Dopo un’ottima prima stagione ed una non sempre convincente seconda, How To get Away with Murder inaugura la sua terza annata con una première forte e consapevole della direzione in cui si sta muovendo.
L’ovvio pericolo da superare per una serie caratterizzata da una struttura quasi da procedurale è quello della ripetitività; se nelle prime due stagioni il ritmo incalzante della narrazione è riuscito ad oscurare l’utilizzo di un unico modus operandi – fatto di un mix sapiente tra flashback e flashforward –, riuscirà la terza stagione ad essere all’altezza delle precedenti, senza scadere nel già visto o nel banale?
“How does this make anything right?” “It doesn’t.”
L’episodio si apre esattamente dove il season finale ci aveva lasciati: l’assassinio a sangue freddo del padre di Wes, Wallace Mahoney, che gli precludeva qualsiasi possibilità di conoscere l’uomo o perlomeno di capire qualcosa riguardo le sue azioni. Il confronto tra Wes e Annalise, che strizza l’occhio al legame profondo che lega i due, serve come chiave di lettura per leggere il comportamento di tutti i ragazzi nel corso dell’episodio. Superare gli avvenimenti passati e fingere che nulla sia accaduto è il mantra che Annalise tenta di insegnare ad i suoi studenti in ogni modo possibile: un insegnamento che non tutti riescono ad abbracciare facilmente. Assistiamo al dipanarsi di un’estate tranquilla che ha visto i Keating Five approcciarsi alla loro nuova vita in modi completamente opposti: se da un lato la reazione di Michaela è assolutamente in character, così come le poche scene dedicate ad Asher, ben più sconvolgente è la quasi totale assenza d’emozioni di Wes, capace, quasi come il suo mentore, di tornare a vivere la sua vita nel modo più naturale possibile, riuscendo al contempo a migliorare la sua carriera universitaria. Dimenticabile invece il segmento dedicato a Connor, che, nonostante risulti apprezzabile nel tentativo di proteggere il suo amato, è protagonista di uno dei break-up più discutibili (e totalmente fuori luogo) dello show. La motivazione addotta da Oliver per giustificare questa rottura risulta poco credibile, contribuendo a derubricare l’avvenimento come un tentativo di spostare la coppia al centro della narrazione. La stessa Laurel sembra non aver fatto alcun passo avanti: ancora incapace di lasciarsi Frank alle spalle, non brilla come negli episodi passati ed è fin troppo calata nel ruolo di amica gelosa di Wes per lasciare un segno nella puntata.
You finally get to be me.
Così come i suoi personaggi anche la serie decide di provare a staccarsi dall’immagine che aveva nelle due scorse stagioni: la fotografia molto luminosa crea un fortissimo contrasto con le scene spente delle annate passate. Il tentativo di non cadere nel ripetitivo si legge con grande forza anche nella nascita della clinica pro bono; qualche nuovo volto ed una sfida precisa, quella di riabilitare la propria posizione nell’università sia per Annalise che per i K5, rendono questa storyline qualcosa di fresco e diverso dalla solita routine di omicidi a cui la serie ci aveva abituato dalla prima stagione. Nonostante il tentativo di superare quanto accaduto, sembra che ci sia qualcuno non ancora disposto a dimenticare il passato; l’università viene inondata da volantini diffamatori, un piccolo reminder del fatto che, per quanto i protagonisti si impegnino duramente per fingere che nulla sia accaduto, il passato non ha ancora chiuso con Annalise ed i suoi studenti.
Well, at least they chose a good photo.
Non staremmo parlando di How to get Away with Murder senza un plot twist ed un mistero da svelare fin dalla première: non è un caso che, in un episodio luminoso come questo, solo alla fine si dipani la storyline più importante della stagione. In due scene fortemente collegate, assistiamo al primo contatto tra Annalise e Frank, che si risolve in un modo ben più rovinoso di quanto potessimo immaginare, dando il via ad un nuovo circolo di bugie. Il vero fulcro dell’episodio è però la scena finale, il flashforward dell’omicidio su cui si concentrerà questa prima parte di stagione: una casa incendiata che fa da sfondo al dramma di Annalise mentre scopre chi tra i suoi cari è stato ucciso. Non ci è ancora dato di sapere se si tratta di un piano ben riuscito di Annalise o se si tratti dell’ennesima messinscena della donna.
L’unica certezza è che How to Get Away With Murder è ritornato in carreggiata, pronto a raccontarci una nuova storia e dimostrando di avere ancora qualcosa da dire sulla vita di Annalise Keating e dei suoi studenti. “We’re good people now” si dimostra un buon episodio di partenza che getta le basi per quella che si prospetta essere una stagione al pari delle precedenti.
In pratica io dal finale della prima stagione sono ancora sconvolta da tutti gli avvenimenti che sembrano mancare di un filo logico costante. Sembra quasi di assistere a scene random messe lì solo per creare mistero e suspance ma in maniera troppo forzata rispetto a come veniva fatto prima.
Infatti non me ne capacito ancora, il livello di qualità è cambiato in maniera vertiginosa e comincio a chiedermi se vale la pena continuare a vederlo.:( Peccato perchè era fortissimo.
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In tutta onestà, io credo che questa sia la cosa più brutta e trash che stia andando in onda adesso in TV.
In pratica io dal finale della prima stagione sono ancora sconvolta da tutti gli avvenimenti che sembrano mancare di un filo logico costante. Sembra quasi di assistere a scene random messe lì solo per creare mistero e suspance ma in maniera troppo forzata rispetto a come veniva fatto prima.
Infatti non me ne capacito ancora, il livello di qualità è cambiato in maniera vertiginosa e comincio a chiedermi se vale la pena continuare a vederlo.:( Peccato perchè era fortissimo.