
O Mecanismo si propone di raccontare la nascita e lo svolgimento dell’Operazione Lava Jato (in italiano, Operazione Autolavaggio): iniziata nel 2014 da parte della polizia federale brasiliana, essa ha portato alla luce un enorme scandalo di corruzione diffuso su tutto il territorio nazionale che vedrà coinvolte compagnie petrolifere, società di costruzioni e numerose figure politiche.
Il pilot segue le vicende dell’agente federale Marco Ruffo, interpretato da Selton Mello che, già a partire dal 2003, scopre il riciclaggio di una mole significativa di denaro sporco da parte di Ibrahim (Enrique Díaz) vero e proprio villain di questo episodio.
È chiara l’intenzione degli autori di raccontare le vicende dell’Operazione Lava Jato attraverso il punto di vista degli investigatori, primo fra tutti Marco Ruffo, alle prese con un sistema corrotto quanto potente, capace di svincolarsi sempre dalle regole della giustizia e di minacciare le vite e le famiglie di chi osa remargli contro. La tenacia di Marco e della sua collaboratrice e allieva Verena (Caroline Abras) saranno dunque messe a dura prova da un sistema che viene più volte definito come un “cancro” che necessita di essere combattuto il prima possibile per evitare il pericolo di una sempre più diffusa e capillare crescita.

La grande potenzialità narrativa derivante dal racconto di una vicenda così importante com’è quella dell’Operazione Autolavaggio – che è tutt’ora in corso – permette al pilot di impostare la sua narrazione seguendo la scia di un giusto e cinico realismo: la puntata trova un buon equilibrio inserendo poche ma efficaci scene di azione fra le rappresentazioni delle indagini e delle vicende vissute da Marco Ruffo. Tuttavia, “Lava Jato” presenta alcuni problemi strutturali che non permettono alla serie di esprimere al massimo le potenzialità di cui si diceva prima e che, a lungo andare, potrebbero compromettere la riuscita complessiva di O Mecanismo.
Innanzitutto, il racconto stesso delle origini dell’Operazione Lava Jato risulta affrettato e, in alcuni frangenti, poco chiaro, mettendo così in difficoltà gli spettatori che, approcciandosi alla visione della serie, non conoscono già approfonditamente la vicenda.
In secondo luogo, al personaggio di Marco Ruffo (almeno per ora) non è stato dato lo spessore necessario per rendere la sua personalità davvero interessante, col risultato di portare sullo schermo una figura dalle caratteristiche già viste più volte altrove, i cui problemi psicologici non sono in grado di caricare di interesse la sua personalità ma che, anzi, risultano talvolta addirittura forzati.

Per concludere, l’esordio di O Mecanismo lascia un po’ a desiderare e, ad ora, non riesce a cogliere nel segno. Alcune scelte ed errori non permettono a “Lava Jato”, infatti, di sfruttare appieno le potenzialità narrative della storia che si propone di portare sullo schermo. Non mancano, però, alcuni spunti positivi che potrebbero aiutare le prossime puntate a migliorarsi e, si spera, a liberarsi dei difetti presenti nel pilot.
Voto: 5
