
Soon all the kings of England shall be kings of nothing.

The Last Kingdom si inserisce con coraggio tra tutti questi concorrenti (peraltro raccontando una storia contemporanea e speculare a quella di Vikings) correndo il forte rischio di sembrare superflua; ma fortunatamente basta una mezz’ora del pilot per rendersi conto che lo show non soltanto cammina con le proprie gambe, ma ha le potenzialità per rivelarsi qualcosa di davvero interessante.
All that remains of England is Wessex.

Il plot racconta di Uhtred (bambino all’inizio della storia, poi adulto), nobile erede del re sassone di Bebbenburg. A 11 anni, morto il padre in battaglia, Uhtred viene rapito dal capo vichingo Earl Ragnar, vecchia conoscenza dei fan di Vikings ma qui reinterpretato completamente grazie al cambio di punto di vista – infatti, qui vediamo il mondo con gli occhi degli inglesi e non degli invasori – che sicuramente non cambia la storia ma di certo ne muta la percezione.
Grazie al suo valore e alla sua onestà, Uhtred diventerà parte della famiglia di Ragnar e, quando il suo villaggio danese sarà attaccato, il ragazzo andrà alla ricerca della vendetta insieme alla compagna Brida, anch’essa di origini inglesi ma ormai diventata una vera fanciulla dello scudo.
I need to kill someone. And I choose him.

L’identità di Uhtred, sospesa tra danesi ed inglesi, è il conflitto che muove la trama ma al di là della storia personale si muove la Storia vera e con la S maiuscola – infatti il claim dello show recita “England is Born” –, abilmente mescolata alla fiction nel raccontare la nascita un mondo nuovo di cui Uhtred è il simbolo e probabilmente anche la scintilla, senza parteggiare per una fazione o per l’altra e senza inutili moralismi.

When a man dies, if nothing is written, he is soon forgotten.

Per molti versi – non ce ne voglia Kurt Sutter – questo potrebbe essere lo show che The Bastard Executioner non è, e probabilmente non riuscirà ad essere: violento, sessualmente esplicito, epico, dominato dal testosterone ma con un “soft spot” eroico che rende semplice affezionarsi e conquista fin dal primo episodio. A giudicare dalle premesse, quindi, la crescita potenziale è enorme e sicuramente ci sarà ancora molto da dire su The Last Kingdom.
Voto: 8

Io ho letto i libri e se non ricordo male Ragnar non si chiama “Earl” ma “jarl” e questo non è il nome ma un titolo usato tra i danesi, l’equivalente di “lord”. Tralasciando questa piccola parentesi volevo chiedere se mi consigli di cominciare la serie oppure (dato che sono un fan accanito dei libri) lasciare passare un po’ di tempo per leggere un po’ di critiche e vedere se si discosterà o meno dai libri per non rovinarmi la cosiddetta “visione idilliaca del lettore”. Grazie
Per earl vs jarl, io ho usato il modo inglese da fan di Vikings ma probabilmente hai ragione tu, mentre per il confronto col libro, da non lettrice posso dirti quel che ho letto nelle interviste ed è che cercheranno di essere fedeli al libro il più possibile ma non sono riusciti interamente a riproporne la crudezza e la violenza. Io da lettrice di GOT mi sono divertita con la versione HBO, anche quando non è stata all’altezza. Personalmente lo considero sempre un arricchimento ma devi decidere tu! Io continuerò a seguirla e ti consulterò come lettore, magari 😉
Ok grazie, magari aspetto ancora un po’ e me le sparo tutte di fila, così da potermele gustare di più. Ti consiglio vivamente i libri, sono di una bellezza e fluidità straordinaria, avvincenti e molto precisi per quanto riguarda le vicende storiche. Non ci si può non innamorare di Cornwell e dei suoi personaggi, Uthred su tutti! =)
Per l’aiuto riguardo ai libri volentieri hahaha =D