
Potrebbe essere stata una scelta un po’ affrettata quella di inserire un episodio così decisivo in questo momento della stagione, avendo tutta l’aria di essere la cartuccia principale se fosse stata piazzata alla fine. In questo caso, oltre a una dimostrazione di grande coraggio, potrebbe anche essere la garanzia che le sorprese sono tutt’altro che finite. O meglio, l’aver posto il momento della verità a metà stagione, potrebbe testimoniare una ragionata articolazione narrativa che vede una prima parte fatta di caratterizzazioni, fughe dagli stereotipi e dalle aspettative inevitabili visto il testo a cui si fa riferimento; seguita da una seconda in cui il cuore del racconto comincia a rivelare la sua natura più esplosiva per quanto riguarda l’azione e più perturbante relativamente ai contenuti.

Qualche parola ora sul tanto alluso finale. Nella seconda parte dell’episodio Shelby, dopo aver scoperto che la ragazza di origini orientali che teneva nascosta in casa sua è stata liberata e si nasconde nel motel di Norma, scatena tutta la sua ira sulla famiglia Bates. Il misterioso edificio è teatro di un acceso scontro tra Shelby da una parte e Norman, Norma e Dylan dall’altra; in un primo tempo solamente verbale, ma che non ci mette troppo a piazzare al centro le armi da fuoco. Oltre a essere una scena ad alto tasso adrenalinico, questa è anche l’occasione, come spesso è successo in passato, per portare Norman all’esasperazione emotiva – che avviene sempre attraverso la visione della madre in difficoltà – tanto da avere le reazioni irrazionali che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi episodi. Dopo una breve e inaspettata colluttazione tra Norman e Shelby, lo scontro diventa armato e si riduce al solo poliziotto e a 
Nonostante la suspense di cui è pregna questa sequenza, il vero motivo di interesse dell’episodio è riservato agli ultimissimi minuti. Una volta rimasti soli, Dylan chiede a Norma la verità sulla morte del padre di Norman, cosa che fa partire un flashback che è molto più che un semplice riassunto a sorpresa. Grazie a questa sequenza scopriamo che è stato lo stesso Norman a uccidere il proprio padre, che la madre ha organizzato una messa in scena per convincere il figlio e chiunque altro dell’accidentalità di quella morte. Ma perché, persuadere anche Norman? Il vero scopo di quel flashback è di arrivare a ciò che tutti sapevano, ma in molti avevano almeno per un attimo dimenticato: Norman Bates non sarà solamente un serial killer, ma avrà nel disturbo bipolare la principale peculiarità, tanto da dare il titolo al testo da cui prende i natali (Psycho). Norman non si accorge degli omicidi che commette, si trasforma in un’altra persona, assume una personalità nuova, quella di un omicida spietato, che in quest’episodio per la prima volta iniziamo a conoscere veramente.
Voto: 7,5
