
Intendiamoci, non stiamo parlando di un vero e proprio ritorno alle origini: purtroppo da una stagione che non ha avuto un percorso lineare non possiamo aspettarci un finale che sistemi tutte le carte in tavola, dunque alcuni filoni, come quello di Greg e Tamara, risultano ancora immotivati e introdotti solo per dare a Storybrooke e alla serie in generale una minaccia concreta.
La vicenda di Baelfire, invece, sfrutta una storia come quella di Peter Pan e la riadatta alle proprie esigenze, facendo della celebre ombra persa dall’eterno bambino un personaggio dotato di un’identità fortemente caratterizzata e non in senso positivo.
“Second star to the right…”
Mettere in scena il passato di Baelfire era un passaggio obbligato nella narrazione di Once Upon a Time e non solo perché ogni protagonista della vicenda ne ha uno; ma anche e soprattutto perché, tolto il legame con Emma e quel poco che sapevamo dai flashback di Tremotino, l’interesse intorno a questo personaggio non è stato alimentato a dovere. Ricordiamo infatti che la prima puntata della stagione lo vede già coinvolto, eppure si tratta di un personaggio attorno al quale si è detto tutto e niente; sicuramente avergli dato il ruolo di pedina nelle mani di Tamara non ha affatto aiutato il racconto.

“All magic comes with a price”, ci ha sempre detto Tremotino e in generale la serie stessa: e questo sembra dirci anche il rifacimento della storia di Peter Pan. Al di là del significato più pedagogico legato all’allontanamento dalla famiglia, al salto nel buio dell’età adulta e alla responsabilità che subito cala sulle spalle di Wendy (i fratellini da difendere), Once Upon a Time si ricorda di ciò che sapeva fare nella prima stagione e declina la vicenda anche sotto l’aspetto che più si confà alla serie stessa: così Bae, che ha subito le conseguenze della magia perdendo suo padre, si carica anche delle responsabilità di Wendy per salvare la sua idea di famiglia, quella che lui ha visto ormai totalmente distrutta e che ha, seppur per breve tempo, ritrovato nei Darling. La sua ribellione all’ombra – che come tutte le creature del buio teme ovviamente la luce – e il suo salvataggio da parte di Hook avranno certamente delle conseguenze nel finale se e quando i due dovessero incontrarsi – dove sia finito ora Neal rimane un mistero.
We’re not here to steal magic. We’re here to destroy it.

Ormai è una certezza: quando a Storybrooke succede qualunque cosa, ci si rivolge a Gold per un aiutino (che lui prima negherà per poi concederlo a seconda del momento o del classico favore da restituire/da guadagnare), si invertono alleanze in nome della legge non scritta “è uno di famiglia” – con il nucleo familiare che cresce in modo esponenziale ormai da puntate – per poi pentirsene più o meno durante la puntata successiva.
L’ennesimo incantesimo di Gold, nel frattempo impegnato a tenere a bada Lacey che aspira all’immortalità per motivi ancora da segnalare, conduce i Charming a salvare Regina in modo piuttosto macchinoso – odore di sardine? Un modo meno ridicolo non c’era? – ma tutto sommato efficace se non altro in termini di suspense. Era infatti, ahimé, una possibilità quella di vederli arrivare troppo tardi e far trovare loro una Regina in stato confusionale e assolutamente incapace di ricordare i suoi rapitori; l’espediente della memoria azzerata, già usato in termini assurdi nel caso di August, non poteva però essere ripetuto e quindi se non altro la costruzione della puntata ha virato verso lidi migliori rispetto a quelli che potevano essere previsti.

La puntata si muove quindi su piani diversi, alcuni riusciti, altri di dubbia costruzione: la stessa “organizzazione” a capo di Greg e Tamara è una trovata ridicola se tirata in ballo ad un passo dalla fine, e la minaccia “distruggiamo la magia, distruggiamo Storybrooke” rappresenta una strada di prevedibilità che sarebbe stato meglio non intraprendere.
Le evoluzioni dei personaggi continuano ad assecondare una storia che non sembra avere mai avuto in questa stagione un piano preciso; si salva solo l’aspetto favolistico e metaforico, che in questa puntata torna a brillare quasi come un tempo.
Voto: 6 ½

A quanto è quotato dallo Snai che l’organizzazione dietro i due “buchi neri del carisma” ci sono i discendenti di Wendy (o comunque che tutto sia iniziato da lì)?