti più alti della televisione degli ultimi decenni.

Ste Porta

 

3. Benjamin Linus

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostIntrodotto come il finto Henry Gale a metà seconda stagione, Ben si è rivelato il personaggio più ambiguo ed enigmatico dell’intera serie. La straordinaria interpretazione di Michael Emerson ha portato questo semi-villain ad una caratterizzazione di uno spessore unico. L’abbiamo visto cinico, spietato, manipolatore, assetato di potere, ma anche devoto, disperatoumano. Un personaggio che a lungo è stato avvolto da un alone di mistero e di cui non si poteva mai essere sicuri se stesse dicendo la verità, ma che abbiamo lentamente imparato a conoscere meglio, capendo le motivazioni dietro i suoi comportamenti ed ammirando un percorso evolutivo e di redenzione che ha pochi eguali nella serie. La sua conclusione, nel ruolo di numero 2 al fianco di Hurley per proteggere l’isola, è il perfetto coronamento del suo travagliato cammino, ed è impreziosita, nel flashsideaway finale, dalla scelta di non entrare nella chiesa con gli altri, per la consapevolezza di non meritarlo ancora e di avere questioni in sospeso da risolvere. Chapeau ad uno dei personaggi che hanno reso Lost un capolavoro.

Michele Minardi

 

2. Desmond Hume

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostL’introduzione di Desmond nella magnifica sequenza di apertura della seconda stagione è riuscita tanto a sconvolgere quanto a integrarsi perfettamente nella narrazione della serie. La sua storia di moderno Ulisse, che inizialmente poteva sembrare marginale, si è rivelata un pilastro portante dell’intera serie, un collante senza il quale la storia dei sopravvissuti al volo Oceanic 815 non sarebbe potuta giungere alla sua splendida conclusione: non a caso, infatti, è stato lui il primo a capire i flashsideaway e a portare tutti gli altri a ricordare ed essere pronti per il passo successivo. Ma quella di Desmond è una storia prima di tutto d’amore, una delle più belle mai raccontate su uno schermo, fatta di abbandoni, sacrifici, devozione e ritrovamenti e che più volte ci ha fatto emozionare, avere sussulti, appassionare. Una storia mai ridondante o superficiale, che ci ha mostrato la frustrazione di un uomo inseguito dal destino che trova la forza e il coraggio nell’impulso più forte che possa esserci: il vero amore.

Michele Minardi

 

1. John Locke

MondiaLost - I 10 migliori personaggi di LostSe dovessimo dire chi è il protagonista di Lost, non avremmo dubbi nell’indicare Jack Shephard. Eppure, la sua continua avversione verso l’Isola ha fatto sì che il suo alter-ego, John Locke, incarnasse l’anima e lo spirito della serie. Semplicemente, John Locke è Lost. Costretto sulla sedia a rotelle dal suo stesso padre, derubato di un rene, abbandonato dalla madre, con un lavoro misero e una vita sentimentale inesistente, John Locke è l’uomo a cui è rimasta solo la Fede cui appigliarsi, la speranza che tutta la sua sofferenza sia valsa a qualcosa e che abbia uno scopo. Accecato dal suo stesso credo, ha finito per essere raggirato proprio da esso, soggiogato nella sua debolezza e fragilità in nome del frivolo gioco di un destino che non aveva interesse nella sua esistenza e che l’ha sempre visto come la pedina più facile da manipolare. Interpretato magistralmente da Terry O’Quinn, Locke, con le sue crisi, la sua filosofia, la sua simbiosi con l’isola, il suo fanatismo e la sua frustrazione, è stato il personaggio più forte di Lost. Smarrito nella sua solitudine e nella sua “pathetic, little life“, ha incarnato nella maniera più viscerale il nostro bisogno (e desiderio) di credere che “everything happens for a reason, che non siamo poi così soli in questa vita così difficile. John Locke è, e rimarrà per noi, uno dei più grandi personaggi che la TV abbia mai creato.

Diego Scerrati

 

 

6 Risposte

  1. SerialFiller scrive:

    Spettacolo….che personaggi e se penso che sono rimasti fuori dalla classifica personaggi come i coniugi Kwon, Charlie, Richard Alpert e Jacob mi vengono i brividi…che serie che è stata Lost. Grazie seriangolo per averci fatto ricordare che impatto ha avuto Lost sulla nostra storia di amanti delle serie tv

     
  2. Alberto scrive:

    Podio indiscutibile…articolo commovente..complimenti come sempre..

     
  3. Vega87 scrive:

    Primo posto stra meritato!! Ma (ovviamente mia personalissima opinione) avrei invertito il 3 e il 2 posto..solo perchè trovo Benjamin Linus un personaggio dalle mille sfaccettature e più affascinante rispetto a Desmond.. ma comunque ottima classifica !!

     
  4. Michele Minardi scrive:

    Grazie a tutti, ne abbiamo ancora altre due in serbo per voi =)

     
  5. Davide scrive:

    bellissimo articolo. complimenti.
    una cosa però non l’ho mai capita…. l’apprezzamento che ha ottenuto John Locke.
    certo bel personaggio, ma a me è sempre stato sui maroni (tranne quando il padre gli ha rubato un rene)

     
  6. Namaste scrive:

    “Tu non sei lui, portando la sua faccia offendi solo la sua memoria” – Jack Shephard alla sua nemesi a proposito del suo alter ego in “The End”.

    E credo basti questo per spiegare perché John Locke, pur rimanendo il vero personaggio simbolo della serie, non meriti comunque il gradino più alto del podio. Il fatto è che John Locke, per come lo abbiamo conosciuto, muore in realtà molto prima di quella frase. E quel che è peggio, non muore da eroe, inteso come personaggio che è disposto consapevolmente a sacrificare sè stesso per un proprio ideale, in questo caso la propria fede, o per un bene più grande, quello degli altri. No, Jeremy Benthan muore piuttosto perchè ormai l’ha persa quella fede e perchè agli altri, non frega poi molto del suo sacrificio, di quello che qualcuno gli ha detto dovrà essere il suo sacrificio, e che nel momento della sua piccola, triste e patetica morte, gli apparirà persino vuoto ed inutile, visto che nessuno degli Oceanic Six e soprattutto Jack è in quel momento disposto a credergli nè a seguirlo. L’uomo che crede nel destino muore senza che il suo destino si sia davvero compiuto e soprattutto senza che il suo personaggio ne esca davvero trasformato, visto che morirà esattamente com’era prima di arrivare nell’isola: senza risposte, da solo e spaventato. “L’unico di noi ad aver capito tutto” in realtà non aveva capito niente, nemmeno che l’uomo che avrebbe dovuto salvarlo era lì per ucciderlo. Ritornerà sull’isola con nuove sembianze, ma quello non sarà più John Locke, solo un grandissimo Terry O’Quinn. Quindi no, per quanto mi riguarda, non può essere lui il numero 1.

    E non può esserlo nemmeno il mio personaggio preferito, quel Desmond Hume che ci ha regalato alcuni dei migliori episodi della serie, ma che troppe volte, al contrario dei bistrattati Jin e Sun, ha preferito mettere al secondo posto il proprio ideale, quello rappresentato dalla persona amata, quando per codardia, quando per orgoglio ed infine perché, questa volta riportato sull’isola suo malgrado, davvero convinto di poter cambiare il destino di tutti loro, prima che Jack sia costretto a ricordargli, avendo per una volta ragione, che no, non si può tornare indietro e nemmeno avanti visto che “quel che è fatto è fatto e ci vediamo in un’altra vita, fratello”. Anche Desmond Hume che, al pari di noi spettatori, credeva di aver capito tutto in realtà non aveva capito niente.

    E non ci aveva capito niente o quasi lo stesso Jack, l’uomo di scienza che diventerà uomo di fede, arrivando alla fine del suo persorso a divenire personaggio completamente trasformato – ed è questo l’unico destino che attende ogni buon personaggio di un telefilm – ma sempre troppo tardi, passando gli ultimi momenti della sua vita terrena ed ultra-terrena a seguire le direttive e gli spiegoni di questo e quello prima di capire quello che altri, anche assai meno furbi di lui, avevano in realtà già realizzato da un pezzo. E quindi no, avendo il destino scelto per Jack di essere così tardo, non puo’ nemmeno essere lui il mio favorito.

    Così alla fine, e per una volta, mi trovo ad essere d’accordo con gli autori, sono Benjamin Linus ed Hugo “Harley” Raynes ad essere stati rispettivamente “un ottimo numero 2 ed un magnifico numero 1” :-)

     

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