Dopo la parentesi corale del precedente “Close-up“, Girls torna a concentrarsi interamente sulla sua protagonista principale, Hannah, in un episodio che non porta a grandi sconvolgimenti della trama, ma dalla forte valenza riflessiva.
Prendendo spunto dall’Edipo Re di Sofocle, il tema portante della puntata (se non dell’intera serie) viene immediatamente esplicitato allo spettatore: le nostre buone azioni sono mosse da una sincera bontà? O sono solo un modo per non affrontare le nostre sofferenze? Due prese di posizione estremamente contraddittorie che calzano a pennello su Hannah, regina indiscussa dell’ambiguità; ed è proprio su questa dualità di punti di vista che si sorregge l’intero episodio.
Le premesse iniziali lasciano ben sperare per la nostra “eroina”: Hannah si trova incredibilmente a suo agio nel nuovo ruolo di supplente e sembra avere del tutto accettato la rottura con Adam, al punto da avere un appuntamento con un suo collega; ma se lo show di Lena Dunham ci ha insegnato qualcosa in questi anni è che la felicità è un fragile castello di carta e che basta poco per farlo cadere a terra. Hannah, infatti, si contraddice una volta di più, dimostrando che la storia con Adam non è affatto chiusa e che le ferite da lui lasciate sono ben lontane dal rimarginarsi.

Come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco arrivano le rivelazioni di Ace, ex fidanzato di Mimi-Rose interpretato da un hipsterissimo Zachary Quinto. Un esordio col botto per un personaggio tanto stravagante quanto sgradevole, il cui ruolo diventa di primaria importanza nella destabilizzazione di Adam non solo perché rivela di essere ancora innamorato di lei, ma soprattutto perché fornisce a lui (e a noi) un quadro sulla reale natura della ragazza: la vera Mimi-Rose è una persona fredda e incapace di interessarsi a qualcun altro che non sia lei stessa.

Mimi-Rose è tutto ciò che Hannah vorrebbe essere ma che non riesce a raggiungere e, nonostante rimanga il dubbio sulla sincerità dei suoi gesti, lei non riesce a restare indifferente. Dopo una continua serie di provocazioni sul suo rapporto con Adam, Hannah finisce per dare libero sfogo alle sue frustrazioni e a confessare apertamente tutto il rammarico per le mancate ambizioni artistiche e la paura di condurre un’esistenza ordinaria. Una scena come questa, oltre che per la sua intensità drammatica, colpisce lo spettatore per un’altra ragione, molto più sottile: Hannah riesce, con l’aiuto di una “nemica”, ad affrontare le sue insicurezze meglio di quanto abbia mai fatto grazie alle sue amiche.

Un episodio, dunque, che pone molte domande senza darvi risposta, contribuendo a mantenere vivo l’interesse dello spettatore sul futuro dei protagonisti senza ricorrere ad eclatanti colpi di scena. I cambiamenti, molto spesso, avvengono senza che ce ne accorgiamo e Lena Dunham lo sa molto bene: è anche grazie a puntate come questa se Girls può essere considerato, a tutti gli effetti, uno dei grandi Bildungsroman del XXI secolo.
Voto: 8

