
I temi affrontati dalla serie di Channel 4 non sono del tutto originali, ma il modo in cui vengono affrontati sorprende per intensità e fattura. Risulta vincente l’idea di presentarci la decostruzione di alcuni modelli apparentemente perfetti, distrutti pezzo dopo pezzo dall’introduzione dei synth nella loro vita. Questo tipo di analisi può essere condotta su almeno tre diversi livelli: l’individuo, la famiglia e la società.
I don’t believe that Howard is a human. But I also don’t believe that he is an inanimate object that I should be ashamed of having a connection with.

Per capire a fondo la questione, però, bisogna individuare quali sono i tratti che permettono di stabilire cos’è veramente la vita: per il Dottor Millican uno di questi è la paura della morte, elemento essenziale che permette di assaporare appieno il tempo che si possiede, sapendo che prima o poi arriverà il termine della propria esistenza. Il dialogo con Niska è uno dei più belli della serie finora – rafforzato ulteriormente dall’interpretazione di William Hurt – perché permette di esplorare a fondo una delle questioni alla base della serie senza cadere nel banale, rischio non facilmente evitabile parlando di questi temi.
Nel caso di Joe, invece, la questione verte sul tradimento della moglie. La giustificazione dell’uomo sta nel fatto che Anita non sia altro che una macchina, incapace di provare alcun sentimento (“But… it’s a sex toy. It’s not another human being.”). In questo caso la decostruzione della persona di Joe ci impone di interrogarci sulla natura del suo gesto: il tradimento avvenuto è stato l’atto sessuale con Anita o lo era anche solo l’intenzione di volerlo fare?
– But we’re a family.
– No, we’re not.

Se una famiglia umana non riesce a sopravvivere, è ancora più difficile che questo accada per una famiglia di sintetici. I “figli” di David Elster, ereditieri della formula capace di dare coscienza di sé ai synth, sono soggetti anch’essi alla distruzione dei legami che li tenevano uniti: braccati, catturati, torturati e ridotti alla fuga, non riescono a contrattaccare ai colpi di quella società che li emargina perché pericolosi. Alcuni di loro, tuttavia, riescono a velocizzare il loro processo di umanizzazione, tanto da non essere praticamente più distinguibili dalle persone: Niska e Karen sono due chiari esempi, in quanto la prima esprime i suoi sentimenti attraverso la violenza (tratto tipicamente umano), mentre la seconda ha imparato a mimetizzarsi nel suo ambiente lavorativo.

We’re giving ourselves away, piece by piece.
Allargando ancora di più il suo spettro, la serie ci mostra l’impatto che la rivoluzione tecnologica portata dai sintetici ha sulla società stessa. Come in ogni grande gruppo vi è approssimativamente una fazione a favore e una contro l’innovazione, ma la serie non è mai così scontata e ci mostra in questi due episodi diverse risposte sociali.
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In every area of human life, they are coming between us.
Dal punto di vista dell’avanzamento della trama, i due episodi premono sull’acceleratore sapendo però piazzare i colpi di scena al momento giusto. La scoperta della vera natura di Karen lascia presagire una futura caccia alle streghe all’interno dei gruppi di esseri umani, sullo stile della caccia al Cylon in Battlestar Galactica; l’idea può essere vincente se ben sviluppata e potrebbe dare un ulteriore senso di angoscia e di curiosità allo spettatore. È stato forse meno d’impatto il colpo di scena riguardante l’identità di Leo, ma anche questo non inficia la visione e rende più centrale il suo personaggio e la sua storyline.

Voto episodio 4: 8+
Voto episodio 5: 8

Ero molto scettico all’inizio della visione di questa serie. Più che altro perché di mio sono scettico nei confronti dei remake di altre serie. La serie svedese Reals Humans era talmente intensa e innovativa da rendere abbastanza improbabile che un suo remake potesse anche solo raggiungerla. Ammetto di dovermi ricredere, in alcuni putti forse sono anche riusciti a superarla. Unico appunto che potrei fare forse alla versione britannica è forse il non riuscire a spingersi in profondità nell’analizzare alcuni tabù nel rapporto hubot essere umani, cosa invece benna analizzata nell’originale (immagino che la mentalità svedese incida molto in questo). Vedremo comunque nei prossimi episodi
Assolutamente da vedere.