Pienamente calati nell’estetica del virtuale, in cui le location non sono più segnalate su una cartina come accadeva nella tetralogia di Indiana Jones, ma attraverso Google Maps, Earth e similari, la più tecnologica delle serie tv presenta un episodio altamente “geografico.
“Bad Code” infatti è una puntata tripartita, ambientata in tre luoghi diversi: a New York, come al solito, sempre più simbolo di innovazione tecnologica e casa perfetta per una serie del genere; nel Maryland dove Root tiene prigioniero Finch; e a Bishop, nel Texas, dove è collocato il caso del giorno. Come sempre accade Person of Interest non risparmia un atteggiamento che prende le distanze dai propri personaggi, evitando la retorica americana supereroistica, preferendole un’autoironia giocata sul corpo, sull’espressione dei volti e sui dialoghi. Stesso atteggiamento utilizzato nei confronti delle città che si concentra sulla dicotomia est/sud, tra la cultura anglosassone, moderna, tecnologica di New York e quella bigotta, sudista di Bishop, con tanto di “una testa un fucile”, luridi motel e cappelli da cowboy a pioggia. A connotare l’atmosfera sudista c’è l’azzeccatissima scelta della guest star della puntata, Margo Martindale, straordinaria antagonista della seconda stagione di Justified e portatrice di una spiccata identità rurale, conservatrice.


La grande qualità di questa seconda stagione per ora è quella di aver saputo aggiungere ad una coppia di co-protagonisti di tale statura, un villain non da meno, altrettanto affascinante e soprattutto in grado di metterli davvero in difficoltà.
Questo episodio ne è la dimostrazione lampante. Per gran parte della puntata l’attenzione è posta sulla descrizione di Root, “disegnandola” come un personaggio totalmente psicopatico, molto più intelligente della norma e che arriva a farsi picchiare a sangue per poi vendicarsi, esclusivamente per dimostrare a Finch di essere alla sua altezza se non di più, solo a causa dell’edonismo che sovrasta ogni sua scelta, per il quale è disposta ad essere pestata fin quasi alla morte in virtù del soddisfacimento di un ego che non conosce dolore.
A questo però si affianca una sorta di sfida, di duello senza armi, fatto di astuzia e scaltrezza, al quale Finch non si nega, bensì vi partecipa mettendo in campo tutta la sua intelligenza e permettendo al fido John, nello scioglimento finale, di salvargli la vita. Con l’idea del codice numerico però Finch prima che salvarsi risponde alla gara con Root, le dimostra che con lui non sarà come con tutti gli altri, che sarà una sfida testa a testa, fino all’ultimo codice.
Voto: 8,5


ECCEZIONALE. Person of Interest migliora di episodio in episodio, con protagonisti delineati perfettamente sostenuti da un gran cast e guest star non da meno (Amy Acker, mi inchino!)…la struttura che alterna anche qualche breve scena comica al dramma (pesante qui) dell’episodio della settimana senza perdere la giusta via. Questa serie è davvero eccezionale, questo episodio anche di più. Sono d’accordo con tutta la recensione, guarda mi sarei spinto anche al 9.
Concordo pienamente con la recensione sulla serie: merita davvero il massimo dei voti ed a ogni episodio sembra acquistare maggior spessore ed appeal. Un prodotto veramente di alto livello che affascina ed attrae affascinando lo spettatore totalmente preso sia dai personaggio sia dalla storia, ben articolato e se pur complesso di grande attualità tecnica e scientifica, dai risvolti umani delicati e psicologicamente ben descritti ed attendibili.
Un must!