
Nolan ammette che l’idea di questo show gli è venuta ripensando alle esperienze avute da bambino coi suoi compagni di gioco in Inghilterra, quando negli anni ’80 vedeva un sacco di telecamere di sorveglianza. Cosa che si è poi ripetuta a New York, dove Nolan si chiese «chi ci sarà mai dietro e cosa ne faranno di tutte le informazioni che filmano».
Riguardo ai quattro protagonisti della serie, Nolan ammette di aver preso le caratteristiche principali di un super eroe e di averle divise nell’anima dei suoi personaggi. Anche quello di Root, che ha preso forma nel viso della bellissima Amy Acker nel finale di stagione, sarà un personaggio molto importante nella seconda stagione, diventando a tutti gli effetti uno dei protagonisti.

L’ultima parola è toccata a Taraji P. Henson, l’interprete di Carter, che ha svelato: «È praticamente impossibile tirar fuori qualche anticipazione agli autori, devono essere ubriachi per poterli convincere a confessare».
C’è quindi grande attesa per questa seconda stagione: c’è da dare atto agli autori di aver corretto il tiro strada facendo, rendendo Person of Interest una delle novità più riuscite dell’anno appena passato e una delle serie più aspettate dell’anno venturo.
