
In passato avevamo evidenziato come Glee si muovesse molto sulla comodità di essere una serie ben rodata ed una macchina sforna-singoli. Negli ultimi due episodi è evidente che il gruppo autoriale abbia cercato di riprendersi il ruolo centrale che dovrebbe giustamente avere; tuttavia, dire che il lavoro è tornato ad essere ottimo è una cosa ben lontana dalla verità, soprattutto per un eccesso di schizofrenia costante.
Glee 4×13 “Diva”
Prendi i due personaggi mediamente preferiti dal pubblico, Rachel e Kurt, e falli sfidare tra di loro in una gara canora; tutto il resto è noia.

Rachel è ormai piena di sé: sta con un ragazzo esteticamente gradevole, è alla NYADA con una schiera di lacchè ed ha già vinto una competizione. Indubbio, quindi, che si monti la testa con estrema facilità. Perdere contro Kurt sulle splendide note di “Bring Him Home” tratta da “Les Misérables” è la doverosa doccia fredda che la porterà nuovamente con i piedi per terra. Rachel comprende chiaramente che si trasforma in un mostro, in una “Diva” quando il successo riesce a sopraffarla; avere Kurt vicino, o comunque avere una persona che la tiene ancorata al suolo, è il suo unico modo, ora come ora, per non perdere la testa. L’amicizia tra Kurt e Rachel si conferma, ancora una volta, come l’elemento più forte della narrazione di Glee.

Se la cotta di Tina nei confronti di Blaine raggiunge livelli altissimi e fortemente imbarazzanti, gioca un ruolo importante anche Finn ed il suo bacio ad Emma nel peggior momento possibile, ossia durante una crisi isterica dovuta all’imminente matrimonio della donna. Il sospetto ci era già venuto ad inizio episodio, con un’insolita interazione tra due personaggi che non hanno avuto molto da vivere insieme. Il fatto che Emma sia fuggita terrorizzata fa ben sperare, certo è che il matrimonio potrà riservarci delle sorprese.
Voto: 6 ½
Glee 4×14 “I Do”
Finalmente siamo arrivati al tanto atteso matrimonio tra Will ed Emma. La loro storia, tra alti e bassi continui, va avanti ormai da quattro stagioni, ma gli autori hanno ritenuto preferibile non chiudere questa enorme storyline e portarla avanti ancora per un po’: tuttavia il matrimonio fallito, dovuto all’assenza di Will ed ai soliti problemi di Emma, è una pagina che avremmo evitato con grande piacere. Ormai la coppia non ha più niente da dire e sarebbe più appropriato che ci si concentrasse su altri aspetti, tanto più che in questo episodio Jayma Mays si conferma un’ottima attrice e performer.
Oltre ad una Sue tornata un po’ più in forma ma ancora depotenziata, sono ovviamente i ragazzi i principali protagonisti, ritornati al solito tira e molla. Qui ci sono vecchi e nuovi sodalizi, in un episodio in cui succede di tutto per non cambiare praticamente niente.

A farne le spese è certamente il personaggio di Rachel il quale, a fronte di un cambiamento di personalità che sembra fallire un giorno sì e l’altro pure, deve barcamenarsi tra il suo amore storico (che l’ha pur sempre abbandonata per mesi) ed il nuovo compagno con il quale convive ma con cui non ha una relazione ufficiale. Rachel, quindi, torna ad essere definita dall’uomo con il quale decide di stare e non per il proprio percorso.
Kurt e Blaine, invece, vivono una situazione di stasi assai particolare in cui è il primo ad avere chiaramente le redini del gioco. I due sono ancora fortemente innamorati tra loro, ma Kurt non riesce a passare sopra l’errore commesso da Blaine; ottimo qui l’inserto di Tina che, se finora non aveva affatto convinto per la sua assurda cotta per Blaine, torna a ritagliarsi un po’ di spazio per funzionare come voce della coscienza di Kurt. I due ragazzi di certo non sono tornati ancora insieme, ma grazie anche all’intervento di Tina qualcosa si sta muovendo.

Ah, c’è anche il bacio di Ryder a Marley ed il San Valentino perfetto organizzato da baby-Puck. Ma interessa davvero a qualcuno?
Questo episodio presenta ovviamente i soliti momenti di schizofrenia, ma rispetto a quanto ci hanno abituato gli autori è un sicuro passo avanti. Nei prossimi episodi si vedrà più chiaramente se è un nuovo inizio o una solitaria ripresa.
Voto: 6 ½

