“Love is blind”: quando ho letto questo titolo ho immaginato che qualche storia d’amore subentrasse nelle dinamiche della serie sconvolgendone un po’ gli equilibri per arrivare al season finale (ricordiamo che mancano solo 8 episodi), invece gli autori ci hanno regalato una puntata che rispecchia veramente il titolo, data la cecità del paziente oggetto del “caso del giorno”.
Proprio riguardo al caso, devo dire che è sicuramente l’elemento che più penalizza l’episodio: la diagnosi è più che mai raggiunta a tentativi, e torna la consueta proposta di un membro del team quando non si sa che pesci prendere: “Potrebbe trattarsi di Lupus”. Cose già viste insomma. Inoltre, manca anche l’illuminazione di House, che sembra quasi sapere già la soluzione del caso appena gli viene mostrata una radiografia, il che rende il tutto un po’ troppo frettoloso. Per non parlare del miracolo finale: la sordità a seguito della cura, data quasi per certa da Adams, scompare proprio nel momento in cui Will, il paziente, chiede alla sua ragazza Melissa di sposarlo, e lei accetta. Già sembra un miracolo di per sé, in più succede proprio nel momento più romantico e a cura ancora in corso: alle leggi del caso non si può dare spiegazione, ma dato che è pur sempre una serie tv, si poteva pensare meglio al tutto.
Oltre a queste note, va anche detto che l’intera puntata scorre in maniera abbastanza lenta, con pochi momenti fondamentali, ma, come spesso accaduto negli ultimi episodi, gli autori hanno superato se stessi introducendo elementi originali e decisamente divertenti. Partiamo quindi dal team. Il trip di Park è veramente un’idea geniale per divertire gli spettatori: gli effetti speciali non sono mal realizzati per una serie tv di questo genere, ma Taub-fatina rasenta il trash! In effetti, però, nonostante la comicità della situazione, Park avrebbe potuto esprimere un potenziale molto più elevato in un momento del genere, come ad esempio un’espressione dei suoi sentimenti, che sono spesso celati. E un’altra perla ci viene regalata quando parla della fine di una sua vecchia storia: “Eighty-two pounds. How much weight I put on when my break ended the same way. People were calling me Park-ing Lot”. Taub e Adams, invece, sono praticamente assenti nella trama dell’episodio, mentre Chase conferma la sua crescita: ormai non si stupisce più per le stramberie di House, tanto da ignorarle completamente e dedicarsi solamente al caso.
Oltre a Park, anche Wilson non risparmia le battute, quando dice ad House “Your mom’s a slut!”.
E proprio la madre di House è l’elemento di novità di questo episodio: si capisce da chi ha preso Greg, dato che anche lei riesce a imbrogliare senza problemi Wilson fin da subito. Il carattere è come quello del figlio che ben conosciamo: deciso, schietto, cinico (anche se decisamente meno), tipico di chi non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.
Per quanto riguarda House, invece, anche in questa puntata il dottore ci mostra un nuovo lato del suo carattere, ovvero quanto tenga a sua madre: appena Wilson gli riferisce delle sue presunte condizioni, non esita ad abbandonare il suo piano contro “il male” (come definisce all’inizio Blythe) e si reca da lei, facendo l’imbarazzante incontro con lei e il suo nuovo “fidanzato” Thomas (guest star Billy Connolly). Tale incontro, oltre rivelare la buona salute della madre, fa nascere in House la convinzione che sia proprio Thomas il suo padre biologico, ma alla fine Wilson lo disillude con un test del DNA. Il tema della ricerca del padre, potrebbe essere, a mio avviso, un buon filo conduttore verso il finale della serie. Ad ogni modo, spero che almeno Blythe si riveda in qualcuno dei prossimi episodi, dato che potrebbe essere un personaggio capace, come a suo modo riusciva a fare la Cuddy, di tener testa ad House in maniera eccellente.
Puntata non eccezionale insomma, ma alcuni dettagli presenti ne alzano di molto il livello, contribuendo ad un giudizio finale positivo.
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