Giunti alla conclusione delle elezioni, The Good Wife si mostra ancora incerta circa il percorso da seguire in questa sua nuova fase. Le incertezze e le supposizioni sono ormai archiviate: Alicia Florrick è il nuovo State’s Attorney della contea di Cook, e il cambiamento “politico” della buona moglie ha raggiunto quell’apice da cui non è più possibile tornare indietro.
L’episodio, nella sua semplice costruzione diegetica, si dipana in una bipartizione che ci mostra chiaramente la summa delle conseguenze dell’intero iter della campagna elettorale di Saint Alicia: se da un lato Ms. State’s Attorney cerca di risollevare la sua “santità” seguendo una dichiarata trasparenza, dall’altro la concreta evoluzione del suo operato è costretta a confrontarsi con una linea diplomatica, quanto mai necessaria a mantenere quella sottile increspatura delle acque che marca un buon insediamento d’ordine politico.
All options are open to me, and I plan to decide in 48 hours.
La differenza tra retorica e politica è così lieve che Alicia stenta quasi a vederne le sfumature: la gestione della prima ondata di confronti mostra il peso di un’idealità così astratta da sembrare totalmente impraticabile. Momentaneamente archiviato Elfman, il tiro viene raddrizzato da Eli che, dopo una cospicua assenza, fa un prepotente ritorno, lasciandoci sperare in un più attivo coinvolgimento del sagace spin doctor nell’attività politica di Alicia. La presenza di Eli come occulto burattinaio tende a focalizzare l’attenzione sulla mutata attività professionale della protagonista, sviando la gestione del comportamento politico da quel sottinteso malizioso che si era venuto a creare con Elfman. L’oculato ritorno dello stratega nasconde anche un’altra premessa, ben più interessante: sottolineare quelle direttive del lavoro di Alicia che la qualificano come “diversa” da Peter; il confronto con il marito, infatti, pur essendo una costante che ha marcato a lungo l’intera campagna elettorale, non è mai stato approfondito a dovere. Al di là delle infinite evoluzioni che il personaggio di Alicia ha avuto nel corso di queste sei stagioni, l’unica cosa che è rimasta invariata è quell’immagine pubblica di buona moglie da cui Peter ha più volte tratto consensi elettorali: l’issue di successo del Governatore dell’Illinois è stato, ed è tuttora, il completo appoggio di una moglie tradita e fedele. Lungi dall’avere come linea programmatica qualsiasi intento sovversivo nei confronti del marito, il campo politico resta l’unico terreno di scontro in cui la nostra protagonista potrebbe davvero emanciparsi dall’epiteto che la definisce e connatura.
«I think sometimes you just have to… let off steam, say something nasty». «And sometimes the nasty thing is what people really think».
All’interno della bipartizione che vede mutare l’atteggiamento di Alicia nei confronti di coloro che tendono a proporle l’indirizzo su cui avviare l’insediamento, l’episodio si frattura ulteriormente nella gestione di uno spinoso caso giudiziario: l’accusa contro Wharf Master ha come spiacevole conseguenza la pubblicazione delle mail private dello studio. La gestione del caso non brilla di sagace retorica, ponendo ancora una volta il filone legal in attesa di poter esplodere nella brillante ed efficace cifra stilistica che ha marcato la serie fino ad ora. Tuttavia, il rocambolesco siparietto che si viene a creare, con la “pubblicazione” di ciò che è stato scritto con un intento privato, ha il potere di creare un cortocircuito che mina fortemente la coesione di quello studio che Alicia si appresta a lasciare. Il filo che intercorre tra una cattiveria detta in un momento particolare, senza corrispondenze con il pensiero reale, e l’intento liberatorio che pone qualsiasi frase in armonia con un pensiero taciuto e occultato è così sottile da rischiare di essere completamente risucchiato da una dilagante indignazione. All’interno del caos che segue a tutto ciò, la negoziazione della buonuscita di Alicia assume dei tratti ancora più aspri del necessario: nelle frasi smorzate di Diane, nel rancore di Cary per le continue visite di Castro, a cui fa eco la schiettezza di David Lee, si nascondono le premesse di quel diverbio, mai davvero concluso, iniziato con “The Debate”. La conquistata diplomazia di Alicia – I want you all to know, that this offer does not in any way impact my consideration of your criminal cases, when I’m SA – lascia presagire che lo sviluppo di quel rancore, ancora diluito in un affettato perbenismo, sfocerà tagliente in tribunale.
«Was that a thinly veiled threat?» «Nope. Very clear one».
La scorsa stagione ha toccato i suoi punti più alti nel momento in cui l’asprezza dei toni tra L&G e Florrick & Agos si è riversata tra le aule di tribunale, portando lo show ad un altissimo livello di compattezza tra la parte legal e l’approfondimento diegetico dei personaggi. Il nuovo scenario che si viene a creare con i mutati equilibri narrativi pone le premesse per poter riprendere questa forma espositiva e portarla fino al suo massimo compimento. Per quanto il personaggio di Alicia muti con una graduale e feconda velocità, sono ancora tante le tappe che dovrà percorrere per evolversi definitivamente in Procuratore di Stato: le differenze tra l’ipotesi della candidatura e il reale dispiego delle funzioni di una carica come quella di State’s Attorney sono ancora abbozzate, e per quanto quest’episodio riesca a metterle in luce ciò che emerge con maggiore evidenza è la qualità e quantità del cammino ancora da svolgere.
Ancora una volta, dopo sei annate, The Good Wife riesce a porsi di fronte ad un nuovo inizio: “Undisclosed Recipients”, nella sua lineare ed equilibrata semplicità, è una puntata di raccordo tra ciò che la serie è stata finora e la vetta ideale che potrebbe essere in grado di raggiungere. Il vaso di pandora, riempito fino al suo culmine, è pronto per essere prepotentemente scoperchiato.
Voto: 7 ½
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Finalmente TGW è tornata !!!
Ora che la campagna è vinta voglio vedere dei bei “combattimenti all’ultimo sangue” in tribunale !
Una cosa mi ha lasciato perplessa : Ma Alicia pensava di cavarsela con un diniego alle richieste di chi ha finanziato la sua campagna elettorale ? Ok, non è ancora esperta di politica, ma ne ha masticato un pochetto è mi è sembrato più un escamotage dei King per far rientrare ( meno male che di Elf non se ne poteva più )Eli.
Come a vedere le reazioni alle mail !
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Finalmente TGW è tornata !!!
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Una cosa mi ha lasciato perplessa : Ma Alicia pensava di cavarsela con un diniego alle richieste di chi ha finanziato la sua campagna elettorale ? Ok, non è ancora esperta di politica, ma ne ha masticato un pochetto è mi è sembrato più un escamotage dei King per far rientrare ( meno male che di Elf non se ne poteva più )Eli.
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