
“We’ve had vicious kings and we’ve had idiot kings, but I don’t know if we’ve ever been cursed with a vicious idiot for a king!”
Non si può non iniziare con Approdo del Re ed ovviamente con la Famiglia Reale, i Lannister. Il piano di Tyrion, ossia inviare l’unica figlia di Cersei (Myrcella) a Dorne, è andato in porto. Se il rapporto tra la Regina ed il fratello è sempre più teso – ormai le minacce tra i due si sprecano – questa volta a scatenare l’inferno non sono beghe familiari né la guerra in quanto tale: è il popolo, quel popolo tanto disprezzato dalla nobiltà e che è così poco compreso da Re Joffrey.
A causa delle battaglie (anche se nella serie non viene specificato più di tanto) la gente soffre la fame, la povertà dilaga ormai senza controllo né interesse da parte di chi dovrebbe porvi fine. È così che al lancio di letame, Joffrey risponde nell’unico modo in cui sa ragionare: con la violenza. Questa volta, però, gli avversari non sono soldati leali e ragionevoli, ma una folla inferocita che non ha più nulla da perdere. I tumulti sono persino eccessivi, con la disturbante immagine dell’uccisione dell’Alto Septon, simbolo evidente dell’esagerata ricchezza di pochi. Il confronto tra l’impotente Tyrion (la sua autorità troppo spesso ignorata da coloro che seguono esclusivamente gli ordini di Joffrey) ed il folle Re è esemplare nel mostrare la grandezza di un nano dileggiato da tutti ma con grande senso del potere, ed un ragazzino odioso ed odiato, del tutto incapace a rivestire gli abiti che il diritto di nascita gli ha imposto. Da sottolineare, come già fatto anche in passato, la grande capacità interpretativa di Jack Gleeson che continua a saper far odiare il suo Joffrey senza mai andare sopra le righe.
Il personaggio che, però, più di tutti mostra la sua evoluzione è, paradossalmente, la sfortunata Sansa, la quale, da ragazzina sprovveduta ed anestetizzata dai racconti cavallereschi, si sta trasformando sempre più in una donna dalla forza incredibile, nonostante le terribili avversità. Se fa sorridere per la sua insolenza quanto dice a Joffrey (“io ti ho visto piangere”), è anche la ragazza che più di tutti subisce le angherie del suo futuro sposo il quale, senza troppe remore, l’avrebbe lasciata nelle grinfie di stupratori ed assassini. Per fortuna che il provvidenziale arrivo del Mastino (a proposito, ma Bronn dov’era?) è riuscito a salvare la situazione.
“She has talent for drama”

“Did you hate us the whole time?”
Quando si dice: la crudezza della verità. Winterfell, il vero punto di inizio della Storia e il posto sicuro che abbiamo amato sin dai primi passi degli sfortunati Stark in questa serie, cade sotto l’attacco di chi in questo luogo ci abitava. Il sogno di Bran, l’acqua che avvolge Grande Inverno, si è concretizzato con la conquista da parte degli Uomini di Ferro e di Theon del Castello del Re del Nord. Se Bran continua a mostrarsi all’altezza di suo padre, Theon mostra invece tutta la debolezza di un ragazzo che è cresciuto in una famiglia che non è mai stata la sua e che, invece, si sente rifiutato dalla propria. Deve dimostrare a suo padre, Balon Greyjoy, di valere quanto i suoi fratelli ormai defunti e lo fa gettandosi addosso la vergogna di prendere un castello sguarnito. Quando, però, è richiamato a compiere il suo dovere, ossia perpetrare l’esecuzione di Ser Rodrick, il confronto immediato con Ned Stark è impietoso: se quest’ultimo calava la spada con un solo colpo netto, Theon non riesce a decapitare Ser Rodrick se non dopo più colpi inferti. Che la violenza di tale atto sia esempio della sua inadeguatezza è uno splendido stratagemma che mostra la bravura autoriale nel trasmettere le caratteristiche dei personaggi.
Theon, che pur prende come ostaggi Bran e Rickon Stark, se li fa sfuggire sotto mano dopo essere stato piacevolmente distratto da Tonks Osha mediante il classico punto debole maschile. Quello che adesso bisogna vedere è come reagirà a questa notizia, che sicuramente indebolirebbe la sua pretesa su Winterfell.
“The cold can kill us both”

“My cupbearer can read better than you”
Una delle storie al momento più interessanti è senza ombra di dubbio ciò che sta avvenendo ad Harrenhal. Il paradossale rapporto tra Tywin Lannister e Arya Stark, che già la settimana scorsa aveva visto nello splendido “Anyone can be killed” il suo apice, ritorna anche in questo episodio con prepotenza. A differenza dei libri, in cui Tywin ha sicuramente meno spazio, nella serie TV il grande patriarca della famiglia più ricca ed importante di Westeros si dimostra un uomo inflessibile circondato da attendenti e parenti incredibilmente al di sotto del suo livello. Quello che, però, impreziosisce questa parte di storia è il rapporto di confidenza che sembra essersi instaurato tra due persone così distanti tra loro (soprattutto perché il Lannister è all’oscuro della vera identità della sua coppiera) e che, nel frattempo, ha permesso alla ragazzina di venire a conoscenza di numerosi movimenti delle truppe avverse alla propria famiglia. È proprio il tentativo di proteggere la famiglia che quasi la mette nei guai: scoperta da un ufficiale dei Lannister, è costretta a chiedere (in un siparietto divertente) la seconda vittima a Jaqen H’ghar. Un altro nome sprecato, ma almeno questa volta indispensabile per la sua salvezza. Una salvezza già messa in pericolo poco prima con l’arrivo di Ditocorto ad Harrenhal per organizzare il matrimonio tra Joffrey e Margaery Tyrell, la vedova di Renly Baratheon. Apparentemente Baelish non si accorge dell’identità della coppiera, ma con quell’uomo non si può davvero mai dire, considerando che tende ad usare le informazioni in suo possesso esclusivamente per tornaconto personale.
“Not very noble to accuse a Lady of dishonesty”

In definitiva, anche il nuovo appuntamento di Game of Thrones è straordinario, capace di trasportare l’attenzione su varie vicende che si incastrano magistralmente l’una nell’altra. A fronte di un episodio sotto alcuni versi più statico del precedente, questa leggera pausa ha permesso di riordinare le varie situazioni e fissare i pilastri per il futuro.
Voto: 8
P.S. Grande soddisfazione per me oggi: Joffrey prima colpito con del letame, quindi nuovamente schiaffeggiato da Tyrion. Così si fa.




Sono d’accordissimo con il paragone Theon/Jon, entrambi “figli di nessuno” che ancora cercano un’identità e un’affermazione! Poi, non so perché, ma a me ogni tanto nei discorsi con i suoi superiori, Jon ricorda molto la figura di Anakin Skywalker (per chi ha visto Star Wars), forse proprio per quella sua natura ribelle e per l’insofferenza nei confronti delle rigide regole dell’ordine di cui fa parte (Guardiani/Jedi)! Spero solo non faccia la stessa fine… 😀
Comunque non smetterò mai di ripetere quanto sono fighe le scenografie e la fotografia delle scene ambientate in Islanda… l’inseguimento tra Jon e Ygritte è qualcosa di favoloso! Concordo che la presenza della ragazza darà una spinta maggiore alla storia di Jon, che insieme a quella di Daenerys finora è la più debole (qualcosa mi diche che lo sia anche nel libro)!
Per il resto sempre bene gli Stark… è bello vedere come siano riusciti a costruire personaggi dentro i quali ci siano tutte le caratteristiche “mature” di Ned ma allo stesso tempo quell’immaturità ancora legata alla loro giovane età: Robb (che del resto, spero di non dire un’eresia, ma se non ricordo male nel libro ha poco più di 16 anni) che pensa alla guerra ma poi vede Talisa e non capisce più niente (e la faccia di mamma Catelyn quando li vede assieme è impagabile), Arya fiera e coraggiosa (“What Killed Him?” “His Loyalty” Arya for president!!) ma poi scappa impaurita da Jaqen quando è in pericolo, Bran che risponde a tono (“Did you hate us the whole time?”), ma poi piange come un bambino alla morte di Rodrik.
Per il resto concordo su tutto, tranne forse la staticità… io invece l’ho trovato finora uno degli episodi più movimentati insieme a Garden of Bones (il quarto, se non mi sbaglio).
ammetterò senza vergogna che non ricordavo minimamente il dialogo tra LittleFinger e Lannister, ero troppo occupata a dire “dai arya, cavolo, spostati di lìììììììììììì!”
=)
Stessa cosa io, il dialogo fra i due l’ho completamente ignorato, ero troppo in apprensione per Arya. Tanto bella ed esilarante è la scena con Jaqen H’ghar (quell’uomo è il mio idolo).
Concordo appieno con la recensione. Solo un paio di appunti:
L’ufficiale che Arya fa uccidere è Armory Lorch, personaggio he nei libri muore in un altra circostanza. Il fatto che la sua uccisione sia di grande effetto comico, mi ha un tantino deluso. Nei libri infatti le morti che Arya procura sono molto più cupe e più tragiche, nella serie le stanno banalizzando. Non per fare il pignolo, ma si scrive Daenerys. Ygritte la consideró assolutamente perfetta, nonchè identica alla sua controparte cartacea. Arrabbiato dal pianto di Myrcella quando si allontana, nel libro spendono qualche paragrafo a descrivere come corsggiosamente la bambina non avesse pianto. Fedelissima al libro la parte riguardante Catelyn, che sembra che abbia il teletrasporto nella serie come nei libri.
E per favore, date un altro Emmy a Dinklage (Tyrion), se li merita tutti.
Credo che per la questione delle scelte di Arya non si possa fare altrimenti, purtroppo gli episodi sono solo 10 e qualcosa deve andare per forza perso. Da non lettore la scena mi è piaciuta non poco.
Grazie Giacomo per avermelo fatto notare… la nostra Targaryen è tornato al suo nome senza refusi vocalici!
Aggiungo che, in verità, di mutamenti rispetto ai libri ce ne sono parecchi, molti dei quali non sono del tutto erronei. Credo che gli autori non abbiano voluto appesantire ulteriormente la narrazione con la storia del Fantasma (d’altronde nei libri non c’è la sensazione di un vero e proprio assassino.. ma vabbeh).
E sì, la fotografia di questa serie è mostruosa.
Non sono affatto contrario ai cambiamenti, anzi se una scena aggiunta o un cambiamento sono fatti bene li aprezzo molto. Ho adorato che nella prima stagione Ned gridi il nome di Arya al tempio di Baelor, e le scene aggiunte tra Robert e Cersei e tra Robb e Jaime. Considerò solo non necessario aggiungere una scena di Littlefinger ogni puntata quando alcune molto belle dei libri non compaiono nella serie. Eccezzion fatta per la storia di Daenerys, che è stata completamente stravolta, la considero ancora una delle trasposizioni televisive di un libro migliori di sempre
non avendo letto il libro (che sicuramente farò) non trovo un difetto nella storia e la capacità narrativa è fenomenale.
Sì, infatti anche io apprezzo che stiano facendo dei cambiamenti, anche perché ti dà l’idea che, pur sempre con l’aiuto di Martin, stiano creando la loro versione della storia, più che trasporre semplicemente in immagini il libro! Certo, capisco anche chi però ha amato i libri e si aspetta di vedere certe cose… 😀
Per esempio, credo che abbiano deciso di mostrare Myrcella in lacrime per accentuare ancora di più il dolore di Cersei e la sua rabbia verso Tyrion! Questo secondo libro ancora non l’ho letto, ma nel primo Cersei è un personaggio che rimane molto sullo sfondo, osservato solo dal punto di vista di altri, mentre sullo schermo ha avuto più centralità (per la gioia di chi, come me, ama alla follia Lena Hadey :D), quindi secondo me è stato giusto cambiare qualcosa per dare più forza al personaggio!
A fine stagione prenderò in mano il libro comunque, soprattutto per la storia di Dany, perché sempre di più leggo di lettori che hanno poco gradito la sua trasposizione!
Consiglio la lettura dei libri a tutti coloro che amano la serie e il buon fantasy. Se la serie è un 9, i libri sono un 10. La storia è più completa, con leggende sul passato, sogni, visioni, e un centinaio di personaggi in più. La bellezza dei libri la si apprezza molto con questo episodio: per quanto sia bello, e per me è uno dei migliori della serie fin’ora, impallidisce in confronto con la sua controparte cartacea.
P.S. Ho sbagliato nel mio commento precedente, Ned urla Baelor, non Arya, perchè la ragazza è arrampicata sulla statua di Baelor Targaryen.
Io ho ADORATO l’ennesimo schiaffone dato da Tyrion a quel sadico di Joffrey 😀
Questo telefilm riesce sempre a tenerti sulle spine: non ci si può MAI veramente affezionare a qualcuno, tutti sono pedine che da un momento all’altro possono morire e lasciarti senza fiato.
Il momento in cui Ser Rodrik viene ucciso è uno dei più drammatici: fino all’ultimo attimo di vita è stato un grande esempio di onore e forza soprattutto quando, sfidandolo, ricorda all’insipido, insicuro, immaturo ( e tutta una serie di parolacce che non scriverò) Theon che “colui che emette la sentenza deve essere colui che abbassa la lama”.
Arya è fortissima!Nonchè la migliore tra le sorelle Stark, anche se il cambiamento di Sansa è, spero, alle porte.
Voto 8 alla puntata!
Non credo di spoilerare nulla….
Secondo me Daenerys è il personaggio che stanno rendendo peggio: non stanno sottolineando abbastanza che lei è una condottiera, una regina in tutto e per tutto….qui sembra solo una bambina spaurita che si rifugia da un “amico” all’altro, pretendendo asilo solo perchè è una Targaryen (e ha i draghi)!
Nei libri Daenerys arriva a Quarth non per caso (e dopo molto più tempo), ma dietro esplicito invito dei 12, dopo aver peregrinato nel deserto, aver trovato e fatto rifiorire una città morta che elegge a sua dimora!!!! Altro che ragazzina spaurita!
A Quarth lei spera di trovare alleati perchè vuole tornare in occidente….e qui Il mercante di spezie è propenso a cederle le flotta in cambio di un drago, ma certo non glielo ruba, facendola passare per stupida! 🙁
Scusate se mi sono dilungata, era solo per dire che in realtà Daenerys è molto più matura e saggia, sebbene giovane, di quanto nn mostri il telefilm!
Quoto, ma sono convinto che gli autori da un lato scrivano per chi i libri non li hanno letti e dall’altro cercando di rendere situazioni plausibili all’interno del “sistema filmico”. Probabilmente si rendono conto anche loro che Daenerys dovrà rafforzare la sua immagine fin da questa stagione (immagine che nei libri, con il procedere della storia, diviene sempre più gigantesca!) e sono convinto che lo faranno alla fine con un bel colpo di scena! 🙂
Stanno approfondendo, a mio dire in maniera straordinaria, il rapporto fra Arya e Lannister padre: lì c’è tutta la classe degli autori.