
In tutto l’episodio è facile notare come i riferimenti a vecchi stilemi della serie siano continui e ben pesati, a partire proprio dal racconto di Barney-Jones con cui si apre la puntata. Eppure la sensazione costante è che si cerchi la risata a tutti i costi, tirando la corda praticamente su ogni sezione, come se non fosse pensabile scrivere una comedy senza esagerare. Esempio di tale scrittura è stato nelle prime puntate il famoso “Thank You Linus” di Lily, che avrebbe potuto essere uno dei leitmotiv del week-end – se ben dosato – e che invece ora lascia indifferenti quando non irritati.
Allo stesso modo, in Knight Vision quasi tutte le trovate vanno oltre quel limite che le rende divertenti, toccando vette di ripetizioni o di “battuta a tutti i costi” che fanno raggiungere sfortunatamente l’effetto opposto.
I forget what it was called, but it’s like the Holy Grail of cups.

L’utilizzo del Cavaliere del Graal e della sua battuta “You chose… poorly” poteva funzionare se non reiterato allo sfinimento, anche con battute di dubbio gusto come quella in commento alla mancia lasciata da Ted al ristorante. Dosare meglio il personaggio avrebbe sicuramente migliorato l’aspetto comico di una puntata che peraltro non risulta originalissima nella trama (Ted deve trovare la donna del week-end, Barney e Robin ci manifestano per la settordicesima volta che sono tanto tanto felici insieme, Marshall deve dire a Lily che ha accettato il lavoro) e avrebbe magari fatto apprezzare di più una battuta già al limite come il terribilmente idiota “She chose… Weasley”.

Reverend? More like Never-end.
Prayer-five.

La storyline del Reverendo ha purtroppo dalla sua solo la buona chimica tra Cobie Smulders e Neil Patrick Harris, mentre la scrittura – tolta qualche battuta – torna sempre sugli stessi punti: se nelle ultime puntate il conflitto da risolvere si trovava all’interno della coppia, ora la difficoltà è esterna (il Reverendo che rappresenta tutto ciò che loro non sono), ma il risultato non cambia. Abbiamo per la quinta volta consecutiva l’ennesimo ostacolo da cui la coppia sembra uscire sempre più forte di prima: la cosa è comprensibile, se si vuole puntare molto in alto per poi farli andare in crisi, ma anche in questo caso sarebbe meglio non tirare troppo la corda.
Lo stesso suggerimento è dunque diretto anche all’eterno viaggio di Marshall, anche se bisogna ammettere che in questo caso unire la presenza di Lily (con la voce di Daphne) ai segmenti “what if” ha raggiunto un risultato migliore del previsto.
La puntata non è dunque interamente da buttare, ma di certo continua ad emergere una forte discrepanza tra la parte creativa e quella più direttamente comica: strafare non ha mai fatto bene a nessuno, nemmeno se si vogliono sparare le ultime cartucce con la stagione finale.
Voto: 6-
Note:
– L’ossessione per gli antifurti old style continua, dopo quelli praticamente identici già riproposti in Lucky Penny (2×19) e in Canning Randy (6×07). Soprattutto è inquietante che Robin sia coinvolta in tutti e tre i casi: sarà un’ossessione tipicamente canadese?
– Altro esempio di ripetizione riuscita male è il “What the damn hell?!”, che avrebbe fatto ridere se limitato alla parte Daphne/Lily e Marshall: ma che senso ha avuto farlo ripetere a Robin? Il troppo stroppia, sempre.

Mi dispiace ma questa volta non sono d’accordo con la recensione; questa puntata secondo me è stata esilarante per tutti e 20 i minuti. Ted mi ha fatto ridere come non faceva da tempo, sembra quasi tornato quello delle prime stagione, Barney e Robin mi sono piaciuti per tutta la puntata, soprattutto la loro falsa storia di come si sono conosciuti, spero che Marshall torni al più presto; sono sicuro che il gruppo al completo + l’introduzione della Mother porteranno questa stagione ad episodi di grande qualità. Per ora la stagione è promossa a pieni voti, ma il bello deve ancora venire.