Game Of Thrones – 2×10 Valar Morghulis 5


Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisDopo un episodio interamente incentrato su King’s Landing, era normale che il season finale riespandesse gli orizzonti per dare una chiusura a tutte le storyline. Ecco dunque sfilare tutti i personaggi di questa seconda stagione in una sontuosa conclusione che ci proietta, con diversi colpi di scena e qualche mistero, verso le prossime avventure nei Seven Kingdoms.


“The Battle is Over. We Have Won.

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisProprio come l’anno scorso con Fire and Blood, anche questo Valar Morghulis non si presenta tanto come conclusione vera e propria, quanto più come un lungo epilogo di una storia che ha raggiunto il suo climax finale nell’episodio precedente. Eppure, mentre l’anno scorso il tono sommesso e quasi anti-epico dell’ultima puntata quasi stonava con l’enormità del cliffhanger della morte di Ned, in questo caso, pur sempre con un andamento freddo e glaciale, il graduale spegnersi della progressione narrativa è gestito meglio e rende in modo più efficace quel senso di chiusura del cerchio (e di rilancio verso nuove prospettive) che ogni season finale dovrebbe avere. Merito anche comunque di una monumentale messa in scena, che a livello visivo non ha davvero eguali in tutto il mondo televisivo.

La Quiete dopo la Tempesta

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisL’inizio è, del resto, quanto di più anti-climatico possa esistere: gli intrighi di palazzo e le vicende belliche di King’s Landing si concludono con un’insipida cerimonia, in cui tutti, più o meno stancamente, tirano le fila di quanto successo e quanto fatto, assegnando premi, stringendo accordi, celebrando finti eroi (e rinchiudendo in “cantina” quelli veri), il tutto in un’atmosfera da gelido rituale che non assomiglia nemmeno lontanamente ad un festeggiamento per una vittoria. Troppo vicina ancora l’immagine tetra di una sala del trono buia in cui una Regina aspetta la morte con in braccio suo figlio, troppo incombenti ancora le minacce di Robb Stark, di Stannis e Melisandre, dei draghi di Daenerys, degli Estranei, dei Greyjoy. Eppure ognuno ha bisogno di illudersi che la tempesta sia passata (ma il titolo del prossimo capitolo, A Storm of Swords, già ci dice che così non è) e di aver vinto.

“The Histories won’t mention you, but We will not Forget.”

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisCiò che ne consegue è solo una squallida recita, che prende vita dal finto eroismo di Tywin (che senza Tyrion poco avrebbe potuto fare in battaglia), dalle finte parole di Margarey su Joffrey, dal finto volto dispiaciuto di Sansa al rifiuto del suo promesso sposo. Il marcio (ben espresso dagli escrementi del cavallo) è nascosto, il deforme (Tyrion) è recluso, l’emotività (il sorriso di Sansa) è bandita. E di nuovo c’è la saggezza di Varys, uno dei personaggi più affascinanti della saga (e anche una delle migliori interpretazioni), a spiegarci tutto: “La Storia non ti menzionerà, ma noi non dimenticheremo” dice a Tyrion, sottolineando lo stacco tra la superficialità e formalità della Storia e le verità (sepolte) di coloro che l’hanno davvero fatta.

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisMa la principale interprete di questa finzione rimane Cersei, personaggio fondamentale di questa stagione, che abbiamo imparato a conoscere nella sua drammaticità e nelle sue fragilità. Tra tutti, è quella che ha giocato peggio, non azzeccando una mossa, eppure è lei ad aver vinto per il secondo anno consecutivo il Game of Thrones e ad essere ancora lì, con la sua espressione gongolante dietro la quale, però, ora sappiamo, si nascondono frustrazioni, dubbi e paure. Tyrion è quello che ha giocato meglio le sue carte, ma Cersei aveva ragione: “Power is Power“. Ed infatti l'”half man” ne è uscito sconfitto, lei no. Ma per quanto ancora?

“Thank you for Teaching me this Lesson.”

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisCambiamo completamente ambientazione e passiamo ad un altro personaggio, Daenerys, attesa dalla resa dei conti con la magia di Qarth: dopo quella sorta di rito iniziatico nel fuoco in Fire and Blood, ora la ragazza è chiamata all'”esame di maturità” che la vita le ha posto davanti. La Daenerys che era arrivata a Qarth era una donna sicura di sé e dei proprio obiettivi, ma era ancora una persona immatura, impulsiva, preda della sua ossessione, incapace di gestire un potere così grande come quello dei draghi, tanto da essersi trasformata, non appena ne è stata privata, in una sorta di Viserys al femminile: viziata, capricciosa, arrogante, poco razionale. Qarth, con la sua magia, la mette alla prova, la costringe ad imparare come si gestisce il Potere (non potendo prendere lezioni da una ancora lontana Cersei).

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisE così la Casa degli Eterni, in una sequenza magistrale dal grandissimo impatto visivo, la mette di fronte a ciò di cui è prigioniera: il passato che non riesce a lascarsi alle spalle (Kahl Drogo) e l’ossessione per un futuro trono di spade incenerito dai suoi draghi. Alla fine, Daenerys sceglie di abbandonare Drogo, di rifiutare la chiamata del Trono e seguire invece il richiamo dei suoi draghi. E questo ci restituisce la donna che lettori e non hanno imparato ad amare, una donna diversa da quella semplicemente combattiva e sicura di sé di inizio stagione, perché più matura, cinica, crudele e più controllata, una donna che ha imparato un’importante lezione: non importa se si ha il Potere o quale sia il Potere che si possiede; se si impara a gestirlo e a capire come funziona, non può più esserci ostacolo alla propria ambizione.

“The Greyjoy who ran. The Shame of the Family.”

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisChi non ha avuto la sua soddisfacente conclusione è sicuramente Theon, personaggio fin dall’inizio votato al fallimento. Lo abbiamo visto partire alla ricerca della propria gloria e di un potere da sbandierare alla propria famiglia. In nome di questo scopo ha tradito, ha ucciso, ha compiuto efferatezze di ogni genere, eppure si è sempre rivelato inadeguato, una brutta copia di Ned Stark quando deve giustiziare un uomo, una brutta copia di Tyrion quando incita i suoi soldati, una brutta copia in generale dell’eroe conquistatore. E così, la sua illusione di Potere viene stroncata sul nascere da un colpo in testa. Che fine abbia fatto Theon lo scopriremo solo il prossimo anno, ma la sua parabola è nel frattempo conclusa, partita dall’atto di stima di Robb e finita nel disprezzo più totale di chi lo circonda.

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisTuttavia, il segmento di Winterfell ci lascia con un mistero, con un segmento narrativo gestito forse in modo un po’ confusionario (non si sa quanto volutamente). Chi ha messo a ferro e fuoco la città? Dove sono i soldati di Robb? Perché l’allegra compagnia di Bran e soci non incontra nessuno all’uscita da Winterfell? L’incendio puzza terribilmente di nuovo tradimento per Robb, che potrebbe essere stato vittima di un raggiro del suo “fedele” Bolton. A quale scopo però bruciare Winterfell? Lo scopriremo solo più avanti. A Robb e ad Arya del resto è dedicato il minor spazio in questo episodio: il primo completa il suo percorso che lo ha visto passare da copia carbone di Ned Stark ad uomo con una propria identità e capace di prendere decisioni anche contrarie all’eredità che si è dovuto caricare sulle spalle; la seconda, finora prigioniera di Harrenhaal, comincerà invece probabilmente da qui il suo percorso di crescita che, non ne dubitiamo, la riporterà un giorno a dover pronunciare le fatidiche parole “Valar Morghulis“.

Il Corno suona sempre due volte… o no?

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisIl finale è speculare a quello dell’anno scorso: di nuovo abbiamo la presentazione di una minaccia per Westeros: se prima era la nascita dei draghi, ora è l’arrivo degli Estranei. In entrambi i casi, la conclusione si sviluppa lontano dal centro degli eventi, come se si volesse rimarcare una minaccia in continua marcia di avvicinamento e sempre più opprimente. Simile è anche la regia e l’impatto sonoro, con un campo lungo a immortalare l’avanzare del pericolo e poi un urlo che riecheggia nell’aria: quello dei draghi in un episodio, quello degli Estranei in quest’altro. Ghiaccio e Fuoco di nuovo sono quindi contrapposti, in perenne cammino, destinati a fare il loro ingresso nelle terre che finora abbiamo conosciuto, così come Jon Snow e Daenerys Targaryen, personaggi finora un po’ sacrificati, ma per i quali si annunciano fondamentali svolte.

Game Of Thrones - 2x10 Valar MorghulisSi conclude così un’altra stagione di altissima qualità, perfetta nella messa in scena, così come nelle interpretazioni e nella scrittura dei dialoghi. Qualche pecca c’è stata nella gestione di alcune trame, ma il compito era più arduo rispetto alla prima stagione, dove c’erano meno personaggi e il racconto era più lineare. Va dato poi atto ai due autori di essersi presi giustamente le loro libertà rispetto al materiale letterario originario (pur sempre sotto il controllo di Martin): non tutti avranno amato tagli o cambiamenti, ma è sicuramente un passo in avanti positivo verso un’opera più indipendente e che, come “Il Signore degli Anelli” jacksoniano, sia parzialmente anche altro dal libro, pur conservandone tematiche e personaggi. Vedremo come si comporteranno nell’adattamento della prima parte di “A Storm of Swords“, forse il romanzo più amato dagli amanti della saga e quindi anche il più atteso.

Voto all’episodio: 9, 5

Voto alla stagione: 9

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5 commenti su “Game Of Thrones – 2×10 Valar Morghulis

  • minstrel

    Daenerys nelle rovine del palazzo di king’s landing è qualcosa che fa agghiacciare, quasi un epilogo che nemmeno Martin s’è mai sognato nei libri. Un epilogo che va ben oltre qualsiasi finale Martin darà alla serie: alla fine di tutti i giochi umani, non rimarrà che cenere alla cenere.
    Memento homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris!

     
  • Attilio Palmieri

    Finalmente GoT dà senso alle trame di John e Daenerys. Per tutta la stagione sono stati ridotti a macchiette, ma in questo episodio lei conclude così come aveva concluso la scorsa stagione, con quel fare maestoso, che esalta le doti dell’attrice, lui oltre a vincere il duello coabita il luogo in cui avviene il “crossover” con The Walking Dead, per il momento più emozionante della serie

     
  • Joy Black

    Ottima recensione, non posso che concordare con tutto.
    Concordo con Attilio per quanto riguarda il filone di Daenerys (Emilia Clark <3 è bravissima ad esaltare la regalità della Khaleesi), ma meno per quello di Snow. Fortuna che adesso son arrivati i White Walkers.

     
  • Angelo

    La qualità di questa serie è secondo me senza paragoni. Storia, dialoghi, ambientazioni, recitazione. E allora… Valar Morghulis

     
  • Elisa

    non ci sono ma che tengono, GOT è una serie senza precedenti. Riesce a rendere credibile la commistione tra gli elementi fantastici e plausibili, come l’eterna lotta per il potere e le passioni dei protagonisti. Impeccabile la recitazione degli attori, sopra di tutti spiccano i più giovani: Joffrey, Arya e Bran.