
“How high the moon?”
Una canzone nell’aria, due piloti giovani e un po’ scapestrati, una luce nel cielo.
Inizia così Project Blue Book, la serie prodotta da History Channel e da Robert Zemeckis, basata sui file ormai desecretati dal governo americano e che ruota intorno a due protagonisti che fin da subito si presentano come uno la nemesi dell’altro: il Dr. Josef Allen Hynek interpretato da Aidan Gillen (Ditocorto di Game of Thrones) e il Capitano Michael Quinn, interpretato da Michael Malarkey (Enzo di Vampire Diaries). Quest’ultimo viene incaricato dal generale Harding (l’onnipresente Neal McDonough di Justified e Suits, tra i tantissimi), di indagare su un numero di avvistamenti che non fa altro che salire, e per farlo gli viene richiesto semplicemente di trovare una spiegazione razionale, anche quando sembra non esserci. E per questo viene incaricato di assumere il Dr. Hynek, astrofisico e mente geniale che si spera possa mettere una sorta di sigillo scientifico a quello che il governo vuole bollare come un’isteria di massa, e che potrebbe sfociare facilmente nel panico più totale tra minacce di guerre atomiche e luci aliene nel cielo.
“U.F. what?”
Project Blue Book riprende la scia di alcune delle migliori serie uscite negli ultimi anni, su tutte Mindhunter, e cioè quel voler andare alle origini di cose che diamo ormai per scontate come appunto la profilazione di un serial killer o, come in questo caso, la classificazione degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

Ma se da una parte c’è la scienza e la sua razionalità, dall’altra c’è però una nazione sempre sul punto di entrare in guerra con la fin troppo vicina Russia, un’America appena uscita vittoriosa dalla seconda guerra mondiale che però ancora non riesce a scrollarsi di dosso l’onere di dover guidare il mondo intero verso un futuro migliore. Il sottofondo della serie sono infatti i continui allarmi inviati alla popolazione, i primi film in cui gli alieni sbarcano sulla terra e le esercitazioni nelle scuole con il “duck and cover”, la tecnica con la quale ci si sarebbe difesi da un’eventuale onda atomica rilasciata da una bomba H.
“I want you to help me to prove to the public the truth.”
L’intento principale del Progetto è quello di portare a galla la verità, senza nessuna possibilità di dubbio o incertezza. Il controllo passa anche dalla rassicurazione e questo risulta subito molto chiaro allo spettatore: il governo, e in questo caso l’esercito, non vuole lasciare spazio a nessuna domanda proprio perché la mancanza di risposta potrebbe fargli perdere il controllo sulla nazione e questo, in un periodo così delicato, non è assolutamente possibile.
Il Dr. Haynek si trova quindi chiuso in una morsa dove da una parte preme la censura di chi lo ha assunto, e dall’altra la sua devozione alla scienza, alla quale sa bene di non poter mentire.

La prima puntata di Project Blue Book in realtà non aggiunge alla fine grandi novità alla struttura di un pilot, ma anzi rimane fedele a quella di serie più improntate sui protagonisti che su quanto accade loro, nonostante il contesto fantascientifico che fa da cuore della storia. Il rapporto del Dr. Haynek con la moglie, ad esempio, assume subito un ruolo fondamentale sia per capire i caratteri di entrambi, sia per avere modo di ampliare la storia di fondo. È infatti evidente un forte equilibrio tra il rapporto che c’è tra i personaggi e quello che loro stessi hanno con la storia che ha cominciato a travolgerli.
Questo primo episodio è quindi un buon inizio senza grossi inciampi ma nemmeno grandi falcate, che si fa forza di un’ottima (e “vera”) storia come base e che può rivelarsi un prodotto molto interessante tra le serie di nicchia del 2019.
Voto: 7
