Mad Men – 5×09 Dark Shadows 2


Mad Men - 5x09 Dark ShadowsEvery man for himself. Questa è la frase (pronunciata nell’episodio da Roger) con cui Weiner ha inteso riassumere il tema della quinta stagione in interviste antecedenti la messa in onda. Ci è stato mostrato il declino di molti personaggi, la paura del cambiamento, l’inadeguatezza a tempi che corrono rapidamente. 

Dark Shadows rincara la dose, portando in superficie il peggio: la nube tossica che avvolge la city, fatta di egoismo, invidia e insana competizione. Il titolo, come sempre, ci offre una chiave di lettura che incornicia il significato e mette formalmente ordine nello smarrimento in cui sembrano vivere tutti i nostri protagonisti. Dark Shadows è una soap opera nata a metà anni ’60, divenuta  un cult, celebre per i forti melodrammi e gli incredibili colpi di scena. Dalla stessa ha preso ispirazione Tim Burton, fan della soap, con l’omonimo film, nelle sale dallo scorso venerdì. La soap è citata nello scambio tra Megan e la sua amica, che prova la parte per partecipare al casting; questa volta, però, il titolo è importante nel suo significato letterale, più che come citazione. L’oscurità cela minacce reali e immaginarie, entrambe distruttive: la regia gioca con la luce (e la sua assenza) per evidenziare le insicurezze e le conseguenti reazioni dei personaggi, in particolare di Betty, Don e Roger, ognuno dei quali miete le proprie vittime.

I had a very trying experience, I was in an unfamiliar place and I felt a lot of things I wish I hadn’t, and I lost a half a pound.

Mad Men - 5x09 Dark ShadowsRitroviamo Betty ancora alle prese col suo problema col cibo, intenta a consumare quello che sembra uno spuntino notturno. La superficiale tranquillità della sua casa e del suo rassicurante marito cozzano col suo stato interiore di perenne insoddisfazione. Gli incontri terapeutici con i Weight Watcher sono una possibile soluzione, finché non avviene la sbirciata nella vita di Don e Megan, nel loro moderno appartamento di città. La vista della giovane, bella e magra moglie di Don minaccia i progressi di Betty, affossata dall’impietoso confronto non appena la vede vestirsi in camera. La signora Francis riesce a trattenersi dall’ingoiare la panna spray; i suoi miglioramenti nella linea sono piccoli ma visibili rispetto all’ultima volta in cui l’abbiamo vista. It’s so easy to blame our problems on others, but really we’re in charge of ourselves. Betty cerca in questo modo di convincere se stessa di aver scelto quella vita, ma è sufficiente il biglietto di Don indirizzato a Megan, scoperto per sbaglio tra i disegni di Bobby, a farle temere che sia proprio lei who bet on the wrong horse. Il suo lato infantile è tristemente sottolineato dall’uso manipolatorio che fa di Sally, bambina già in balia di forze contrapposte, senza dubbio più grandi di lei. Betty gioca la carta di Anna per avvelenare l’idillio in cui crede vivano Don e sua moglie, non curandosi minimamente dei potenziali pericoli a cui espone sua figlia. L’amicizia tra Megan e Sally è ben approfondita nella puntata, e ancora una volta la giovane aspirante attrice dimostra intelligenza e sensibilità. La ragazzina, costretta a crescere in fretta per certi versi, per altri salvata da un acume del tutto eccezionale (tutta suo padre!), capisce la situazione e mette in pratica gli insegnamenti di Megan, rigirandosi la madre con grande furbizia e infliggendole la punizione che merita. Betty ne esce doppiamente sconfitta, con la prova che il rapporto del suo ex è ben più forte (perché sincero) del suo precedente. La conclusione della storyline durante la cena del ringraziamento consacra lo stato di apnea bulimica in cui vive Betty, nel costante tentativo di accontentarsi di una vita che non la appaga: I’m thankful that I have everything I want. And no one else has anything better.

Da un’invidia all’altra, da una competizione femminile ad una virile, consumata sul piano della creatività.

Mad Men - 5x09 Dark ShadowsDopo la dipartita lavorativa di Megan, Don finalmente capisce di aver di fatto abbandonato il suo lavoro, e con esso il suo talento. La competizione con Ginsberg riaccende la vecchia fiamma. Mi è sempre piaciuto il nuovo creativo ebreo, più che come personaggio in sé, come nuova spinta propulsiva capace di rallentare lo stato di intorpidimento che ha colpito la SCDP (Peggy compresa).  Michael si sacrifica (involontariamente e suo malgrado) per restituire al nuovo Don qualche pezzo perso per strada, di cui sentivamo moltissimo la mancanza. Ginsberg è bravo, la sua trovata sulle Sno Ball è senz’altro buona, ma non quanto Don e il suo diavolo. La competizione sprona Don e serve da propellente; sono convinta che il suo gesto di lasciare la tavola di Michael nel taxi non sia una semplice cattiveria dovuta al timore di perdere una sfida, quanto più una scelta razionale: Don ha riconosciuto la sua idea come migliore e non ha voluto rischiare col cliente, infliggendo nel frattempo una lezione di vita al giovane creativo, tanto I guess I’m lucky you work for me. La faccenda presta il fianco a interpretazioni opposte, ma non sono mai stata convinta del fatto che il talento di Michael sia paragonabile a quello di Don: il primo è un vulcano di idee , un ragazzotto senza peli sulla lingua e con tanta voglia di fare e mettersi in gioco; Don invece è intuizione pura, carisma e autorevolezza trasmesse attraverso sguardi e poche, pesate, appropriate parole. Non c’è competizione se non nelle migliori fantasie di Ginsberg: I feel bad for you.– I don’t think about you at all.

Questa sfida a due travolge anche Peggy, strappandole un sorriso compiaciuto alla notizia della furbata di Don. Come darle torto!

I’m sorry. I don’t know why I did that. I feel terrible.

Mad Men - 5x09 Dark ShadowsIn questo quadro di miserie e sordide rivincite, Roger sguazza meglio di chiunque altro. Il problema è che comincia a tirare troppo la corda venutagli in soccorso dopo il viaggio con l’LSD: la sua pace interiore (vedi anche illuminata rassegnazione) lo portano a calpestare e sfruttare i sentimenti di Jane in maniera del tutto consapevole, con l’errata assunzione che anche gli altri abbiano chiaro in mente quanto lui che ogni uomo pensa solo a se stesso. La differenza rispetto a Betty e Don è il reale rimorso che prova nei confronti di Jane. Quell’assunto sbagliato viene spezzato in un istante: Roger realizza di aver agito egoisticamente, prima comprando la presenza di Jane per accaparrarsi un cliente, poi approfittando di lei nel buio del nuovo appartamento.

Nel panorama di questa incredibile stagione, Dark Shadows non lascia il segno come (tutti gli) altri episodi. Non sentivo la necessità di rivedere Betty, inoltre la sua storyline non fa che confermare quanto avevamo già visto in precedenza, se non fosse per l’approfondimento che ha concesso a Sally (personaggio via via sempre più completo e interessante). Sarà perché mi mancano Joan e Lane, perché ho voglia di vedere più Peggy, perché Pete e il suo sogno ad occhi aperti mi ha messo una tristezza infinita (ammetto di non amare molto Pete), ma l’episodio non mi ha appassionato quanto poteva. Sono certa però che non dovrò attendere molto per soddisfare i miei desideri: comunque si parla di Mad Men. Un buon episodio dopo otto capolavori glielo possiamo concedere.

Voto: 8

Nota

Il 1966 fu un anno tragico per lo smog a New York: morirono tra le 200 e le 400 persone, e il giorno peggiore fu proprio il 24 Novembre, ossia quando è ambientato questo episodio.
Di seguito, una foto d’epoca di quel giorno:

Mad Men - 5x09 Dark Shadows

[rps]

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2 commenti su “Mad Men – 5×09 Dark Shadows

  • xfaith84

    mmh non lo so, io in Don vedo anche una nota negativa. Ora, posto che la scena in ascensore veda Ginsberg nel ruolo sbagliato (è il tuo capo, comunque), nel resto della puntata io ho visto Don iniziare sicuramente pungolato dalla creatività del dipendente (quando sta in ufficio durante la notte a cercare nuove idee), ma poi proseguire con un piglio un po’ troppo da “io sono il capo”. Cioè, come dire “se avete buone idee io sono felicissimo, ma quando arrivo io con le mie (quando decido di lavorare, se decido di lavorare) non c’è storia”.

    Don a mio avviso si è accorto solo ora di quanto è stato lontano dal suo lavoro, solo ora che – non avendo più una moglie da portare via nella pausa pranzo – è rimasto da solo con il suo primo vero amore, cioè il lavoro. E si è accorto che in tutto questo tempo il mondo si è mosso velocissimamente, si è evoluto, non a caso il nuovo che avanza è incarnato proprio da Megan e da Ginsberg: da “Tomorrow never knows” (che infatti Don non capisce) alla creatività fresca e geniale del secondo.

    Cominciamo a vedere un Don fuori dal tempo, secondo me, e quello che abbiamo visto in questa puntata è stato il suo tentativo (che sono sicura rivedremo più volte) di attaccarsi con le unghie e con i denti a questo tempo in nome di una posizione, di un’importanza esercitati però in quello che ora sembra già essere un passato lontanissimo.

    Come si fa a non amare Mad Men!?

     
    • Penny Lane

      Come dicevo nella recensione, la faccenda di Don vs Ginsberg potrebbe essere interpretata in maniera completamente opposta alla mia. Non nego che il gesto di Don sia stato meschino, che il suo tentativo di affermare il suo ruolo sia retto quasi esclusivamente dal fatto di essere il capo. Sicuramente esiste questa componente ed è in linea con il processo involutivo di Don di questa stagione, ma io ho visto (spero di non aver solo voluto vedere) anche la reale presa di coscienza di saper ancora fare quel mestiere, la volontà di riprendersi un ruolo che gli spetta non solo per quello che è stato, ma per quello che ancora è. Don si rimette a lavoro la notte pur di farsi uscire un’idea, ma è anche vero che dopo poche ore (?) ne tira fuori una brillante nonostante sia fuori allenamento da molto, mentre il giovane Ginsberg fa solo quello col piglio di un ragazzo in grado di comprendere il tempo in cui vive in maniera molto più spontanea di Don. Credo che Don stimi davvero il ragazzo (e in questo c’è sicuramente una punta di invidia da parte di Don), ma capisce altrettanto che essere un pubblicitario non è solo avere idee brillanti ma anche saper trattare coi clienti, saper vendere l’idea, e Don è ancora un maestro in questo (basti pensare a come ha venduto l’idea di Megan a Heinz). Ginsberg deve ancora imparare molto, soprattutto deve conoscere i limiti del suo ruolo e imparare a confrontarsi con chi ne sa più di lui, specialmente se è il suo capo.

      Interessante piuttosto è come e dove si pone Peggy in tutto questo. Come avrebbe reagito la ragazza se fosse stata nei panni di Ginsberg? Don si sarebbe comportato in maniera differente se ci fosse stata lei (che, a differenza di Michael, è una sua creatura)?

      Già, come si fa a non amare Mad Men! 😉