
Ma andiamo per gradi.
“Know all your questions about shifters and how we do it? Here’s your answer.”
Partiamo innanzitutto da ciò che è immutabile da anni: Sam Merlotte, vale a dire la quintessenza della sfortuna.
Se precedentemente sarebbe stato da annoverare (assieme a Tara, intendiamoci) come uno dei più irritanti personaggi di sempre, alla luce di questa puntata si palesa chiarissimo che il suo ruolo è in realtà quello di una costante X qualsiasi: i fattori intorno a lui possono mutare, evolvere, regredire, ma non lui. Sam Merlotte è costantemente alle prese con problemi non suoi, in cui si addentra volontariamente, e lo vediamo sempre barcamenarsi in mille guai diversi senza oltretutto essere mai parte del fulcro dell’azione. Si dimena da anni e nessuno sembra essersene accorto; perciò gli sceneggiatori gli rifilano un nuovo amore a stagione che, male che vada, alla fine muore. A questo giro tocca ad Alex, la (ormai ex) convintissima attivista della Vampire Unite Society, che è rimasta sola senza i suoi brothers and sisters, certo, ma che è riuscita a guadagnarsi in compenso una sana sbronza e Sam – appunto.
“I’m really old and I can totally control myself.”
Altro fondamentale punto a favore di questa sesta stagione continua ad essere l’aver riportato il piano della battaglia tra umani e vampiri, quindi – come già detto – ad una storia che ha il sapore dell’origine. Ad avvalorare questa tesi, e a farla avanzare nella migliore delle direzioni, è la frammentazione (strano ma vero) delle varie storyline per nuclei familiari. Riuscire a vedere, nella miriade di personaggi protagonisti, un’organizzazione sensata, che aiuti anche ad avere connessioni non forzate tra una storia e l’altra, ha del miracoloso.
Dopo il rifiuto di Sookie, Bill e Jessica decidono di arrangiarsi per la caccia al sangue di fata e rapiscono quindi le quattro figlie di Andy Bellefleur – four caucasian females, between four and seven feet all and between the ages of 10, and, I don’t know, 50 – balzate, nel giro di qualche minuto, alla terribile età di 16 anni. Ecco uno dei primi frangenti in cui la puntata è al meglio: quattro neo Arlene, neo adolescenti, neo ribelli che comprano birra e cercano festa, adescate da una vampira adolescente. Quello che si chiede a True Blood è di non annoiare, ma creare situazioni verosimili immerse nel paradossale mondo condiviso tra umani e vampiri; quando la serie ha perso di mordente, è stato quando ha appunto smarrito la retta via vampiresca, dove riposano infatti tutte le sue maggiori potenzialità. Perciò il rapimento del dott. Takahashi, il fascino machiavellico di un nuovo Bill (cioè uno Stephen Moyer meno mono-espressivo del solito) e una ritrovata e seducente Jessica, concorrono a quel grande gioco di intrattenimento che è (e deve essere) questa serie; serie che ha pur sempre avuto dalla sua il tocco dello splatter, di quello che non ci dispiace mai. L’esplosione irrazionale di Jessica che beve il sangue delle quattro fate non è però fine a se stessa e si collega direttamente ad un tema fondamentale: il rapporto padri/figli che attraversa tutto l’episodio. Persa nell’imperativo di aiutare Bill, Jessica fa alla fine l’esatto opposto – I was so worried it was gonna be you, but it was me.
“You deserve to be one of us”

“Get the fuck off me or die, Warlow.”

Spero di non dovermene pentire, ma:
Voto episodio: 8
Note:
– ovviamente, deve pur sempre rimanere qualcuno fuori anche in episodi pregevoli come questo: parliamo di Alcide e quindi dei lupi mannari. Quando capiremo come riuscire a collocarli con le altre storyline e Alcide smetterà di fare la parte del culturista sotto anabolizzanti, potremo tornare a parlare anche di loro.
– Niall Stackhouse, aspettiamo fiduciosi il tuo ritorno.



vero, parlando dell’attuale stagione, questa puntata fa parzialmente dimenticare gli errori delle precedenti!
considerato che in quella precedente ho praticamente dormito per tutto il tempo, in questa si sono fatti passi da gigante! bene!
recensione perfetta e miglior episodio dalla 4a stagione. Speriamo non si riveli essere solo un fuoco di paglia!