Gomorra – 4×11/12 4


Gomorra – 4×11/12La doppietta di episodi che chiude questa annata di Gomorra può essere vista da due prospettive differenti: da una parte come conclusione anticlimatica di una stagione che aveva visto un cambiamento sostanziale nelle storyline e nelle caratterizzazioni dei personaggi principali, dall’altra come una chiusura del cerchio e una sorta di ritorno alle origini, alle trame e alle certezze sia morali che narrative della serie. A seconda di come la si vede cambia, anche se non sostanzialmente, il giudizio che si può dare sugli episodi e, di riflesso, sull’intera stagione.

Avevamo iniziato con una serie di cambiamenti epocali: Genny che metteva da parte la propria vecchia vita in nome di aspirazioni più oneste, aprendo un arco narrativo inedito che ha consentito di spaziare anche geograficamente e dare un ruolo più centrale ad Azzurra; Patrizia che aveva modo di mostrare un nuovo aspetto di sé sia come boss di Secondigliano che con la storia d’amore e maternità insieme a Michelangelo; nuovi personaggi come i Levante e nuove dinamiche create tra i vecchi, con l’unica costante del ruolo sempre più centrale dei ragazzi di Forcella e quello di villain impenitenti riservato ai fratelli Capaccio.
Pian piano, però, nel corso della stagione (e soprattutto dal sesto episodio in poi) le cose hanno iniziato a girare male per il nuovo status quo e si è iniziato a capire che non solo la pace non sarebbe durata, ma che Gomorra non era alla ricerca di un vero cambiamento nelle proprie dinamiche. Per quanto la motivazione “Romeo e Giulietta” della guerra dei Levante a Patrizia fosse debole, così come ancora più deboli sono state le ragioni del disfacimento della lealtà a Sangue Blu, entrambe giocano un ruolo che all’interno della serie ragiona su una coerenza mai abbandonata: a Gomorra non importa dei personaggi, non li vuole vedere felici né salvi, non li considera mai redimibili o capaci di vera lealtà, neppure alla propria famiglia.

Gli ultimi due episodi, da questo punto di vista, sono quindi un ritorno alle origini che ci libera definitivamente dell’illusione della pace, dell’amore, della possibilità del riscatto e che illumina le intenzioni dello show innanzitutto da un punto di vista ideologico, eliminando sistematicamente la possibilità di un lieto fine a dispetto di qualsiasi sforzo dei suoi personaggi.
Il legame tra Genny e Patrizia è il più illuminante in questo senso e ci dimostra che la lealtà e quella che sembrava un’amicizia, persino l’aspettare un figlio, non contano più nulla nel momento in cui Genny non può più avere la situazione sotto controllo e soprattutto nel momento in cui ci si rende conto che sfuggire al proprio passato non è possibile (e se non è possibile per lui, non è possibile per nessuno) esattamente come è impossibile venire considerati con misericordia quando non la si è mai applicata nei confronti degli altri. Per quanto questa stagione ci avesse illuso che in questo mondo ci fosse spazio per i sentimenti, la realtà è che le amicizie e gli amori in Gomorra non sono mai una costante, nel migliore dei casi finiscono con la morte e il sacrificio di uno dei due oppure sfociano, immancabilmente, nel tradimento vero o sospettato. Come si può, d’altronde, essere umani in un mondo in cui la vita non vale nulla e l’umanità non soltanto non serve a raggiungere il potere ma diventa un ostacolo? Come dimostrano i momenti finali nel bunker, l’unico modo di essere capo è mettere da parte qualsiasi emozione e qualsiasi affetto o desiderio personale che non sia quello per i soldi, il potere e il comando.

Gomorra – 4×11/12Questa era stata anche la stagione che ci aveva fatto vedere con più compiutezza le donne di Gomorra, mostrandole capaci di comandare con la stessa spietatezza degli uomini e rendendo il tema dell’essere femmina in un mondo violento e fatto di maschi una piacevole variante sul discorso principale, che arricchiva di sfumature personaggi solitamente relegati in secondo piano o in ruoli subalterni e asserviti alle esigenze del plot. Per questo non è possibile nascondere una punta di delusione per la conclusione della parabola di Azzurra, finita di nuovo nell’oscurità del ruolo di moglie e madre, come di Patrizia che, pur beneficiando di ottimi episodi, al contrario degli uomini fallisce per manifesta incapacità: di ottenere rispetto (neppure dal marito) e di mettere la lealtà prima di ogni altra cosa, finendo per tradire Genny in maniera gratuita, per paura e per amore più che per calcolo, come nel più banale dei cliché sul sentimentalismo femminile. Anche a fronte del modo imperfetto in cui sono state chiuse, queste storie hanno costituito un’evoluzione notevole nel modo della serie di raccontare la malavita e la sua intrinseca scorrettezza, perché il punto di vista femminile aggiungeva una sfumatura necessaria per parlare di quell’universo. Come la sorella e la madre di Nicola, o Maria (fidanzata di Sangue Blu) tentavano di sopravvivere e salvare se stesse in un mondo che attribuiva loro una spendibilità totale come individui ma al tempo stesso il dovere assoluto di mantenere vivo il focolare della famiglia mentre fuori si scatena la guerra, Patrizia e Azzurra (e Scianel e Imma prima di loro) fronteggiavano l’impossibilità di esercitare il potere in un mondo in cui l’essere donna è considerato un segno di debolezza congenita ed essere donna che vuole comandare un segno di arroganza da punire, indipendentemente dalle capacità della singola persona.

La perdita di questo elemento di varietà nell’affresco generale non è soltanto una questione di rappresentazione ma anche di puro intrattenimento e coinvolgimento dello spettatore: il ritorno a Genny come capo unico indiscusso e, francamente, un po’ troppo invincibile ormai per stimolare vera empatia nello spettatore, potrebbe essere una perdita di ricchezza narrativa nonostante la forza indiscutibile dei drammatici minuti finali in cui Savastano fa piazza pulita di nemici che sono anche famiglia, uccide e tradisce gli amici, abbandona moglie e figlio e infine si rinchiude volontariamente in una cella monastica che è sinonimo di rinuncia alla vita come finora l’aveva conosciuta. Sono proprio questi ultimi minuti a tracciare, infatti, quella che sarà forse la linea delle prossime stagioni, prefigurandoci un futuro all’insegna della lotta tra crimine e giustizia – rappresentata dal duello con Ruggeri – e la progressiva trasformazione di Genny in suo padre Pietro. È la prima volta che la legge entra con tanta prepotenza nell’universo di Gomorra e questo avviene seguendo una progressione nella parabola di Gennaro, che ha seguito tutti i tropi del racconto di malavita a partire dal giovane inesperto fino al trauma che fa crescere, alla conquista dell’indipendenza, all’uccisione del padre e alla presa del potere, alla perdita di Ciro e poi del sogno di una vita normale, degli alleati e della famiglia; eventi che lo fanno arrivare solo e indurito al confronto con la Giustizia ma al tempo stesso criminale compiuto e privo di rimorsi e desideri.
In tanti sperano (anche grazie a una scena post credit che fa venire qualche sospetto) in un ritorno miracoloso di Ciro per ricreare le vecchie dinamiche, ma probabilmente non sarà questa la strada che seguirà Saviano perché mai, fino ad ora, la sua scrittura ha scelto di premiare i propri eroi in qualche modo. Gomorra non ha mai tifato né come dicevamo si è mai affezionata ai suoi protagonisti e, pur non mancando mai di mostrarne il lato profondamente umano, ha sempre scelto di ritrarli nel modo più verosimile possibile, schiacciati dalla macchina implacabile della vita criminale fino ad appiattirsi su modelli che non avrebbero mai pensato di emulare – Genny che diventa Pietro, ma anche Azzurra che diventa il padre e Patrizia che diventa Scianel – semplicemente perché a un certo punto la scelta è tra questo e la morte.

Gomorra – 4×11/12Questo significa anche che la serie sta esaurendo la storia che vuole raccontare e, di fatto, inizia a mostrare la corda sia stilisticamente (i dialoghi meme friendly, la colonna sonora ripetitiva, una stanchezza nella messa in scena che porta a ripetere costantemente le stesse dinamiche al di fuori delle scene d’azione), sia narrativamente, diventando sempre più prevedibile negli sviluppi. La prossima stagione giocherà un ruolo fondamentale nel destino di Gomorra e dimostrerà se davvero il percorso di Genny è organico come sembra e dunque destinato a una fine tragica, che non significa però necessariamente la fine di uno show che ha dimostrato di saper inserire abilmente sempre nuovi protagonisti e nuove storie, pur mantenendo una coerenza di fondo. Una coerenza profondamente sottesa anche al lavoro fatto in quest’ultima annata e che si è manifestata con compiutezza negli ultimi due episodi, che nonostante la frettolosità di alcune scelte narrative non tradiscono mai la filosofia di fondo della serie e non si fanno mai cogliere dalla tentazione di trasformare in eroi i propri antieroi, anche a costo di sacrificare figure amatissime dal pubblico. Vedremo se Gomorra sarà capace di farlo anche con Genny.

Voto episodio 11: 7
Voto episodio 12:7 ½
Voto stagione: 7 ½

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Informazioni su Eugenia Fattori

Bolognese di nascita - ma non chiedete l'età a una signora - è fanatica di scrittura e di cinema fin dalla culla, quindi era destino che scoprisse le serie tv e cercasse di unire le sue due grandi passioni. Inspiegabilmente (dato che tende a non portare mai scarpe e a non ricordarsi neanche le tabelline) è finita a lavorare nella moda e nei social media, ma Seriangolo è dove si sente davvero a casa.


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4 commenti su “Gomorra – 4×11/12

  • Francesco Martino

    mah….noia mortale, una non storia sempre uguale a se stessa, con l’inossidabile ciclo alleanza/tradimento/morte che si ripete ormai da 4 stagioni. Dialoghi imbarazzanti, per non parlare della recitazione da fotoromanzo degli attori che declinano tre tipi di espressione …sguardo arrabbiato, sguardo molto arrabbiato, sguardo arrabbiatissimo con fumo che esce dalle narici.. E quando” il diplomato” si leva gli occhiali, e guarda le sue vittime…allora si che si trema, come lo sguardo agghiacciante di Joe Pesci in quei Bravi Ragazzi.

     
  • Daniele

    La verità è che gomorra vera è finita con la seconda stagione…
    La terza e la quarta sono due appendici anche abbastanza inutili secondo me.
    La terza è guardabile, la quarta è obiettivamente orrenda, altro che 7,5… 4,5 al massimo!

     
  • Travolta

    Voto stagione 6 massimo ad essere generosi 6,5. Per me meglio questa quarta serie della terza ma alcuni episodi veramente noiosissimi.”Cattivi ” improponibili e Patrizia ottima come spalla non e’ riuscita a reggere nel ruolo di boss.

     
  • Rand

    Recensione che tutto sommato a grandi linee posso condividere, ma voti troppo generosi. Purtroppo nè i personaggi nè la scrittura sono in grado di mantenere alta l’attenzione su una serie che ormai continua a ripetersi sia negli schemi del singolo episodio sia nella struttura complessiva delle stagioni. I personaggi più interessanti ormai sono andati per sempre e i nuovi falliscono sistematicamente il compito di non farli rimpiangere. Scene d’azione generalmente ben girate, ma dialoghi scadenti, a tratti imbarazzanti. Il mio voto alla stagione è un generoso 5.