
«I will always find you»
Una serie come questa, che parla di favole e di mondo reale, ha enormi possibilità di cadere nell’errore e nel controsenso. Finora, invece, Once Upon a Time continua a comportarsi in maniera eccellente, con un leggero – e necessario – diminuire del ritmo, ma con la costruzione dei personaggi e delle relazioni che intercorrono fra loro. Protagonisti assoluti di questo episodio sono Biancaneve ed il Principe Azzurro.

Da notare, e questo non può che fare enormemente del bene agli sviluppi della serie, l’ottima alchimia che sembra esserci tra i due attori, i quali riescono ad impreziosire anche i momenti più intimistici e sentimentali, donando loro quella credibilità assolutamente necessaria all’armonia della serie. È interessante altresì quanto ci tenga il Principe a rivelare il suo nome (James), a voler separare da lui quella figura preimpostata e precostruita del Principe Azzurro delle favole, ed umanizzarsi.
Per quanto riguarda il mondo reale, di riflesso, tutto è ovviamente incentrato sulle due “personalità” della maestra e del John Doe in coma nell’ospedale. Grazie all’intervento di Henry, che riesce a convincere Mrs. Blanchard a leggere il libro di favole all’uomo, questi si sveglia (di grande effetto sicuramente il momento in cui l’uomo ne prende il braccio, finalmente reagendo dopo anni di coma). Entra qui in gioco un nuovo personaggio, il Dottor Whale (tecnicamente significa “Balena”, ma dubito che sia proprio la balena di Pinocchio), il quale immediatamente contatta Regina.
Rivediamo David Anders (Alias, Heroes) in un ruolo come al solito negativo. Se dovesse essere confermato e tornare nei prossimi episodi, sarebbe una interessantissima aggiunta date le sue capacità.
Proprio quando si stava per realizzare l’Happy Ending tanto sperato – Henry continuerà per tutto il tempo a dire a Mrs Blanchard che l’uomo cercava lei – il provvidenziale arrivo del Sindaco reca con sé anche la fidanzata dell’uomo, interrompendo quindi temporaneamente le fantasie (d’altronde, come ogni buona serie che si rispetti, siamo solo all’inizio!).
Niente Tremotino e pochissima Grimilde (seppure di lei si parli in più di una occasione) ed un po’ la loro assenza si sente.

Insomma, in conclusione, Once Upon a Time non perde smalto neppure quando, in episodi come questi, si rallenta in parte il precedente ritmo serrato per costruire ed approfondire storie e personalità dei personaggi. L’esperienza degli autori si fa sentire e la costruzione non risente di drammatiche scollature, anche se qualche punto bisogna pur sempre sistemarlo (Henry in primis).
Voto: 7 e ½


Appena vista: bellissima!
In effetti speravo in un “lieto fine”, ma …. siamo solo alla 3° puntata: certo che le cose si devono complicare ulteriormente.
Per ora non ci trovo nulla di sbagliato, ma non riesco a immaginare come una trama orizzontale così “povera” possa arricchirsi per soddisfare una stagione di 22 episodi, e un’eventuale seguito!
Quando penso così di una serie, poi solitamente si rivela un successo! 😀
Da notare il solito richiamo Lostiano quando Biancaneve trasforma il 3° Troll in scarafaggio: oltre al fumo nero, il suono tipico che lo accompagna, da pelle d’oca!!!
In in più nella scena successiva me la sono quasi fatta sotto xD, quando schiaccia uno degli scarafaggi: ho fatto un salto col cuore in gola, chissà perchè! Bleah!