
Certo, il proprio punto di vista tende sempre a rendere faziosi e a far scegliere inconsciamente quello che ci è familiare, ma tra Netflix che decide di distribuire Gossip Girl proprio mentre finalizza l’acquisto di You (ricordiamolo: stesso protagonista), di distribuire la prima stagione di Riverdale (e speriamo arrivino anche le altre), di non liberarci da quella droga che è Gilmore Girls, Prime Video di Amazon che ormai già da tempo ha sfoderato la vecchia e indimenticata arma Dawson’s Creek, ma anche Teen Wolf ed Heroes, sentirsi circondati è fin troppo facile. E ovviamente è inutile dire che Roswell non poteva di certo mancare all’appello.

Quindi non sarà un caso se, nel momento in cui viene deciso di farne un reboot esattamente vent’anni dopo, quegli stessi protagonisti vengono fatti crescere di un decennio e portati oltre la soglia dei venticinque anni e pericolosamente vicini ai trenta, ma ancora congelati con gli amori inespressi del liceo, costretti da qualche forza del destino a tornare sui propri passi e fare ritorno nella città natale. Giustamente, la CW ha capito che il target di pubblico che avrebbe sicuramente visto la serie è appunto composto dai trentenni o quasi nostalgici delle loro cotte adolescenziali, che, dopo aver passato un decennio a fare gli intellettuali convinti di occuparsi di cose molto più serie, si trovano a vivere la disillusione dei propri sogni o convinzioni, come la nuova Liz protagonista.

Questo “Pilot” mischia sapientemente il pilot del primo Roswell con una situazione personale dei vari personaggi invece molto simile alle ultime due stagioni degli anni ’00, quando ad esempio Isabel (ora: Lily Cowles) si è già sposata, Max (ora: Nathan Dean Parsons) ha un lavoro e Micheal (ora: Michael Vlamis), il terzo alieno, continua a non uscire dalla condizione di ragazzo difficile e non riesce ancora a trovare un suo posto nella società. E come è giusto che sia, in questa nuova versione c’è anche la storia omosessuale, che scardina l’allora coppia Michael & Maria, che faceva da contraltare a quella protagonista di Liz & Max: da un lato i drammi erano legati soprattutto alla parte maschile della coppia, che faticava appunto a trovare una conciliazione tra un’esistenza che doveva sembrare normale ed una irrequietezza interiore che non riusciva a farlo legare ad altri esseri umani; mentre per gli altri due, tutto girava intorno all’amore contrastato dagli eventi, ma sempre con la piena consapevolezza di voler stare insieme. Non mancano ovviamente all’appello anche gli altri due co-protagonisti, Alex (allora interpretato da Colin Hanks, ora da Tyler Blackburn) e Kyle (Michael Trevino), sempre nei ruoli dell’amico e dell’ex fidanzato, figlio dello sceriffo della città che, almeno nella prima stagione del vecchio Roswell, aveva il ruolo del villain. Per dare un altro afflato di novità rispetto al passato, c’è anche il mistero della morte di Rose Ortecho, sorella di Liz, di cui ovviamente tutti i personaggi continuano a parlare e che presumibilmente ci accompagnerà per diversi episodi.

Ogni volta che esce la notizia di un qualche rifacimento, nella mente di molti spettatori la domanda istantanea è “ma ne avevamo davvero bisogno?”. Forse no, ma se anche si configurasse come un ennesimo teen-drama-non-più-tanto-teen che parte dalle ceneri di un’altra cosa per rivitalizzarla in maniera intelligente, allora Roswell: New Mexico avrebbe vinto la sua scommessa e annullato la necessità della domanda di cui sopra. E per il momento, nonostante l’elevato numero di montaggi musicali che effettivamente fanno molto anni ’00, le premesse per andare avanti ci sono tutte.
Voto: 7
