Homeland – 2×11 The Motherfucker with a Turban 6


Homeland – 2x11 The Motherfucker with a TurbanOrmai ci siamo: manca un solo episodio alla conclusione della seconda stagione di Homeland. Arrivati a questo undicesimo appuntamento, si può affermare che quest’anno la serie TV ha superato se stessa: se la prima stagione, infatti, era ottima, questa non può che essere definita superba.

Non posso esprimermi che in questi termini: Homeland, che già ha fatto incetta di premi per il suo primo anno in TV, non potrà che vincerne altrettanti, se non addirittura di più, per una stagione che è perfetta sotto molti punti di vista. Il cambiamento di Brody, l’evoluzione di Carrie e tutto il forte contorno di personaggi secondari hanno fatto in modo che questa serie potesse svilupparsi brillantemente sia sotto il profilo della trama, sia sotto quello dell’analisi dei personaggi.

Questo undicesimo episodio è, in un certo senso, un vero e proprio finale: con la morte di Abu Nazir si concludono, almeno per ora, le tribolazioni di Brody e Carrie, ufficialmente fuori dai pericoli sinora intercorsi. Che poi non sia vero, lo sa solo lo spettatore.

Homeland – 2x11 The Motherfucker with a Turban

Partiamo ovviamente da lei, da Carrie, uno dei personaggi più belli dell’intero panorama televisivo: da quando l’abbiamo conosciuta, la donna ha dovuto sopportare torture fisiche ma soprattutto mentali. Un po’ per la sua malattia, un po’ per la sua attitudine a buttarsi di testa nelle cose, Carrie è stata spesso estromessa ed allontanata, accettata e poi rifiutata. Le cose hanno preso la giusta direzione quando si è scoperta la realtà sul tradimento di Brody: da quel momento non è più stata vista come la pazza, ma come quella che, forse, sa fare molto bene il suo lavoro. Tutto sarebbe andato per il meglio se non fosse che quell’amore costruito a tavolino per ottenere informazioni da Brody in realtà è divenuto vero amore. Questo sentimento osteggiato da tutti, compresi i due protagonisti, è ora innegabile ed evidente: lo sanno loro e lo aveva capito anche Abu Nazir, che ha contato proprio su questo per uccidere il Vice Presidente.

Sapevamo già da tempo che Carrie aveva una partita aperta con Abu Nazir: non solo perché per colpa sua ha passato un anno d’inferno, ma soprattutto perché finché l’uomo rimarrà attivo e in vita, il suo rapporto con Brody non potrà in alcun modo evolversi. D’altronde la sua caparbietà, il suo tentativo – fallito – di creare empatia con Roya, la testarda decisione di insistere nell’impossibilità che Abu Nazir sia fuggito, rendono evidente come, sentendosi ad un passo dalla fine, la donna non possa proprio accettare la sconfitta.

Homeland – 2x11 The Motherfucker with a TurbanIl suo pianto liberatorio alla vista del cadavere di Abu Nazir fa da specchio a quello di Brody il quale, ricevuta la notizia, non può che sentirsi nuovamente vivo e fors’anche libero; libero non solo dal doppiogioco che lo stava distruggendo, ma finalmente sciolto dalla “prigione” che era diventata la sua famiglia. Brody non è mai realmente tornato dall’Iraq, la persona che era diventata era inaccettabile per Jessica e per Dana. E se quest’ultima rende tutto palese grazie ad una vera e propria crisi isterica (inizialmente folle, ma poi coglie nel segno con il parallelo con Mike), la conversazione finale tra marito e moglie è l’atto decisivo, che permette loro di togliere quelle maschere che si erano addossati. Jessica, ora, potrà dedicarsi alla famiglia e a Mike; Brody potrà andare da Carrie e provare la sua nuova vita.

Tutto questo, però, esiste solo se si guarda l’intera vicenda attraverso gli occhi dei protagonisti, del tutto ignari dell’accordo tra Estes e Peter. Attraverso il colloquio che c’è tra il direttore dell’Antiterrorismo e Saul (il nostro amato Saul), si conferma ancora una volta ciò che avevamo visto negli scorsi episodi, ossia l’intenzione di eliminare Brody dall’equazione. Nonostante l’accordo (“Noi non facciamo accordi con i terroristi”), Brody è diventato un elemento scomodo, una possibile scheggia impazzita e soprattutto la rappresentazione degli errori della CIA. C’è però da sottolineare il fatto che Peter in questo episodio, sicuramente più del solito, ha seguito le intuizioni di Carrie in maniera pedissequa: sia quando lei sospetta di Galvez, sia lasciandola parlare con Roya ed infine anche quando la autorizza a tornare nella fabbrica abbandonata.

Homeland – 2x11 The Motherfucker with a Turban

Saul viene spinto fuori dall’Agenzia, ma siamo certi che il suo ruolo sia ancora tutto da confermare. Difficilmente, infatti, uscirà dalla scena. Il parallelismo di cui si era parlato tempo fa tra le due anime della CIA sembra dare la vittoria, almeno per ora, al lato più oscuro e violento rappresentato dal non-dialogo di Estes.

Anche quest’episodio si mantiene su livelli straordinari, anche se non del tutto scevro da difetti (nessuno, ad esempio, ha sospettato nulla sul pacemaker del Vice Presidente?) che, nell’armonia generale, possono anche essere ignorati.

Adesso manca solo il finale. Un finale che, se si mantiene sui livelli finora gestiti, non potrà che essere straordinario ed avvincente.

Voto: 9

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Informazioni su Mario Sassi

Un po' romano un po' napoletano, ha preparato la sua valigia di cartone e se n'è andato a Philadelphia, nella speranza di incrociare Rocky alle prese con un nuovo allenamento. Tra letteratura, cinema e serie TV si domanda ancora come faccia a trovare tempo per respirare.


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6 commenti su “Homeland – 2×11 The Motherfucker with a Turban

  • MarkMay

    Allora solo un paio di cose: la prima è che quoto assolutamente il sentimento di aver assistito ad una sorta di season finale nella penultima puntata, ma è esattamente quello che era successo l’anno scorso nel penultimo episodio,quindi mi sembra una scelta abbastanza azzeccata… La cosa che più mi lascia perplesso (perplessità avuta anche nell’episodio precedente a questo) è il fatto di non lasciare alcun dubbio sulla schizofrenia dei personaggi… Se la stagione scorsa si avevano dei dubbi su Brody e come si sarebbe comportato nei confronti di Carrie,di sua moglie e dei suoi figli (oltre all’incertezza sul rapporto Carrie/Saul) questo Season finale non lascia traccia di dubbi (se non nel personaggio di Peter Quinn).
    Per spiegare meglio credo che abbiano tirato fuori 2 episodi eccezionali,pieni di adrenalina e di azione, ma abbiano troppo facilmente schematizzato ciò che è stato il punto forte del telefilm,ovvero la “schizofrenia” di Carrie e Brody. Vederli sicuri di VOLER stare insieme a qualunque costo come due novelli Romeo & Giulietta (Claire Daines docet xD) secondo me toglie qualcosa sia ai personaggi che alla storia, tutto qua.
    Anche perchè abbiam sempre detto che la costruzione dei personaggi aveva permesso di passare oltre a degli evidenti “buchi” e forzature nella parte action del telefilm (oltre al fatto del pacemaker,sta storia di Abu Nazir nascosto senza che NESSUNO abbia minimamente pensato che potesse essere nascosto lì mi ha fatto un pò storcere il naso), per cui portare Homeland ad un semplice sviluppo narrativo orizzontale può essere rischioso. Attenzione,non dico che Homeland rischi di diventare un telefilm come tutti gli altri (la scena dell’interrogatorio di Roya ce lo ha dimostrato appieno),però forse sarà meglio avere magari meno spunti narrativi e trattarli TUTTI in maniera consona,perchè ho avuto l’impressione che abbiano messo troppa carne al fuoco e che quindi (inevitabilmente) qualche situazione è sfuggita un pò di mano…

     
  • madshouse


    MarkMay:

    ho avuto l’impressione che abbiano messo troppa carne al fuoco e che quindi (inevitabilmente) qualche situazione è sfuggita un pò di mano…

    E’ evidente come gli autori di Homeland siano del tutto disinteressati a tirarla per le lunghe. Altri show runners probabilmente con il materiale usato da H. quest’anno ci avrebbero campato almeno 2/3 stagioni e non credo di esagerare. Sta di fatto che, nonostante l’abbondanza il livello di qualità di questa seconda stagione sia ampiamente sopra la media e la “vigilia” del season finale ne è la conferma.
    Ogni volta che credi di sapere in quale direzione va lo show, lo show stesso ti esplode tra le mani, la presenza di Abu Nazir, negli Usa, il suo diretto coinvolgimento, la sua morte, narrati nei 120 minuti degli ultimi 3 episodi ( se si esclude la parte finale del 2.08). Questo ti fa amare a tal punto Homeland che riesci a sorvolare su alcune questioni un pò tirate per i capelli ( il rapimento in pieno centro, la facilità con cui Brody entra nell’ufficio del vice presidente senza che nessuno lo veda o gli chieda conto e ovviamente il pacemaker manovrato a distanza) e sopratutto ti convince che gli autori hanno in mano delle carte almeno uguali se non superiori per la futura narrazione.
    L’ultima cosa su Carrie:
    è spinta da qualcosa che va oltre l’umana comprensione è stata rifiutata e poi ripresa, minacciata, rapita, picchiata e salvata, l’immagine di lei che vaga all’interno dell’edificio in cui si nasconde Abu Nazir è di una drammaticità ineguagliabile. Guardatele il volto: esprime terrore puro, stanca e sfiancata dalla prigionia, fisicamente debole eppure contro ogni ragionevole motivo per andarsene affronta l’oscurità per stanare il terrorista che insegue da una vita. Sa che non ci sarà un’occasione grande come questa: adesso o mai più. E’ impressionante come la Danes riesca ad immergersi cosi profondamente, la sua è un’interpretazione vibrante,ti tiene incollato e senza fiato.
    E la nomination ai Golden Globe è solo la naturale conferma di quanti sia brava

     
  • MarkMay

    Io sono assolutamente d’accordo sul fatto che Homeland abbia rinchiuso dentro di sé in questi episodi situazioni che avrebbero potuto TRANQUILLAMENTE portare avanti per un’intera stagione (basti pensare al ritrovamento da parte di Saul della videocassetta di Brody, sarebbe stato un finale di stagione coi controfiocchi, eppure se la sono “giocata” già al terzo episodio) e questo gioca assolutamente a loro favore… Detto questo (e ribadendo che parliamo di un telefilm di una bellezza superiore rispetto a tutta la fuffa che si vede in giro) ho trovato la prima parte di stagione molto più interessante e approfondita della parte finale (non che sia un’eresia, ma ovviamente quando fai un inizio così esplosivo ti aspetti che il finale sia ancora più scoppiettante-senza dimenticare che cmq manca ancora un episodio-). Cmq aspetto l’ultima puntata per vedere che basi metteranno alla terza stagione,solo lì potremo giudicare se alcune scelte degli ultimi episodi sono giustificati dal risultato finale (e sono convinto che sarà così).
    Ps:Owiamente mi unisco anche io ai complimenti per la recensione 😉

     
  • madshouse

    si anche io sono estremamente curioso di vedere cosa si “inventeranno” per la 3° stagione proprio perchè molte trame ed percorsi sono esauriti. O no? 😉

     
  • MarkMay

    Beh io credo che punteranno la terza stagione sulla fuga tra Carrie e Brody dalla CIA.Adesso come adesso l’unica storyline lasciata in sospeso da questa stagione è (oltre al disguido tra Saul e Estes) proprio quella dove la CIA (Quinn,Estes,Dar Adal) cerca di far fuori Brody. Siccome credo che Carrie appena scoperta la verità non avrà esitazione nel mettersi dalla parte di Brody (sia per amore ma anche per la parola data sulla fiducia in Q&A) e quindi propenderei per una terza stagione basata sul contrasto Romeo & Giulietta-CIA, non escludendo una vera e propria fuga in stile seconda stagione di Prison Break tanto per intenderci… Cmq sono solo speculazioni,al season finale l’ardua sentenza