Glee – 4×05/06 The Role You Were Born to Play & Glease 2


Glee - 4x05/06 The Role You Were Born to Play & GleaseGlee fa ritorno nella programmazione televisiva americana dopo una lunga pausa. Ci eravamo lasciati con la netta sensazione che le avventure di Kurt e Rachel a New York fossero molto più interessanti di quelle degli alunni della McKinley. Il quinto e sesto episodio non fanno altro che confermare questo assunto, seppure si debba dar atto agli autori di aver cercato di dare nuova linfa alle storie dei più giovani.

Che Glee avesse smarrito la sua strada, era cosa conosciuta. I due veri protagonisti della serie – Kurt e Rachel – hanno abbandonato la location centrale, quella della scuola, per vivere a New York. Spostandosi in un altro posto, con storie e problemi tutti nuovi, sono riusciti involontariamente a catalizzare tutta l’attenzione su di loro, lasciando le briciole agli altri, in grande difficoltà. Per questo gli autori hanno provato ad arginare il problema, costruendo due episodi, il quinto soprattutto, incentrati sulle figure del liceo. E la cosa in parte funziona, grazie anche ad alcuni personaggi più azzeccati di altri, a costo però di sacrificare, come al solito, un bel po’ di coerenza.

4×05 The Role You Were Born To Play

Glee - 4x05/06 The Role You Were Born to Play & GleaseIn questo episodio, che segue l’importante puntata delle rotture di coppie storiche (mi riferisco a Kurt-Blaine e Finn-Rachel) tutto il reparto “New York” viene tenuto da parte, lasciando fare la parte del leone a Finn. Sfruttando l’idea di riproporre in chiave Glee il musical Grease, si riporta l’attenzione sull’ex frontman del glee club in cerca di definizione. Lasciato dalla ragazza, deluso dall’esperienza militare, Finn è senza un percorso da seguire, destinato ad un lavoro da meccanico che chiaramente non lo soddisfa. Così, gli autori si ricordano di aver dato nelle scorse stagioni a Finn il ruolo di leader carismatico e ne mettono a frutto le sue abilità, affidandogli, con Artie, la gestione del musical. Finn si comporta meglio del solito e potrebbe anche risultare molto convincente se non fosse inciampato nell’insulto alla  figlia di Sue Sylvester, che ha reso evidente come il ragazzo non sia affatto ancora maturato. La cosa stona non poco, perché dopo il Finn mostrato in tutto l’episodio, la vicenda dell’offesa a Sue sembra un modo per farlo improvvisamente regredire. Ma tanto sappiamo bene che Finn non è affatto nuovo a queste sparate.

Tra provini e dilemmi sentimentali, abbiamo l’introduzione di Ryder (quel Blake Jenner vincitore del Glee Project di quest’anno) come nuovo interesse amoroso di Marley: la cosa funziona, l’alchimia tra i due è tanta e si vede. In effetti, sono le interazioni tra questi personaggi a destare un po’ più di interesse nelle vicende liceali del nuovo Glee Club. Certo, il triangolo (o quadrato, se includiamo anche la nuova Quinn) è sempre stato abusatissimo nelle serie indirizzate ai teenager, questo incluso, ma non possiamo certo sperare in un miracolo.

Sul fronte “sociale” torna alla carica il problema del bullismo, passato adesso su Wade ed il suo desiderio di interpretare il femminile ruolo di Rizzo. Riesce a spuntarla (per ora), ma mette in evidenza uno dei tanti problemi che affligge questa serie: l’incoerenza. E mi riferisco stavolta a Sue la quale, nonostante abbia ammesso i suoi errori in passato, torna ad essere la solita Sue, come se niente fosse cambiato. Si schiera apertamente contro Wade, perché questo no, questo è troppo. Secondo quale schema mentale? Ma Sue non è la stessa che si sentiva in colpa per tutte le violenze contro Kurt? Non era quella che si sentiva responsabile per il tentato suicidio di Karofsky? Purtroppo Glee non è nuova a cambiamenti umorali del genere, ma ogni volta è sempre più fastidioso.

Sul fronte musicale, nulla di particolarmente brillante, ma c’è un buon amalgamarsi di canzoni pop e canzoni di Grease. I duetti funzionano, ma per carità insegnate a questi ragazzi il lip sync.

Voto: 6

4×06 Glease

Glee - 4x05/06 The Role You Were Born to Play & GleaseTorna New York, tornano Kurt e Rachel. E tutto torna a ruotare intorno a loro. Se la cosa non fosse già evidente dall’episodio in sé, basterà notare l’interpretazione di “You’re the one that I want” dove i nuovi attori vengono rapidamente sostituiti dai vecchi, che tornano a farla da padroni sul palcoscenico. E la differenza purtroppo si vede, non per inettitudine dei nuovi (ripeto, Marley e Ryder funzionano anche bene), ma proprio per la prorompente forza dei vecchi. Quasi tutti, almeno.

C’è un fattore che accomuna questi due episodi a tutto il resto della stagione: la totale incapacità di gestire i personaggi degli scorsi anni. Se, infatti, escludiamo per ovvie ragioni Finn, Rachel e Kurt, tutti gli altri fanno di tanto in tanto delle comparsate del tutto sterili ed inutili. Prendiamo Mercedes e Santana in questi due episodi: a cosa sono servite? Quale reale utilità hanno avuto per la narrazione della serie? Non solo non hanno praticamente cantato se non qualche nota qua e là, ma sono anche state sfruttate malissimo. Ci si domanda, allora, quale sia il progetto che gli autori hanno in mente per le vecchie glorie che fanno ritorno: arrivare in soccorso quando la trama traballa, nella speranza di non perdere il pubblico affezionato? Perché, diciamolo, non fanno altro che questo. Ed è un vero peccato, perché quando tornano in scena catalizzano immediatamente l’attenzione su di loro. A questo punto è evidente che gli autori abbiano avuto paura della loro scelta di mandare via i senior, nella speranza ora che farli rivedere di tanto in tanto sia un buon modo per passare ai nuovi.

Glee - 4x05/06 The Role You Were Born to Play & Glease

In questo sesto episodio finalmente vediamo il tanto atteso musical di Grease, che tutto sommato funziona, le scene sono credibili e in più occasioni anche divertenti. Di nuovo, però, ad attirare l’attenzione sono le vicende tra le due coppie scoppiate Finn-Rachel e Blaine-Kurt, con i primi che sembrano aver deciso di andare avanti ed i secondi per i quali c’è ancora qualche speranza. Rachel, in particolare, è al centro di fuochi incrociati, con una Cassandra in stato di grazia per sensualità e cattiveria. Kate Hudson continua a stupire per la perfetta aderenza ad un personaggio molto borderline, che prosegue nel suo infantile progetto di mortificazione nei confronti di Rachel. Finendo (presumibilmente) a letto con Brody, spezza nuovamente il cuore a Rachel che per questa ragione è anche costretta a chiudere tutti i ponti con Finn, non ancora pronto a sentirla parlare di un altro uomo.

Non va meglio a Kurt, che deve affrontare il tradimento di Blaine. I due sono palesemente innamorati e devastati, ma stavolta Kurt ha tutte le ragioni del mondo per avercela a morte con l’ex. Non si sa bene come faranno evolvere la cosa (ci sono pochi dubbi sul fatto che torneranno insieme), ma la separazione tra New York e l’Ohio si fa quanto più netta possibile.

Degna d’attenzione è poi la vicenda di Marley che viene spinta da Kitty (un incrocio stupido tra Quinn e Kristin Chenoweth) nel mondo della bulimia. Per una ragazza cresciuta con l’esempio di sua madre, fortemente obesa, è un’alternativa sicuramente allettante. Certo, la storia del vestito che viene ristretto ogni notte è surreale, di quel surreale che solo Glee può permettersi, ma funziona per far entrare in gioco altri importanti elementi. Vediamo dove gli autori vorranno andare a parare, ma ricordiamoci che questo è un vero e proprio campo minato.

Se Wade deve anche affrontare le difficoltà con i genitori che lo vorrebbero più morigerato, Schuester lascia il Glee Club in mano a Finn. Probabilmente non lo vedremo per un po’ e la cosa potrà essere utile per dare maggiore identità alla figura del ragazzo che lo sostituisce (questa cosa ovviamente accade solo nella scuola di Glee, eh).

Ottime le performance musicali, in particolare “There Are Worse Things I Could Do”  e l’immancabile “Greased Lightning“.

In definitiva, la pausa a Glee sembra aver giovato. I motori, finora tenuti al minimo, si stanno riscaldando e stanno anche macinando bene, nonostante i limiti e le abituali difficoltà che Glee ha deciso autonomamente di imporsi.

Voto: 7+

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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2 commenti su “Glee – 4×05/06 The Role You Were Born to Play & Glease

  • Irene

    Sono d’accordo sull’assoluta incapacità degli autori di gestire i vecchi personaggi. Gli unici che hanno trovato senso sono Kurt, Rachel e ora Finn, ma se devono far tornare Mercedes solo per farle fare da giudice in stile x factor, allora possono anche lasciarla stare a Los Angeles!

     
  • Chiara

    Avrei preferito l’inizio di un nuovo ciclo, fin dall’inizio della scorsa stagione. Avrei preferito che non si impelagassero con la scelta improvvisa di “Oh, so che abbiamo detto che Blaine è un Junior e quindi ora dovrebbe diplomarsi, e che non abbiamo mai fatto niente per far capire che Tina e Artie fossero più piccoli degli altri, ma facciamoli tornare indietro di un anno e giochiamo a staccarli tutti!!!”, perchè se già non riuscivano a gestire 15 ragazzi(!) e 5 adulti(!!) con almeno 3 coppie di punta(!!!) mentre erano tutti nello stesso posto, staccandoli tutti stanno facendo anche peggio!!!
    Ho amato la 4×05, perchè era semplice, SOLO AL MCKINLEY e questa cosa mi mancava, poi perchè hanno finalmente cominciato a giostrarsi bene i nuovi personaggi, e Kitty si allontana sempre di più da Quinn (perchè Quinn era sclerata, ma mai COSì stronza)… Ma poi alla 4×06, il CAOS. Di nuovo. E anche se i nuovi mi piacciono, concordo quando dici che i vecchi li oscurano completamente, e se poi li rimetti tutti insieme, è un casino. Voglio vedere quando tornerà Quinn.