
“Episode One” si apre con un cold open d’impatto: una donna scarmigliata e coperta di sangue si risveglia in una vasca da bagno piena d’acqua, attorno a lei segni di lotta e sul suo volto un’espressione smarrita e, al tempo stesso, disperata.
La donna, che scopriremo essere Marcella Backland (Anna Friel, nota al grande pubblico per il primo bacio lesbo della storia del piccolo schermo in UK), è un sergente della polizia londinese in congedo per motivi familiari che, di fronte al ritorno sulle scene di un killer del suo passato e ad una serie di vicissitudini personali, decide di tornare al lavoro. Nuovi omicidi identici per modus operandi al caso di Gore Park, su cui la protagonista aveva investigato quando era ancora in servizio operativo, funestano la città. Da questo momento in poi lo show ci catapulta in una Londra metropolitana in cui tutti, a partire dalla protagonista, sembrano celare un segreto.


Marcella è, già da ora, figlia di produzioni precedenti – due su tutte The Killing e The Bridge ma anche uno show meno riuscito come Fortitude – dalle quali eredita topoi quali la complicazione dell’intreccio, le atmosfere disturbanti, la caratterizzazione iconografica dei protagonisti e, soprattutto, la loro ambivalenza. Tratto comune alle serie sopracitate è la derivazione nordica, che si tratti di remake o ambientazione, e Marcella, pur non rientrando ufficialmente nella categoria, potrebbe essere ascritta senza problemi a tale ambito.

Ad incidere negativamente sulla buona riuscita delle atmosfere intervengono la frammentazione e la complicazione del racconto. A fronte del classico dualismo polizia-mondo criminale interviene tutta una serie di personaggi dai comportamenti ambigui, la cui funzione all’interno dello show (al di là di labili collegamenti che non contribuiscono ad una visione più chiara) non è ancora stata esplicitata con chiarezza: gli esponenti della famiglia Gibson e le controversie della compagnia di cui sono a capo, Maddy Stevenson (interpretata da Laura Carmichael, Downtown Abbey, con un accento cockney di tutto rispetto) e Cara Thomas, una webcam girl con un rapporto intrigante con il mondo criminale, sembrano inseriti più per contratto che per necessità reale. È presto per dare un giudizio completo, ma questo primo episodio ha sofferto il sovraffollamento di personaggi che spesso non hanno avuto tempo sufficiente per restare impressi nella mente dello spettatore. La conseguenza diretta di questo surplus narrativo è la presenza di sequenze poco realistiche o che virano tristemente verso la soap opera provocando un drastico calo di interesse: tra queste troviamo buona parte delle scene che vedono protagonista la famiglia Gibson, le cui vicende, in attesa di sviluppi futuri, sono ad ora soprattutto un noioso riempitivo.

Marcella si configura, ora come ora, come uno show confuso ma al tempo stesso intrigante che trae la sua forza dall’interpretazione della Friel. Va però sottolineato come l’impostazione frammentaria di “Episode One”, se dovesse ripetersi, sarà meno fastidiosa una volta sopravvenuta la familiarità con un cast troppo ampio per una singola puntata. Nonostante alcune storyline fuori contesto e una sensazione di già visto, l’intreccio sembra relativamente solido e provoca un moderato desiderio di immergersi nella puntata successiva. Le potenzialità ci sono, ma restano i dubbi sul loro effettivo sviluppo.
Voto: 6
