
Il bersaglio principale continua ad essere Boyd Crowder: inversamente proporzionale ai successi del fronte Marshall, c’è la sua insistente crociata per far uscire Ava di prigione. E come ben si addice al suo personaggio, funambolo in bilico tra la ricerca di una nuova forma legale per la sua vita e il continuo ricorso all’omicidio per perseguire i suoi scopi, il tentativo di scarcerazione dell’amata fidanzata procede a suon di cadaveri. La puntata inizia infatti con la morte di Lee Paxton mascherata da suicidio e, a seguire, una veloce sparatoria in luogo pubblico ai danni dell’odiato agente Mooney. La scorsa stagione si era chiusa con la promessa di Boyd ad Ava di un futuro diverso per loro, i loro figli e le generazioni a venire: sono le stesse parole che accompagnano la fuoriuscita definitiva del facoltoso becchino, costretto a morire e a sentire profetizzata la diffamazione perenne del suo buon nome. Se le radici territoriali e familiari sono un aspetto fondamentale della serie, strettamente legate al luogo di Harlan County (vero e proprio personaggio a tutto tondo), lo è altrettanto la declinazione di futuro che ha continuamente permeato tutte le stagioni di Justified: da un lato, abbiamo la programmazione dell’oggi in funzione del domani, la volontà di assicurare un avvenire diverso e il riscatto retroattivo anche per le passate generazioni familiari; dall’altro, invece, si sono susseguite storie di allontanamento dalle proprie radici, la volontà di essere diversi e di obliare il proprio passato, fino alla costruzione di un presente che tanto più cerca di allontanarsi dall’odiato punto di partenza, tanto più finisce per avvicinarcisi.

A far gioire l’altra metà dei protagonisti arriva, però, il segmento probabilmente più bello della puntata, con Art protagonista assoluto. Da sempre trincerato dietro le azioni del suo agente più famoso e appariscente, i ruoli per una volta si scambiano e il faccia a faccia, con tanto di tipiche battute all’Ok Corral di Raylan, si sposta tra lui, il cattivissimo Marcos, Picker e l’onnipresente Duffy – il tutto in una tavola calda che assicura l’effetto “western ma non troppo”, tipico della serie. E per chiudere in bellezza la sua carriera, ecco che resuscita il famigerato Theo Tonin, creduto morto dopo la carneficina che chiudeva la quarta stagione: torna giusto il tempo per far scoprire che a morire è stato Sammy e per far completare ad Art, nel migliore dei modi, il suo ciclo operativo. Ciò si ricollega al senso di famiglia e futuro citati prima: quando viene a mancare quel legame vero, che va oltre il semplice legame di sangue, la morte di un padre, di un figlio o di un cugino è solo un minimo ostacolo da superare per aver salva la propria pelle e a qualsiasi costo. È questo doppio volto che rende ancora più interessante Justified, dove non esistono gli assolutamente buoni o gli assolutamente cattivi, ma la membrana che li separa lavora per continua osmosi, facendo sempre cambiare volto agli eventi e ai suoi protagonisti. Così infatti termina anche la puntata: lo stesso Raylan, che aveva lasciato correre (se non spinto) l’omicidio di Theo per calcolata vendetta, aveva oltrepassato per un pelo il sottile confine tra omertà e legalità, fino ad incappare nel rischio di essere scoperto come quell’agente federale che, “pare”, abbia visto tutto: Picker non tradisce ma, per una volta, sarà lui a voltarsi indietro, tornare da Art e decidere (forse) di essere onesto. Ora il dubbio è: quali saranno le conseguenze? O meglio, ce ne saranno? È su queste note che si chiude Shot All To Hell per aprire ad una seconda fase che si preannuncia davvero appassionante.
Il quadro comincia a delinearsi sempre più chiaramente e su ogni fronte continuano ad accumularsi cadaveri, reati, capovolgimenti e nuovi schieramenti. La puntata non esce completamente dalla fase preparativa, ma ha iniziato a fare quello che Justified sa fare meglio: sparare. Ma è tempo di far rimettere Boyd e Raylan l’uno di fronte all’altro – e sarà proprio lì, in quel momento, che la stagione entrerà davvero nel vivo.
Voto episodio: 8



sto recuperando solo ora il treno di justified e….. è uno spettacolo! un susseguirsi di situazioni e dialoghi coinvolgenti che hai tradotto perfettamente nella tua recensione
Ciao! Grazie mille, e soprattutto bravo: stai recuperando una delle serie più belle ed ingiustamente ignorate di sempre!
A presto!