
«Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada.»
Tirar fuori da un racconto – quel “La leggenda di Sleepy Hollow” di Washington Irving – una serie televisiva adatta per un canale generalista non era impresa facile. Non lo era anche alla luce del mondo ristretto in cui quel racconto faceva muovere i propri personaggi – appunto, la città di Sleepy Hollow – ed del mistero intorno al cavaliere senza testa. Quanto a lungo gli autori avrebbero potuto trattare quest’argomento?

Prendendo a piene mani materiali dal panorama esoterico occidentale, gli autori hanno dato vita ad una narrazione originale (con evidenti punti di contatto con Supernatural soprattutto negli aspetti mitologici) con il grande pregio di intrattenere lo spettatore, mescolando con estrema sapienza momenti comici a momenti ben più seri. Questo, chiaramente, è stato possibile grazie a due degli elementi fondamentali di ogni narrazione: trama e personaggi.


Sebbene abbiano avuto meno spazio, rappresentano un giusto apporto ai due protagonisti anche i personaggi di Jenny e del Capitano Irving e quest’ultimo si rivela essere una vera sorpresa, soprattutto considerando l’incerto inizio; a partire però dall’undicesimo episodio (quello più dichiaratamente horror), veniamo a patti con un personaggio dal profondo tormento per un matrimonio fallito ed una figlia resa disabile da un incidente di cui egli si assume l’intera responsabilità. Il suo carattere vien fuori al meglio e la resa finale, quella confessione – stavolta sì – a difesa della figlia non può che farci apprezzare ancor di più il suo personaggio.
Il vero motivo, però, per cui questa serie ha riscosso il successo che merita è rappresentato alla perfezione dagli ultimi due episodi, in particolare dal “season finale” assolutamente esplosivo. La trama circa le vicende di Ichabod ed Abbie Mills ha l’ampio respiro della lotta contro il Demone Moloch, quella terrificante creatura che aveva già terrorizzato le sorelle molti anni prima. Con un’abilissima mossa di scrittura, il pilot ed il finale si incontrano di nuovo: molte delle risposte vengono finalmente elargite; si raggiunge il bandolo della matassa per scombinare di nuovo tutte le carte in tavola.
Ecco, quindi, la centralità di un personaggio che, con un perfetto colpo di scena, si rivela essere ben altro: quel mite ed amorevole Sin-Eater, interpretato da un sempre più superbo John Noble, si rivela essere Jeremy, il figlio di Ichabod e Katrina; cresciuto nelle peggiori condizioni possibili e costretto per secoli a marcire in una tomba in cui non poteva morire, quello che conoscevamo come Henry è stato liberato da Moloch in persona e reso il Secondo Cavaliere: Guerra. Con la compiacenza di un attore di indiscusse qualità, gli autori riescono ad inserire nella narrazione un personaggio solo in apparenza secondario e, come mostrato nel finale, ad integrarlo senza imperfezioni nel tessuto narrativo della serie. Da notare che si tratta del secondo Cavaliere dell’Apocalisse legato personalmente ad Ichabod. A questo punto è difficile credere possa essere una casualità e sarà importante ricordarlo per il futuro.

Con il secondo Sigillo spezzato, Sleepy Hollow ci lascia sul più bello. Il risultato finale di questa prima stagione è certamente ottimo, con lo squisito pregio di aver creato personaggi e trama di grande fattura. Se a questo aggiungiamo anche ambientazioni in alcuni tratti efficacemente horror (in particolare l’undicesimo episodio) ed una mitologia vasta ed efficace (Washington, la guerra d’indipendenza), non possiamo che promuovere a pieni vuoti questa prima annualità.
Voto 1×11: 8
Voto 1×12: 8
Voto 1×13: 9
Voto Stagione 1: 8 +


Sleepy hollow è stata la sorpresa dell’ anno secondo me, sebbene non sia rimasto troppo sorpreso in quanto a me aveva intrigato già dal trailer(che invece a molti aveva dato l’ idea che la serie fosse una scemenza) .
Dopo una premiere che alla prima visione non mi aveva affatto convinto la serie è cresciuta, però purtroppo portandosi per tutta la stagione degli alti e dei bassi(bellissimo il 2 episodio così così il 3; bello il 4, carino il 5; 6 e 7 carini, 8 bello; 9 e 10 noiosi; 11 carino 12 e 13 ottimi).
Uno dei punti di forza della serie, per quanto riguarda quelli che dovrebbero essere i filler(che poi in realtà non è nessun episodio) è la stilizzazione stupenda dei mostri, il demone degli incubi, l’ albero del 9, il golem…
La scrittura degli episodi non è originalissima, ma è comunque fresca e leggera, come dici nella recensione, con il giusto intercalare di momenti drammatici, comici, movimentati, i flashback insomma la cosa che la serie principalmente fa è intrattenere molto piacevolmente lo spettatore(senza QUASI mai annoiarlo).
Quasi perchè sinceramente gli episodi 9 e 10, che introducevano Jeremy sinceramente mi hanno abbastanza annoiato, nonostante alla luce dell’ ultimo episodio risultino alla fine molto funzionali.
Zombie George Washington trovata pazzesca, ma esagerata.
All’ 11 episodio va fatta una lode particolare, in 10 minuti dove vengono rappresentate possessioni e esorcismi(diciamo) riesce a creare tutto quello che ormai contengono i film dell’ orrore in un’ ora e mezza e riesce a farlo meglio, mettendo una sensazione maggiore di strano e pauroso(in 10 minuti contro un’ ora e mezza). Il 13 episodio è stato stupendo davvero fantastico, colpo di scena finale gestito magistralmente e John Noble da Emmy(anche qui, ma se in fondo non lo ha avuto per Walter… 🙁 ), finale molto drammatico e che lascia lo spettatore con un hype pazzesco, anche qui da sottolineare la stupenda ricostruzione del purgatorio con le anime che si trascinano verso la chiesa e la casa di bambola in cui rimane intrappolata Abbie è davvero geniale.
Che dire applausi per Sleepy hollow !
Il voto per me sarebbe un 7 e mezzo, ma gli do un 8 di incoraggiamento per quanto ha mostrato nel finale e per l’ attesa che lascia nello spettatore.
Sicuramente é una serie amabile e fatta bene, con un protagonista maschile azzeccatissimo. Forse non le darei un voto così alto (un buon 7 mi sembra perfetto), ma riconosco che, tra le nuove serie di quest’anno, é una delle più originali, fresche e godibili.