
Questa seconda annata è stata impostata in modo profondamente diverso dalla prima stagione, più introduttiva e “misteriosa” sotto molti aspetti; questa nuova decina di puntate ha cercato di portare più risposte ai temi sollevati sin dal pilot ed è riuscita senza dubbio a mantenere alta l’attenzione anche per tutte le strade rimaste aperte o create ex novo proprio quest’anno.
È però difficile non notare come la necessità di mettere tutto insieme e di far percepire il livello cospirativo abbia creato dei nodi a livello narrativo, in cui anche solo capire chi sta da una parte o dall’altra si fa fin troppo complicato; ora, è normale che un po’ di confusione sia percepita anche dal pubblico, ma personaggi come Siobhan e Paul (non ultima Marion) sono passati sotto luci diverse un numero di volte decisamente troppo alto per sole dieci puntate.
2×09 Things Which Have Never Yet Been Done

La storyline di Alison e Donnie, scollegata da Proletheans, DYAD (a parte Leekie) e simili, ha vissuto e brillato di luce propria dall’inizio alla fine, complice la petulante DeAngelis e un Vic tornato in tempo per fare danni. La decisione di mostrare Donnie inconsapevole delle dinamiche del clone-club ha fatto sì che il suo rapporto con Alison potesse ricostruirsi su basi più nuove e fresche, e l’intesa tra i due personaggi ne ha risentito in modo più che positivo – solo due come loro potevano finire a copulare sul congelatore che aveva tenuto in fresco Leekie.


La puntata, che alterna sapientemente scene d’azione a momenti più intimi come l’intervento a Kira e i dubbi di Sarah e Siobhan, pur con qualche difetto mette in luce le migliori caratteristiche di questa serie, mostrando di saper gestire in questo caso con grande equilibrio la mole di informazioni che è decisa a portare avanti.
Voto: 8 ½
2×10 By Means Which Have Never Yet Been Tried
Posto che anche un episodio non perfetto di Orphan Black è quasi sempre più che dignitoso, c’è però qualcosa che non funziona in questa decima e ultima puntata della stagione: non è tanto l’accumulo di informazioni, plot twist e rivelazioni a pesare, quanto alcune inutili e poco comprensibili scelte che ruotano attorno ai momenti cruciali dell’episodio.


Dove vuole andare a parare? Prima era semplice monitoraggio dei cloni, poi studi sulla malattia, quindi sulla fertilità – forse per un suo desiderio di maternità, ma sarebbe un po’ poco – e ora un’analisi ancora più approfondita di un’eventuale gravidanza di Sarah, come sembra suggerire il dottor Nealon in sala operatoria.
Tutto è collegato, ovviamente, ma proprio perché la natura della donna è già fortemente ambigua sarebbe necessario con la prossima stagione fissare dei punti un po’ più fermi e concreti a riguardo.

Uno sguardo, infine, alle interazioni tra le sorelle, con la bellissima scena in casa di Felix in cui la Maslany dà sfoggio di tutte le sue capacità con un’esibizione che più che da Emmy diventa direttamente da Oscar. L’abilità con cui infonde personalità ai cloni solo tramite il ballo è di un livello che si può definire inarrivabile e, se si toglie la parentesi Tony che non è stata proprio la migliore idea della serie, ognuna delle sue performance si assesta su livelli davvero eccezionali.

La sezione aurea tatuata sul polso di Cosima rappresenta tutte loro e in fondo tutti noi: così uguali, fatti della stessa materia delle stelle e con elementi chiave che si ripetono identici in ognuno, ma in fondo incredibilmente diversi. Perfino loro, dall’aspetto indistinguibile se non per scelte estetiche, sono in realtà frutto del loro ambiente e dunque diversissime, senza che uno di questi due aspetti prevalga: c’è un equilibrio persino nel rapporto tra uguaglianza e e disuguaglianza, così come la sezione aurea si ritrova identica negli elementi più disparati della natura.
È in aspetti come questo che si racchiude la vera natura di Orphan Black: tolti certi fili a volte fin troppo intrecciati, persino per una serie come questa che ha nel complotto la sua identità, ciò che rimane in nuce è l’uguaglianza eppure la differenza di tutti questi cloni. La loro adattabilità e specificità si scontrano con una sofferenza interiore che è invece comune e sentita da tutte loro, che non sono figlie del caso ma che rappresentano una precisa volontà dell’uomo di farsi dio e giocare con le probabilità. Gli stessi “genitori” dei cloni, Ethan e Susan Duncan, sono stati a loro volta veri genitori e al contempo monitor di una figlia incredibilmente consapevole della sua condizione: la contraddizione insita all’interno della serie è la vera essenza di questo prodotto, che, se imparerà a tenere più a freno la spasmodica necessità di annodare i fili della trama, potrà trovare in una terza (si spera) stagione tutta la forza di cui ha bisogno.
Voto puntata: 7/8
Voto stagione: 8+
Note:
– Prima di scappare Helena ha lasciato i suoi ovuli alle sorelle, permettendo così a Cosima di curarsi. Quindi, a dispetto della scena/presagio in cui la donna sembrava morta, è probabile che per un’eventuale terza stagione si potrà contare sulla sua presenza.
– La chiave per la sequenza dell’infertilità, lasciata da Duncan nel libro L’isola del dottor Moreau, è finalmente finita nelle mani di qualcuno in grado di utilizzarla.
– La scena di ballo è stata girata in due giorni. Si possono vedere alcuni livelli della realizzazione in questo video.

Belle queste ultime 2 puntate piene e dense di avvenimenti come sempre, piene e dense di spunti e colpi di scena come sempre, piene e dense dell’immensa Tatiana Maslany come sempre eppure quest’anno Orphan Black mi ha esaltato meno, i proletians sono stati una storyline confusa e scadente, Helena rapita ogni 5 minuti e qualche piccola cosa un po fuori posto,
Detto questo W orphan black e voto 8,5 anche a questa stagione.
Sì la sensazione è quella: non è a livello del primo anno, eppure come si fa a dire che non sia stata una bella stagione? Avrei apprezzato una minor confusione (di nuovo, Paul?! XD) e qualche scena meno iper-costruita per poi risolversi in un nulla di fatto, però è stata comunque un’ottima annata.
Tatiana Maslany è davvero eccelsa, io non ho più parole. Se penso ad Alison e a Helena e mi concentro sul fatto che sono interpretate dalla stessa persona, stento a crederlo comunque!
Quoto in pieno la recensione, sei stata bravissima a mettere in luce i piccoli problemi che hanno caratterizzato questa annata. Ma, nonostante tutto, la seconda stagione continua a piacermi più della prima. Ha avuto un ritmo diverso, più serrato, più ansiogeno, se vogliamo. Ha premuto il piede sull’acceleratore come pochissime serie sanno fare, mantenendo sempre un livello di tensione e coinvolgimento dello spettatore altissimo. Il tutto fornendo anche delle side-story per ogni clone davvero niente male (e sulla bravura della Maslany nemmeno mi soffermo). Ripeto, i difetti ci sono eccome e tu li hai evidenziati egregiamente, ma per me la stagione ha comunque spaccato più della prima.
Concordo anche io con Francesca, questa seconda stagione con tutti i suoi difetti (tutti ben evidenziati nella recensione) ci ha regalato qualcosa di travolgente a livello narrativo, con scene davvero memorabili. Le storyline di tutti i cloni sono state ben gestite e la Maslany è riuscita addirittura a far meglio dell’anno scorso (cosa che sembrava impossibile).
La prima stagione di Orphan Black è stata una delle migliori novità dell’anno scorso, ma quest’anno la serie ha fatto un altro salto in avanti.
Poi iniziare bene è una grande risultato, che diventa ancora più grande quando riesci a confermarti sullo stesso livello (o lo superi addirittura).
Pienamente d’accordo con la recensione. Anche io penso che questa seconda stagione, pur garantendo un ottimo intrattenimento, cominci a far sentire i primi scricchiolii, inevitabili aggiungerei. D’altra parte sappiamo di guardare una serie che richiede una sempre maggiore dose di sospensione dell’incredulità; ma fino a quando reggerà? Io mi auguro che la terza stagione sia anche l’ultima per evitare che il giocattolo si rompa (o forse che io mi rompa). E’ accaduto alla terza stagione di Scandal per esempio (serie paragonabile per scelte simili sul ritmo e sull’accumulo narrativo) . La scena finale non lascia presagire niente di buono con la storia dei cloni maschi che mi dà l’idea di un espediente narrativo nato dopo il successo della prima stagione; poi però c’è l’impagabile scena nella quale interagiscono le diverse “Tatiane” e allora mi torna l’ottimismo e scaccio foschi presagi …
@Francesca: capisco cosa vuoi dire, che è poi lo stesso motivo per cui nonostante tutto ho dato un voto alto alla stagione. Personalmente io credo che ci sia stata un po’ troppa confusione in più rispetto alla prima stagione, e che sì, questa abbia avuto più ritmo e dunque sia stata anche più affascinante per certi versi, però la sensazione che abbiano voluto fare “troppo” mi ha colpito più di una volta.
@Setteditroppo: la storia dei cloni maschi è stata troppo poco tratteggiata per poter esprimere un parere, è potenzialmente un’ottima storia ma può anche essere un fallimento. Fortunatamente hanno un anno per pensarci! Speriamo che facciano un buon lavoro e che l’attore sia bravo almeno la metà della Maslany =)
Ottima recensione! Ascolta sapresti spiegarmi la parte della 2×9 dove Duncan dice a Cosima che ridurre l’ endometrio per far si che i follicoli non maturassero era la soluzione meno invasiva. Cioè che intendeva? Grazie e complimenti per il sito. 😍
Grazie! La spiegazione sul perché sia una procedura meno invasiva è piuttosto semplice: se l’obiettivo era quello di rendere i cloni sterili, procedere a delle asportazioni (ad esempio) sarebbe stata una procedura complessa e, appunto, invasiva; la sequenza invece crea un’alterazione dell’endometrio, che non sviluppandosi a sufficienza durante il ciclo mestruale impedisce qualunque tipo di gravidanza.