Glee – stagione 4 episodi 2-3-4


Glee – stagione 4 episodi 2-3-4

Come ogni anno sono arrivate per la tv U.S.A. le sweep weeks, cioè quelle settimane di non messa in onda in cui i network stabiliscono se e come investire in alcuni titoli piuttosto che in altri e in cui le produzioni decidono in che modo distribuire il proprio budget. Anche Glee si prende una pausa e noi ne approfittiamo per fare il punto sulle ultime tre puntate andate in onda.

Per fare un’analisi di quest’ultima season bisogna intraprendere un viaggio a ritroso, partendo dalla fine per capire il percorso che Murphy sta seguendo e comprendere il perché dei numerosi cambiamenti che sono avvenuti sin dal finale del terzo ciclo. Il turn over dei personaggi storici di Glee sembrava avere senso in quanto vero e proprio cambiamento strutturale della serie, e l’ingresso di nuovi volti probabilmente era l’unica possibilità di rinnovare uno show un po’ appesantito. Tuttavia, con la visione dell’episodio 4×04, ci accorgiamo che forse gli autori di Glee ci avevano presi in giro un po’ tutti. Infatti stanno iniziando a mettere realmente le carte in tavola, concentrandosi sempre di più sulla situazione newyorkese di Rachel e Kurt, piuttosto che su quella liceale con le new entry.
Chi si aspettava un’equa divisione degli episodi sarà rimasto deluso,Glee – stagione 4 episodi 2-3-4 sia per la diversa quantità che per la qualità con cui le due storyline sono portate avanti: quella lontana dai banchi di scuola, più adulta e con forti elementi di drama, prende più spazio sia sullo schermo che nel cuore dello spettatore e la parte legata all’high school è sempre meno presente ed è utilizzata quasi come collante/riempitivo delle sequenze newyorkesi. Infatti, mentre gli studenti passano tutti un po’ inosservati, i personaggi che realmente stanno dando vita a questa quarta stagione sono una Rachel quasi irriconoscibile, sia fisicamente che caratterialmente, e tutti i personaggi che le ruotano attorno.

Glee sta crescendo e non poteva essere altrimenti (come è successo sul grande schermo per i film di Harry Potter, sempre più adulti e dark). Il problema di raccontare la vita di un gruppo di teenagers è che ci si deve confrontare con la loro crescita, non solo mentale, ma anche fisica. E si può provare a mantenere giovani i personaggi, ma visto che la vita sfortunatamente non è un cartone animato (dove per intenderci sono vent’anni che Bart Simpson frequenta la scuola elementare e nessuno dice niente), i luoghi e le situazioni devono cambiare, per mantenere quella credibilità di cui la finzione narrativa necessita per continuare nel tempo. Ed è per questo che vediamo Rachel affrontare sfide più adulte, come il trasferimento “dai sobborghi alla grande città”, la ricerca di un’appartamento, la nuova vita nell’accademia.
Ed anche i problemi di cuore si fanno non più seri, ma più maturi. La Glee – stagione 4 episodi 2-3-4storia con Finn si incrina non per gelosie adolescenziali, ma per la lontananza dovuta alle loro nuove vite. E lo stesso vale per Kurt, che da un lato inizia a lavorare presso il sito online di Vogue, dove si confronta con il perfido mondo della moda, e dall’altro cerca di tenere in piedi la sua relazione con Blaine, che proprio per i diversi percorsi di vita che hanno preso sarà destinata ad incontrare grosse difficoltà. Gli autori della serie, pur ingannandoci con situazioni leggere (come la sfida per incoronare la nuova Rachel) ed altrettante canzonette divertenti (in testa Call Me Maybe) del pilota, lentamente ci portano verso un’altra realtà, che si fa predominante. Partire subito con un tale cambiamento avrebbe spiazzato molti fan, ma introdurre le novità in modo graduale e quasi naturale è tutt’altra cosa. Infatti non ci accorgiamo dei cambiamenti fino a che non ci ritroviamo completamente dentro. Una delle scene più belle di questa quarta stagione è proprio la scena simbolica che segna la crescita di Glee, cioè l’appuntamento a quattro del quarto episodio. Vedendo le difficoltà che le coppie Rachel/Finn e Kurt/Blaine stano affrontando ci rendiamo conto che i loser della prima stagione non ci sono più e che ci troviamo davanti persone completamente cambiate. Fino a poco tempo prima avrebbero fatto di tutto per recuperare un momento di difficoltà, ora invece si lasciano trasportare dagli eventi e dall’istinto, cambiando anche i propri obiettivi. E gli autori ci fanno capire che la situazione non è quella di una volta anche tramite le diverse location ed il guardaroba dei personaggi. Non più il legno dei banchi scolastici, ma quello di un palco di un localino, non più gli stretti corridoi del McKinley, ma le larghe vie newyorkesi. Ed anche nuove scelte registiche e della fotografia Glee – stagione 4 episodi 2-3-4accentuano queste sensazioni. Non solo numerosi carrelli stile emotional, ma anche larghe inquadrature d’insieme che descrivono scenografie nuove come la classe di canto della NYADA (foto sopra) unite a nuove riprese mai viste nello show (come quella a destra) che mostrano bene e in contemporanea il turbamento degli animi dei quattro ragazzi, divisi non solo spiritualmente, ma anche fisicamente sullo schermo. E la seconda puntata cerca un po’ di anticipare e riassumere questa tendenza alla maturazione di tutta la stagione: infatti rivediamo la musica (e la vita) di Britney Spears protagonista, ma mentre il primo speciale dedicato a lei era un tributo ad una grande cantante pop e niente di più, questo “Britney 2.0” sale di livello, raccontando una storia di disagio, di difficoltà affrontate (ed in parte superate), di dolore per la mancanza della persona amata, di voglia di riscatto e rivincita verso la vita. Gli autori quindi già in parte ci hanno svelato il nuovo mood di Glee.

Parlando di Glee non si può tralasciare tutta la parte musical che ha segnato la sua fortuna sin dagli esordi. I pezzi musicali rimangono molto validi ed a parer mio la splendida voce di Lea Michele dà un grosso contributo, rendendo molte cover migliori degli originali. Sfortunatamente non si riesce a dare abbastanza spazio a tutte le belle voci del cast e ci si ritrova a dover fare a meno delle bellissime interpretazioni di alcuni personaggi, come quelle della new entry Alex Newell (Unique).

Ormai i cambiamenti di Glee sono davanti agli occhi di tutti e, che si sia favorevoli o contrari a tale scelta, è innegabile la voglia dello showrunner di dare una nuova faccia alla serie. Ma allora invece di lasciare la storia a metà, perché non si è pensato ad un salto nel tempo di qualche anno in stile One Tree Hilleliminando definitivamente la parte scolastica della serie? Forse per la paura che “il nuovo” potesse non piacere, o forse per evitare di invecchiare la serie, che ha un target molto giovane che forse non si sarebbe riconosciuto in personaggi troppo adulti. Sta di fatto che mentre la parte vecchia si sta assottigliando sempre di più, quella nuova sta acquisendo Glee – stagione 4 episodi 2-3-4sempre più corpo. Anche i tentativi di proporre nuove storie d’amore tra i banchi di scuola risultano di poco interesse, soprattutto perché hanno come protagonisti ragazzi di cui sappiamo poco e che conosciamo a malapena. Sarebbe stato più utile all’economia della storia prima conoscere i nuovi personaggi e poi farli interagire tra loro, come è stato nella prima stagione. Insomma, non sempre andare cauti e sul sicuro poi ripaga. Un taglio netto col passato sarebbe stato più interessante e avrebbe dato più spazio a quei personaggi che avevamo conosciuto nelle prime tre stagioni e che erano più interessanti di quelli, piuttosto scialbi, che sono stati introdotti nella quarta stagione. Sperando che gli autori mantengano la strada imboccata negli ultimi episodi, l’appuntamento è per l’8 Novembre con i nuovi episodi di Glee.

Voto: 7 ½

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Informazioni su Davide Canti

Noioso provinciale milanese, mi interesso di storytelling sia per la TV che per la pubblicità (in fondo che differenza c'è?!). Criticante per vocazione e criticato per aspirazione, mi avvicino alla serialità a fine anni '90 con i vampiri e qualche anno dopo con delle signore disperate. Cosa voglio fare da grande? L'obiettivo è quello di raccontare storie nuove in modo nuovo. "I critici e i recensori contano davvero un casino sul fatto che alla fine l'inferno non esista." (Chuck Palahniuk)

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