
Quando Supernatural iniziò la propria avventura televisiva, il canale che la trasmetteva si chiamava ancora The WB e sarebbe diventata CW solo l’anno seguente; questo ad indicare quanto tempo sia effettivamente passato dal suo primo episodio. Non sto qui a tirare i fili delle travagliate vicissitudini seguite alla fine della quinta stagione e all’abbandono in sala di scrittura di Kripke, l’ideatore della serie. Ora che siamo arrivati stentando alla nona stagione, dopo alcune annualità da dimenticare, ci ritroviamo di fronte ad un prodotto che fino a qualche episodio fa sembrava essere tornato agli albori, con una scrittura più attenta e più oculata, con il giusto equilibrio tra filler e trama; cos’è cambiato, improvvisamente?

Anche questi episodi centrali della nona stagione non sono da meno. Adesso che Sam è venuto a conoscenza della possessione dell’angelo Gadreel, il rapporto tra i due fratelli è di nuovo davanti ad un bivio; sebbene stavolta la frattura sembri più grossa del solito – Sam arriva a mettere in discussione persino l’essenza stessa della famiglia, che è stata per molto tempo perno e base della loro relazione – siamo certi che le cose torneranno al loro posto.

Si è soliti vedere Sam dalla parte del torto, ma stavolta non gli si può negare una buona fetta di ragione: Sam era pronto a morire, l’aveva ormai accettato e ci si stava dirigendo anche con una certa fierezza. Dean non ha potuto accettarlo e, per impedire a Sam di abbracciare il proprio “destino”, ha preferito affidarsi ad un Angelo (e sappiamo benissimo quanto poco possa fidarsi di loro) nella speranza di riparare ai danni fatti. Il come sia andata a finire poi, è storia.

Per quanto riguarda invece la narrazione, il problema è rappresentato dalla terribile lentezza con cui ci si muove: tranne che per il marchio di Caino che dovrà essere approfondito in futuro (e che forse Dean ha accettato un po’ troppo velocemente), non succede proprio niente. Certo, scopriamo che fine abbia fatto Garth – utile per approfondire il “razzismo” di cui soffre da sempre Dean, ma risulta anche essere l’eliminazione di un altro personaggio secondario che poteva essere utile – ed abbiamo modo di vedere in azione la divertente coppia Dean-Crowley (quest’ultimo resta ancora il personaggio migliore) e l’inedita Sam-Castiel, ma il resto è niente.
Questa serie necessita urgentemente di uno scossone bello forte. L’ottenuto rinnovo per una decima (!) stagione non può non preoccuparci ulteriormente: quanto ancora a lungo riusciranno a portare avanti una serie che già da troppo tempo si sta dimostrando azzoppata? O si cambia tutto, o si ritorna di nuovo al punto di partenza.
Voto episodi: 5

Parole sante… Sottoscrivo la tua analisi e mi dico che continuo a guardare questa serie solo per una questione di profondo affetto. Ogni volta che la trama sembra decollare con un episodio interessante (quanto mi é piaciuto l’episodio con Crowley e Dean?) ecco subito che la affossano con dei filler terribili subito dopo. Mi chiedo che logica seguano gli autori. Tra l’altro, in questa stagione, ci sarebbero tutte le premesse per una trama orizzontale di tutto rispetto grazie alla “caduta” degli angeli sulla terra, eppure non ne approfittano. Preferiscono gigioneggiare sui soliti casi inutili e sui soliti conflitti fraterni.
Non sono d’accordo con te quando dici che Dean non lascia andare Sam perché non sa stare da solo. Penso che il problema di Dean sia l’enorme responsabilitá che sente verso Sam, sin da quando erano piccoli. Infatti ha spesso atteggiamenti iperprotettivi e paternalistici col fratello.
È proprio questo il bello di Dean che è iperprotettivo,è commovente vedere come si prende cura del nostro sammy,per quanto riguarda il problema dei fratelli in conflitto,è normale,la base di questo show è il rapporto dei Winchester,Non può sempre andare tutto Rose e fiori tra loro,tutto il resto è solo un contorno..