
Dopo lo scioccante finale di midseason, dove abbiamo assistito alla prima morte illustre della serie, gli autori decidono di iniziare il 2012 con una puntata incentrata su Rumpelstilskin/Mr. Gold, finora il personaggio più ambiguo e affascinante del lotto.
Come sempre l’episodio conserva la tipica struttura simil-Lost, divisa in due dimensioni temporali, una ambientata nella nostra realtà nel presente, e l’altra, invece nel mondo fiabesco narrato tramite i flashback dei vari protagonisti.
Un metodo narrativo molto efficace che permette di favorire la costruzione dei personaggi attraverso delle fondamenta solide sul lungo periodo, e di poter sviluppare, nel singolo episodio, dei parallelismi interessanti nelle due storie che sono narrate: in questo caso il confronto riguarda i ruoli di “benefattore-manipolatore” e di “desperate soul” ricoperti da Tremotino rispettivamente nel presente e nella fiaba.
Foresta Incantata.

Gran parte del racconto è incentrata sulla vita da umano di Tremotino, piuttosto che su quella più “sovrannaturale”. In questo frangente la sua personalità sembra avere poco in comune con l’essere subdolo che abbiamo visto negli altri episodi. Solo dopo la sua trasformazione nell’Oscuro si iniziano ad intravedere alcuni elementi che caratterizzeranno le azioni future del personaggio, in particolar modo la visione della magia nella duplice valenza di potere ed inganno.

“La Magia ha sempre un prezzo” sono le ultime parole che Zoso pronuncia prima di morire: una frase che Tremotino farà presto propria, trasformandola nel suo motto caratteristico. Il prezzo che Rumpelstilskin dovrà pagare non ci viene detto esplicitamente in quest’episodio, ma si può facilmente immaginare che coinvolgerà proprio la persona che egli vuole proteggere, il figlio.
Questo spiegherebbe l’ossessione che Tremotino maturerà per la prole altrui, spesso al centro degli accordi “magici” che stipula con i personaggi del mondo delle fiabe, siano essi Re, o povere domestiche che aspirano a diventare principesse.
Storybrooke



L’episodio non è purtroppo privo di difetti: in particolar modo una sequenza spicca per la sua goffaggine, quella del castello. Una scena che oltre ad essere realizzata male (gli effetti visivi sono quelli che sono in questa serie, non dall’altissimo budget) è assolutamente assurda e irreale nel suo svolgimento, con Tremotino e il figlio che riescono a dar fuoco al castello del duca (fortezza progettata per resistere a degli assedi immagino) solamente grazie a due torce e ad un po’ di paglia messa alla meglio ai piedi delle mura. Per non parlare del fatto che il tessitore entra, esce e ruba il pugnale senza che incontri anima viva. Questa brutta scena, degna di Terra Nova, è l’unico grave difetto di una puntata altrimenti ottima.
Voto: 7

Eh, non si poteva non citare in qualche modo la Ginnifer….:)
ahahahah! “degno di terranova”
Ormai basta semplicemente nominarlo per farci sganasciare dalle risate. XD