
Hannibal va verso un finale di stagione che si preannuncia epico, immerso in una tenebra talmente fitta che comincia seriamente a inquietare anche il meno impressionabile dei fan.
I don’t hide from God
Appunto, è proprio questo il concetto: Hannibal dice chiaramente a Will che non prova un minimo di vergogna per quello che fa. Lo psichiatra ha chiaramente un concetto tutto suo di divinità e della figura di Dio: una presenza onnipotente molto diversa da quella dipinta dalle varie religioni.

Le metafore sono state sempre il pane quotidiano di Hannibal, ma si è arrivati ad un punto talmente alto che non si riesce a distinguere più quando questo intento di usarle ci sia davvero o quando sia solo una dimostrazione di pura arte, come la vita del protagonista.
She’ll not rise from the ashes but her killer… will.
Questa seconda stagione è nettamente superiore alla prima, già di alto livello: non tanto da un punto di vista meramente investigativo – credo che Crawford sia il personaggio meno forte dell’intera serie – ma quanto da quello della pura orizzontalità degli eventi, riferiti alla serie stessa: Hannibal – il personaggio – dà addirittura il titolo alla serie, e non può che essere considerato il protagonista. Ma il gioco si ribalta in questa seconda annata, dove il fulcro di tutto è Will Graham, vero motore di tutti gli eventi scatenatisi.

The only thing that you, your sister and I have in common… is the same psychiatrist.
La sottotrama dei due fratelli Verger funziona non tanto nella sua costruzione presa a se stante, ma nell’ottimo incastro nel racconto della manipolazione di Lecter di tutti i personaggi della serie: la rovina che Hannibal ha portato nella vita di tutti quelli che lo circondano fa impressione, se pensiamo che il suo personaggio è talmente affascinante che inconsciamente tutti abbiamo fatto il tifo per lui.
Il ribaltamento che si ha con la diabolica Freddy Lounds, che non è affatto morta, era forse prevedibile se pensiamo allo scioccante flash forward della 2×01: certo è che l’effetto sorpresa, nell’immediato, è abbastanza riuscito da farci riconsiderare tutto quello che abbiamo visto fino a qui.

Hannibal è un clamoroso gioco di specchi dove si crede di vedere una cosa quando in realtà questa non c’è o è talmente distorta che bisogna guardarla da un altro punto di vista; una seconda stagione al limite della perfezione che arriva a due passi dal finale insinuandosi nella nostra mente e scavando nel nostro pozzo nero come quasi nessuno è riuscito a fare nel recente passato.
Voto: 9

Concordo in toto con l’analisi ed il voto!
La serie sta diventando anch’essa un MOSTRO,e con il season-finale
potrebbe elevarsi fra le grandissime!
Giusto secondo me,qualche piccolo neo…
ad esempio a me,(nonostante la magnifica interpretazione di Michael Pitt) il personaggio di Mason Verger appare un pò troppo “caricaturale”, e stona un pò con l’ambient serioso e drammatico dell’opera di Fuller…mentre dal mio punto di vista,calza a pennello Margot che dà un fantastico tocco “Noir” alla serie!
Vedremo l’evolversi!
AH!DIMENTICAVO:
Il Piatto d’entrata,”l’Ortolano”,esiste eccome!
http://bizzarrobazar.com/tag/ortolano/
Seconda stagione davvero straordinaria (e non è un caso che il motivo principale sia l’uso di una trama prettamente orizzontale), funziona tutto alla perfezione: regia, fotografia ed interpretazioni assolutamente impeccabili. Aspettiamoci i fuochi d’artificio per le due puntate finali!