“If a lady can have a baby in a tree, we can handle this”. Potremmo riassumere con questo aneddoto di Mike Henry, protagonista della serie, il messaggio che il nuovo progetto di Michael J. Fox vuole trasmetterci. The Michael J. Fox Show, che ha debuttato nel primetime del giovedì di NBC, vede il ritorno di Fox ad un lead role, dopo anni da guest star e piccole parti in serie come The Good Wife e Boston Legal.
Questa nuova comedy utilizza l’espediente della commedia per raccontare il rapporto quotidiano dell’uomo con il morbo di Parkinson, un tema ancora inesplorato in tv soprattutto nel modo in cui si è deciso di farlo in questo caso.
La serie segue le vicende di Michael Henry, anchorman newyorkese affetto dal morbo di Parkinson, che dopo cinque anni dalla scoperta della malattia decide di tornare a lavorare nella redazione giornalistica che aveva lasciato. Ruolo centrale è ricoperto dalla sua famiglia, composta dalla moglie Annie, interpretata da Betsy Brandt (Breaking Bad), dai tre figli e dalla sorella Leigh.
Ciò che colpisce di queste prime due puntate è il realismo che permea gli episodi, pur trattandosi di una comedy che, per esigenze di genere, deve prestarsi a situazioni estremizzate o straordinarie per riuscire a strappare una risata. Il lato autobiografico della serie è grande, quasi totale: la realtà si fonde con la finzione, la storia cambia, ma la sostanza resta. Michael J. Fox, affetto dal morbo di Parkinson sin dal 1990, porta sullo schermo la sua vita (apparentemente) senza filtri, costruendo delle sovrastrutture che possano rendere più interessanti le vicende e forse meno doloroso per lui il racconto. Il fatto che la malattia messa in scena sia vera e non recitata fa acquistare ai ventitré minuti del pilota una grande forza realista e quasi documentaristica, forse capitata per caso, ma sicuramente sfruttata al meglio sia dal protagonista che dal resto del cast. La fatica nel girare alcune scene da parte di Michael J. Fox è grande e si vede e,unita alla naturalezza che riesce a mettere in ogni ciak, rende la figura di Michael Henry molto più umana e credibile. Il racconto integra diverse parti tipiche della comedy ad altre di vita vissuta: il rapporto con i fan, quello con i colleghi di lavoro, con la famiglia e con la malattia stessa è qualcosa che verosimilmente Fox ha vissuto sulla sua pelle e si percepisce senza fatica. L’aver integrato la vita di tutti i giorni di Michael attore nella storia di Michael giornalista è senza dubbio il punto di forza della serie, che sfortunatamente dal lato comico non esplode almeno all’inizio, ma di questo parlerò in seguito.
La famiglia dell’anchorman Michael è fondamentale alla buona riuscita della serie, non tanto dal lato comico, ma piuttosto per le dinamiche costruite con il capofamiglia e la sua malattia. Sfortunatamante tutto ancora gira intorno a lui e poche sono state le occasioni per farci conoscere realmente questi personaggi (ma di puntate ce ne saranno alte venti e il tempo di sicuro non mancherà). Betsy Brandt, che interpreta la matriarca della famiglia, risulta abbastanza credibile nel suo ruolo e dispiace che sia il personaggio che si sia fatto meno notare nell’arco dei primi due episodi. La parte della mogliettina supercomprensiva e amorevole nei confronti del marito comunque regge poco, soprattutto se si mettono in mezzo sogni erotici con protagonista la bionda vicina di casa. I figli invece sembrano meglio costruiti, anche se sono ancora dei personaggi acerbi. Ultima la sorella di Michael, che ricopre il ruolo comico a tutti i costi della serie; la parte è già vista e lo stereotipo è vecchio: bocciata!
Ultimo aspetto da analizzare è quello comico: se da una parte questo tipo di comicità non esalta in modo particolare, dall’altra è apprezzabile l’uso misurato delle battute, mai buttate al vento ed inserite nel punto migliore che potrebbero occupare. Se infatti siamo lontani dalla comicità tipica di casa NBC, vedi Parks and Recreation o The Office, le gag anche agrodolci di The Michael J. Fox Show rispettano il tema trattato e non fanno diventare una grande barzelleta la malattia. Il grande rispetto verso questo tema che trapela dal pilota e dalla seconda puntata potrebbe fungere da freno creativo per gli autori, ma anche evitare il politically incorrect a tutti i costi in stile MacFarlane.
Per quanto riguarda gli ascolti, gli spettatori della premiere sono arrivati a 7.50 milioni, portando la serie ad essere la terza più vista nello slot orario delle nove, dopo Grey’s Anatomy e The Crazy Ones, che ha debuttato con più del doppio degli spettatori.
Anche se gli ascolti non l’hanno premiata, la premiere di The Michael J. Fox Show lascia comunque ben sperare che qualcosa di interessante possa costruirsi davanti ai nostri occhi nei mesi a venire, soprattutto confrontandola con le altre nuove comedy piuttosto deludenti che stanno trasmettendo i loro pilot in queste settimane.
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